Playoff mondiali: Italia senza identità, la Russia è lontana

Tutto è andato nella maniera peggiore in cui poteva andare; l’Italia perde il primo confronto con la Svezia per 1-0 ( Johansson al 62 ‘), ed è vicina a quello che potrebbe essere definito a tutti gli effetti come un fallimento per il nostro calcio.
L’Italia vista venerdì sera nella sconfitta di Solna è una squadra senza idee, disorganizzata e per lunghi tratti di partita incapace di produrre gioco; poca roba per una squadra che partiva con i favori del pronostico.
Gli azzurri si presentano in campo con un ritrovato 3-5-2, con Verratti regista dietro le due punte Belotti e Immobile, Darmian e Candreva sugli esterni e la rispolverata BBC dietro.

 

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Questo nuovo esperimento del ct Ventura però, non è servito a cambiare quel passo che gli azzurri tengono ormai da un po’ e, seppur difficile, la squadra va addirittura peggio rispetto ai match contro Spagna, Macedonia e Albania. L’Italia vista alla Friends Arena è stata bloccata e dominata fisicamente da un modesto avversario, confermandosi una squadra senza una propria identità tattica; con il 3-5-2 in Svezia, infatti, si è arrivati a toccare quota dieci moduli cambiati nelle ultime nove uscite della gestione Ventura.
Quello che non convince del ct appare essere la gestione degli uomini a disposizione, il caso Insigne è simbolico; l’esterno del Napoli è attualmente senza dubbio il miglior talento a disposizione del calcio italiano, eppure il suo impiego in Nazionale è minimo e quando viene schierato in campo deve ricoprire un ruolo che non gli appartiene. Perché non si dà maggiore spazio all’esterno partenopeo mettendolo a proprio agio nel suo ruolo? Questa è una delle domande che tutto il paese pone al proprio ct.

 

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Tra le altre cose che non hanno convinto del ct venerdì sera ci sono anche le dichiarazioni nel post partita; Ventura ha infatti parlato di sfortuna e di brutta prestazione da parte dell’arbitro turco Cakir, colpevole a detta del commissario tecnico di essersi fatto condizionare dal calore del pubblico svedese. Le dichiarazioni appaiono sinceramente fuori luogo, orientate a giustificare una prestazione grigissima da parte degli azzurri, capaci di produrre soltanto due azioni da gol con Belotti in avvio e con il palo di Darmian al 70′ , troppo poco contro una Svezia che, seppur molto organizzata e fisica, rimane comunque una squadra modesta.
Lunedì sera a San Siro sono attesi 70mila tifosi; bisognerà onorare la storia calcistica che appartiene agli azzurri, mettendo da parte tutti i problemi per novanta minuti e oltre, se ce ne fosse il bisogno; serviranno idee più chiare e una maggiore concentrazione per una rimonta che consentirebbe di evitare, 59 anni dopo la prima e unica volta, un Mondiale senza Italia.

–  Marco Cavallaro

 

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