Catastrofe mondiale: Italia – Svezia termina a reti inviolate

Nella fredda serata di ieri, sul terreno di gioco dello stadio Giuseppe Meazza di Milano, è avvenuto ciò che nessuno si sarebbe mai immaginato, ciò che ogni italiano non avrebbe voluto vedere: la nazionale non si qualifica per il mondiale della prossima estate in Russia.
Nella partita d’andata la Svezia si era imposta con il risultato di 1-0, in una partita che ha visto l’Italia giocare male, senza idee e senza grinta, ma che, nonostante tutto, permetteva agli azzuri di poter conquistare la qualificazione al ritorno, a Milano.
Ieri, a San Siro, sugli spalti vi erano oltre 70 mila tifosi, tutti italiani, tutti pronti a sostenere la nazionale, per aiutarli a raggiungere la Russia; ma l’intera nazione era sintonizzata a guardare la partita dal proprio divano e continuare a sperare nel sogno mondiale.

 

italia-svezia-675-2

 

Alle 20:45 le squadre entrano in campo, sugli spalti i tifosi iniziano sin da subito a cantare per gli azzurri e nel momento dell’inno nazionale si alza un unico coro: un’atmosfera calorosa che viene macchiata dai fischi rivolti all’inno svedese.
Dopo il classico lancio della monetina, la palla viene portata al centro,tutto è pronto per il calcio di inizio. Sin da subito la partita ha ritmi intensissimi, con tanto agonismo, ma con poche verticalizzazioni, che portano ad una manovra sterile per l’Italia. Verso la metà del primo tempo sale in cattedra Jorginho, il migliore degli italiani scesi in campo, che prende la chiavi del centrocampo e riesce a velocizzare la circolazione del pallone e a far aumentare la pericolosità della nazionale.
Così gli azzurri negli ultimi 10 minuti del primo tempo alzano il ritmo e aprono il campo, creando occasioni in serie. Prima Immobile calcia sull’esterno della rete,poi Parolo mette alto dal limite, infine Candreva sciupa da dentro l’area. A pochi minuti dal duplice fischio grande occasione anche per Florenzi, ma si va al riposo sullo 0-0.
La ripresa si apre con gli stessi 22 in campo. Al 7′ Florenzi sfiora il palo in acrobazia e l’Italia sembra poter ricominciare da dove aveva finito il primo tempo, ma è un’illusione, perché a parte un tiro debole e centrale di Chiellini, gli azzurri non creano più nulla nei primi minuti. A mezz’ora dalla fine Ventura prova a dare una scossa e si gioca tutto inserendo Belotti ed El Shaarawy per Gabbiadini e Darmian. La Svezia toglie Toivonen per Thelin per sfruttare il contropiede e proprio il neoentrato ha subito un’occasione su cui chiude Bonucci, che poco dopo scaglia via la maschera e prova a suonare la carica esaltando i 70mila di San Siro. Gli ultimi 5 minuti è assedio azzurro; Olsen dice di no ad El Shaarawy e poi Parolo mette ancora fuori di testa. È l’ultimo pericolo corso dalla Svezia, l’arbitro Lahoz con il triplice fischio fa concludere la partita, dando il via ai festeggiamenti svedesi e alla disperazione italiana.
Dagli spalti arrivano fischi da parte dei tifosi delusi ed amareggiati, sul campo non c’è un azzurro che non abbia gli occhi lucidi.

 

LM7M2V2B4880-kxcB-U11019988201423XD-1024x576@LaStampa.it

 

I giornalisti dopo i primi minuti di rispetto nei confronti dei giocatori,visibilmente scossi, si sono diretti verso il capitano, Buffon, che hai microfoni ha detto: “Dispiace non per me ma per tutto il movimento. Abbiamo fallito un qualcosa che anche a livello sociale poteva essere imporante ed è questo l’unico rammarico che ho. Non abbiamo sottovalutato questo playoff. Chi gioca queste partite sa quanto sia complicato recuperare un gol contro squadre così. Non siamo riusciti ad esprimere quello che potevamo fare e ci è mancata l’energia e la forza per fare un gol”. Ha poi continuato lanciando un messaggio che circolava nell’aria, ma che nessuno voleva sentire: “Lascio una Nazionale di ragazzi in gamba che faranno parlare di loro a cominciare da Donnarumma e Perin. Io volevo ringraziare Chiellini, Barzagli e Bonucci con i quali ho giocato per tanti e tanti anni. Lo sport insegna a perdere e vincere in gruppo, a condividere gioie e dolori. Il mister ha le stesse colpe che abbiamo noi”.

 

Italia-Svezia-11-675

 

Nella mattinata di oggi il presidente del CONI, Giovanni Malagò, è intervenuto in merito alla partita di ieri, dichiarando: “Quella di ieri è stata una triste serata sportiva, siamo tutti quanti molto delusi e amareggiati“. Poi ha aggiunto: “Ho sentito Tavecchio, gli ho chiesto che intenzioni avesse, e mi ha detto che domani ci sarà questa riunione in Figc. Come sapete è padrone di assumersi le responsabilità, ma se fossi in lui mi dimetterei“. Ha concluso il suo intervento con un plauso a Gianluigi Buffon: “Vorrei ringraziare Gigi perché ieri ci ha messo la faccia. Il suo grido di dolore non era solo per il fatto di non essere il primo giocatore della storia a disputare sei Mondiali, ma sentiva il peso della sconfitta per i giovani e per tutto il paese. Con lui ringrazio tutta quella generazione di calciatori che ci hanno dato grandi soddisfazioni“.

 

Svezia vs Italia - Qualificazioni Russia World Cup 2018

 

Dalla partita di ieri il movimento calcistico italiano ne esce distrutto. La nazionale non parteciperà al mondiale , cosa che era avvenuta una sola volta nel lontano ’58; da questa assenza la FIGC eredita un pesante danno d’immagine, ma anche economico che si stima in una cifra intorno agli 80 milioni. Dal punto di vista tecnico la nazionale vista nell’ultimo periodo ha mostrato una sterilità disarmante nella costruzione del gioco, un modulo che non si addice alle caratteristiche dei nazionali, con giocatori che vengono adattati a ruoli che non ricoprono abitualmente. Ventura ha dimostrato di non essere all’altezza, prima cercando di dare un’entità alla nazionale per poi abbandonare le sue idee, affidandosi all’usato e andando in controtendenza con ciò che aveva fatto per tutta la durata della sua gestione. Emblematici sono gli errori di valutazione fatti su Jorginho, sempre escluso dalle convocazioni e poi buttato nella mischia nella partita più importante, e su Insigne, il più talentuoso dei convocati, lasciato in panchina per tutti i 90 minuti. Le colpe del tecnico sono evidenti, ma non è il solo che dovrebbe responsabilizzarsi, per una disfatta che si è verificata per errori commessi anche tra i vertici del calcio italiano e tra i giocatori scesi in campo con poca voglia.
A noi tifosi non resta che rammaricarci ed essere delusi per il triste epilogo; il mondiale lo guarderemo dal divano senza poter sostenere la nostra nazionale.

–  Ferdinando Piazza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *