FIGC, ora è tempo di svoltare: il punto sulle ultime mosse

Sono già passati sei giorni da quella notte tremenda di San Siro, quando l’Italia, al cospetto di 70mila spettatori, non riuscì ad andare oltre lo 0-0 contro la Svezia e dunque, con la sconfitta all’andata in terra svedese, vide materializzarsi l’incubo che tutti temevano, un Mondiale senza Italia, come accadde solo una volta prima, nel 1958. Sicuramente si tratta di una pagina nera della storia del nostro calcio e della nostra nazionale, che vanta quattro titoli mondiali, seconda solo al Brasile, campione del mondo per ben cinque volte.
In questi giorni, come poteva essere ampiamente prevedibile, nel nostro paese si è acceso un enorme dibattito, dove chiunque parla di disfatta degli azzurri. Tra questi non potevano mancare i politici; ha fatto il giro del paese infatti il botta-risposta fra Salvini e Renzi, con il primo che trova nella principale causa alla base dei problemi del nostro calcio, ed in generale del nostro paese, la questione riguardante gli stranieri, troppi secondo lui, anche nel calcio, dove dovrebbe essere dato a suo dire maggiore spazio ai calciatori italiani. La risposta di Matteo Renzi non si fa attendere; il segretario del PD risponde infatti facendo riferimento a Francia, Germania, Spagna e Inghilterra, ricordando la vittoria mondiale della Francia multietnica nel 1998 e definendo ridicoli gli argomenti posti da Salvini.

 

Tavecchio, Conte sarà uno choc positivo
Nei piani alti del calcio, ovvero in FIGC, sono stati e continueranno ad essere giornate di caos. Subito dopo il disastro mondiale si attendevano passi che sembravano essere quasi scontati, come le dimissioni del presidente federale Carlo Tavecchio e quelle del ct, Gian Piero Ventura, ma in realtà non sono arrivate dimissioni da parte di nessuno. Per Ventura è arrivato un inevitabile esonero, mentre il presidente Tavecchio si è detto inizialmente indisponibile alle dimissioni, andando un po’ contro tutti, soprattutto contro il presidente del Coni, Giovanni Malagò, che induceva il presidente federale alle dimissioni. L’atteggiamento di Tavecchio sembrava essere quasi infatile, dimostrando un classico attaccamento alla poltrona che va oltre tutto e ridimensionando il fallimento di un sistema intero. In maniera sorprendente però, nelle ultime ore pare sia vicino un dietrofront proprio da parte del presidente federale, che potrebbe presentare le proprie dimissioni nel vertice di domani in FIGC, dopo aver perso la fiducia di molti componenti, ed in maniera specifica del presidente della Lega Pro, Gravina, che rischia di essere decisiva per le dimissioni da parte di Tavecchio. In questi anni di presidenza Carlo Tavecchio qualcosa di buono e innovativo l’ha sicuramente fatto, basti pensare ad Antonio Conte, portato sulla panchina della Nazionale quando sembrava impossibile prenderlo, disputando poi un grande europeo, oppure si può pensare all’innovazione di questa stagione, il VAR, introdotto come test di prova per la prima volta in Serie A, oltre che in Germania. Adesso però sembra proprio arrivato il momento di svoltare, provare a cambiare dando spazio a nomi nuovi che possano riuscire a restituire fiducia al calcio italiano, rimettendo in moto un sistema ormai troppo arrugginito e mal funzionante, introducendo nuove regole, continuando il lavoro di crescita nelle giovanili, già comunque ben avviato grazie al lavoro di Arrigo Sacchi. Bisognerà cercare di creare un nuovo modello, prendendo magari spunto da Spagna o Germania.

 

ancelotti
Domani in sede FIGC è prevista una riunione tra i vertici, di cui un argomento di discussione sarà sicuramente anche il nome del prossimo ct della nostra nazionale. Al momento, sembra si stia puntando forte su Carlo Ancelotti, re indiscusso della panchina. Il tecnico ex Bayern, forse in maniera anche sorprendente, nelle ultime ore ha aperto alla possibilità di diventare il prossimo ct; Ancelotti al momento sembra davvero essere il favorito anche se bisogna rimanere cauti; per portare il tecnico in panchina servirà presentare un progetto serio, a lungo termine e con garanzie, probabilmente anche economiche. Tra gli altri nomi circolati in questi giorni figurano anche Claudio Ranieri, attualmente impegnato con il Nantes in Francia, Roberto Mancini, allentore dello Zenit, per finire con Walter Mazzarri, al momento disponibile dopo le luci ed ombre in Premier League con il Watford. Nelle ultime ore, indiscrezioni portano anche ad un clamoroso ritorno di Antonio Conte, attualmente impegnato con il Chelsea; questa opzione appare comunque quasi impossibile, in quanto il tecnico ex Juve, dopo la parentesi nazionale nel 2016, ha sempre detto di prefeire di gran lunga il lavoro quotidiano di campo a quello ad intermittenza della Nazionale. Infine, da non sottovalutare l’ipotesi Di Biagio, attuale tecnico della Nazionale Under21; l’idea sarebbe forte nel caso di mancato arrivo di Ancelotti, con Di Biagio traghettatore fino a Giugno, quando si potrebbero liberare alcuni nomi importanti come quelli sopracitati.
Sono attese dunque novità importanti, magari non proprio imminenti, ma comunque la riunione di domani in sede FIGC sarà fondamentale per provare ad iniziare a muovere i primi piccolissimi passi verso un cambiamento, per cercare di vedere qualcosa di positivo dopo aver scritto una pagina negativa, che non verrà di certo digerita facilmente né adesso, né fra qualche mese. Farà ancora più male quando assisteremo in estate, da spettatori meno interessati, ad un Mondiale che non ci vedrà protagonisti.

–  Marco Cavallaro

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