“Bestie di scena”: dal 2000 al primordiale.

Si alternano vergogna, stupore, confusione e attesa nel pubblico che ha assistito allo  spettacolo “BESTIE DI SCENA”, rappresentato dal 7 all’11 Novembre al teatro Stabile di Catania e firmato dalla regista Emma Dante.

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Nessuna parola se non risa, urla e aliti di voce hanno invaso il palco del teatro per quattro giorni.  Spettacoli che sono stati interamente sold-out e che hanno dato il via ad una  serie di emozioni contrastanti che hanno portato il pubblico ad applaudire senza sosta alla fine dei 50 minuti. Questa la durata dello spettacolo. Quattordici  attori completamente nudi hanno dato vita e realizzato l’opera della regista,  drammaturga e attrice siciliana Emma Dante.  Quattordici attori che si sono spogliati lentamente  e, attraverso scene e episodi sconcertanti,  hanno portato il pubblico a raggiungere l’idea di stato primordiale.  Movimenti duri, bloccati  e forti. Sguardi  pieni di solitudine e vergogna  che, nel  corso dello spettacolo, si sono evoluti in fierezza e abbandono totale alla  condizione naturale dell’essere uomo.

Il  teatro diventa così, ancora una  volta,  sede di riflessione e immedesimazione totale. Il pubblico, come gli attori, si  spoglia e si eleva fino a raggiungere quella dimensione di catarsi che si può  ottenere anche senza l’ausilio della parola. Attori e pubblico alla fine dello  spettacolo si guardano e, senza dirsi niente, fanno sì che solo le emozioni  possano parlare.  “Volevo raccontare il  lavoro dell’attore, la sua fatica, la sua necessità, il suo abbandono totale fino  alla perdita della vergogna e alla fine mi sono ritrovata  di fronte una piccola comunità di esseri  primitivi, spaesati, fragili. Un gruppo di “imbecilli” che, come gesto  estremo, consegnano agli spettatori i   loro vestiti sudati, rinunciando ad ogni cosa. Da questa rinuncia è  cominciato tutto, si è creata una strana atmosfera che non ci ha più lasciati e  lo spettacolo si è generato da solo” racconta Emma Dante.  Una nudità  accompagnata dalla ricerca del senso della  vita. Da agglomerati di Dna evolutisi nel tempo e nello spazio al prototipo più  umano. Un’ascesi verso la riflessione “l’uomo e per l’uomo “.  Immagini bibliche e atmosfere surreali, scenografia vuota come una scatola nera riempita da oggetti che spuntavano come  per magia dall’alto e da dietro le quinte, rendendo il tutto disarmante.

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Bestie di Scena, regia Emma Dante, produzione Piccolo Teatro di Milano. Foto ©Masiar Pasquali

“Bestie  di scena” si distacca completamente non solo dalle opere precedenti della regista, ma anche dall’idea di attore e teatro, è qualcosa di folle  e umano che lascia inerti.

Claudia Colombo.

 

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