@Filthyratbag: illustrare con ironia cosa significa essere giovani oggi

Con un profilo Instagram che conta, ad oggi, già 200k seguaci, Celeste di primo acchito sembrerebbe una giovane donna a cavallo tra i 25 e 30 anni, talmente dimostra dimestichezza nel raccontare i disagi giovanili (e non solo). Invece, l’artista è “semplicemente” un’adolescente, con un’innata dose di black humor e uno spiccato senso artistico.
É risaputo che viviamo in un mondo ormai totalmente digitalizzato, e questo, nel bene e nel male, porta i giovani ad essere molto più esposti di un tempo, e sempre più soggetti a delle vere “ansie da prestazione” da social; il fenomeno ha persino prodotto una controtendenza, quella dei “rifugiati digitali” che cerca di sfuggire al mondo malato e ossessionato dei media, ricercando l’esperienza di vita reale, ormai diventata oggetto di reminescenza nostalgica.

 

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@Filthyratbag racconta l’angoscia e la crisi dei giovani adulti a modo suo: ed è tramite un social che raffigura scene di vita quotidiana, trasformandole in una brillante satira intellettuale.
Comincia a disegnare fin dal 2005, quando ha solo quattro anni. «Mi piaceva scrivere storie che raccontassero travagliate relazioni d’amore, tipo principesse bellissime costrette a sposare uomini orribili. Però mi divertivo molto a disegnare ragazze “belle”, mentre adesso non è più così.» ha raccontato al magazine i-D. Fonte di ispirazione per lei sono state figure quali Michael Leunig e David Bowie, ma è dalla vita quotidiana, sua e dei suoi amici, che attinge il grosso. Soffrendo lei stessa di ansia e depressione, riesce benissimo nell’impresa di raffigurare la condizione di disagio che affligge i giovani nella costante costruzione di una identità perfetta, sospesa tra virtuale e realtà.
Black humor in contrasto con sfondi colorati e allegri, personaggi sorridenti ma a volte un po’ cinici; il segreto del suo successo sembra stia proprio nel raccontare le verità (amare, ma non troppo) della modernità con una inaudita leggerezza: «Essere troppo seri terrorizza la gente. Penso sia più facile parlare di qualcosa quando lo si fa con ironia. Alcuni potrebbero dire che quello che faccio è prendere in giro chi soffre di un disturbo mentale, ma io credo semplicemente di dare un tocco di leggerezza a problemi estremamente gravi, così chi mi legge si sentirà meno a disagio se e quando vorrà parlarne con qualcuno.» ha sempre dichiarato a i-D. Ma sa bene che il mondo può essere anche un posto tranquillo: «Non penso necessariamente che sia tutto fallimento e tenebre come molti potrebbero pensare da quello che disegno, è solo un modo divertente di guardare alle cose. C’è infatti molto altro che amo del mondo». Interessante risulta anche l’approccio con la politica: non si fa problemi a raffigurare Donald Trump come Kim Kardashian, per esempio. Ma non lascia trasparire la sua reale posizione: nelle sue vignette chiunque può leggerci ciò che si vuole, e Celeste sembra molto attenta a lasciare spazio alle opinioni altrui.

 

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Dove arriva tanta saggezza? Sicuramente dalla madre e dalle donne che l’hanno cresciuta: Nell’intervista a i-D ha così concluso: «Mia madre ha sempre fatto quello che voleva e non ha mai fatto affidamento sulle altre persone. Mi ha insegnato che, in quanto giovane ragazza, posso essere io stessa il mio modello di riferimento, e questo rende tutto un po’ più facile. Mi piaceva disegnare ragazze bellissime con tute enormi e vitini da vespa. Ero completamente dentro l’idea di bellezza ideale della ragazza sexy e perfetta. Ma quando sono arrivata alla pubertà ho capito che non assomigliavo per niente alle ragazze che disegnavo. Quindi ho deciso di iniziare a renderle più simili a me, con seni non troppo sodi, ascelle non depilate e qualche rotolino di ciccia qua e là. Mi faceva stare meglio con me stessa.»

@Filthyratbag ha molto da insegnarci.

–  Chiara Grasso

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