L'ennesimo vile atto di chi crede che per una vita migliore ci sia bisogno di uccidere

Il 24 Novembre abbiamo assistito ad un’altra terribile tragedia, stavolta la zona colpita dai “soliti “ attentati è stato il Sinai. Un bilancio clamoroso che in questi giorni e secondo gli ultimi aggiornamenti è pure cresciuto , infatti siamo a circa 330 morti , di cui oltre 40 bambini e quasi 130 feriti ; questi sono i numeri che emergono dall’ultima nota ufficiale pubblicata dalla procura egiziana che aggiorna ancora una volta le cifre dell’attentato alla moschea sufi del villaggio di al-Rawdah, nel governatorato del Sinai del Nord, Egitto settentrionale.

Secondo il racconto della procura che ha interrogato alcuni testimoni, i terroristi sarebbero giunti in loco a bordo di cinque vetture 4×4, indossando maschere e uniformi militari ed hanno persino aperto il fuoco anche contro le ambulanze che stavano arrivando sul luogo dell’ attentato.

Come , purtroppo , è avvenuto nella maggioranza dei casi anche stavolta , ancor prima dell’apertura delle varie indagini , il primo pensiero è stato rivolto all ‘ ISIS  in quanto c’è chi sostiene che abbia visto le “celebri” bandiere del sedicente Stato Islamico. Gli assalitori stavolta erano però in numero nettamente maggiore , almeno 20 !

Se così fosse siamo di fronte ad uno dei peggiori massacri di civili della storia moderna.

Gli assalitori hanno scelto un momento particolare : l’ora della preghiera del venerdì, un momento in cui le moschee sono piene, quindi senz’altro erano estremamente preparati ed organizzati pure con le tempistiche. Tra l’altro , oltre le esplosioni, hanno pure aperto il fuoco contro la folla dei fedeli con armi automatiche, scatenando immediatamente un grande bagno di sangue.

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Il tutto , secondo altre testimonianze sarebbe durato addirittura 20 lunghissimi minuti, con i terroristi che alzavano il loro “solito” o meglio “insolito” grido : ‘Allah è grande‘.

Nella conferenza dopo l’attentato, il presidente Al-Sisi ha detto che la reazione all’attacco non si sarebbe fatta attendere e sarebbe stata brutale. Poco dopo, due droni avevano distrutto due auto utilizzate per l’attentato e ucciso tutti i probabili assalitori, di cui buona parte incastrati dalle telecamere di sicurezza, poste nelle vicinanze del luogo dell’orrore.

 

Nel frattempo sono stati condannati a morte sette presunti terroristi appartenenti all’ ISIS, sulla costa mediterranea dell’Egitto. A decidere tale  tipo di condanna è stata la Corte d’Assise del Cairo, anche se secondo la legge i condannati hanno ancora un grado di giudizio per potersi difendere.

Ma v’è di più , i giudici hanno anche condannato all’ergastolo altri dieci jihadisti che sarebbero tra i mandanti della strage, che però si trovano tra Libia e Siria e , secondo altre indagini antecedentemente svolte ,stavano pianificando altri attentati in Egitto.

Successivamente emergono anche altri particolari, in quanto terroristi avrebbero collocato ordigni attorno al luogo di culto, facendoli esplodere proprio all’uscita dei fedeli .

Un possibile motivo dell’attentato potrebbe essere collegato al fatto che la moschea colpita è in mano ad una tribù del nord del Sinai, nota per la sua collaborazione con l’esercito e le forze dell’ordine nella lotta contro l’Isis.

Nel contempo il presidente egiziano al-Sisi  dopo aver convocato una riunione straordinaria con i responsabili della sicurezza, ha stabilito e dichiarato in tutto il Paese tre giorni di lutto nazionale.

Anche dall’Italia arrivano parole di condanna: “Orrore per la strage terroristica nella moschea del sinai. I nostri pensieri vanno alle vittime, la nostra solidarietà alle famiglie colpite e all’Egitto”, ha scritto su Twitter il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

Gli ha fatto eco  il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con un messaggio in cui ha sostenuto il totale appoggio dell’ Italia contro i nemici della libera espressione del culto.

Ciò che ci preme però sottolineare è che non ci sia stato lo stesso clamore mediatico , come avvenne per gli attentati in Francia, Spagna e gli altri Paesi europei.

Lungi da noi, credere in teorie pseudo- complottiste , ma tali gravi episodi son successe in maniera sistematica. Non possono esistere attentati più o meno importanti rispetto ad altri.

La solidarietà prescinde da ogni colore e bandiera.

Salvatore Sambataro

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