Serie A: La Juve c'è, sbanca il San Paolo e manda un chiaro messaggio alle rivali

Napoli-Juventus 0-1: è questo il risultato al termine della partita più attesa del girone di andata in Serie A. Il Napoli scende in campo con i soliti undici, i titolarissimi, ad eccezion fatta di Mario Rui al posto dell’infortunato Ghoulam; Allegri invece sceglie un 4-3-2-1, che si trasformerà in fase difensiva, dunque un centrocampo a tre composto da Khedira, Pjanic e Matuidi, mentre in attacco, con Mandzukic out, spazio al più atteso, Higuian, che ha scelto di scendere in campo provando a sopportare il dolore alla mano appena operata, sapendo lui stesso di non poter mancare ad una partita così.

 

La partita si indirizza da subito a favore dei bianconeri che, dopo un pressing deciso e un’ occasione importante sventata da un grande Reina, passa al 13′ proprio con l’uomo più atteso, Gonzalo Higuain, che sfoga tutta la rabbia incassata dai fischi continui e batte il portiere spagnolo del Napoli con un destro che non lascia scampo, premiando un contropiede da manuale condotto da Douglas Costa e Dybala. Il resto del primo tempo il Napoli verrà imbrigliato tatticamente da una Juve quasi vecchio stampo, perfetta in fase difensiva, con Chiellini e Benatia che ribattono qualunque occasione (se non qualche tiro da fuori ben parato da Buffon), ridimensionando il trio offensivo partenopeo, in particolare Callejon, tagliato completamente fuori dal gioco della squadra di casa, grazie soprattutto al lavoro incredibile di Asamoah.

 

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Nel secondo tempo, com’era prevedibile, la squadra di Sarri è diversa, ritrova i propri meccanismi, che ne fanno un’icona del calcio europeo, ed inizia a dare filo da torcere ad una Juve in difficoltà, affannosa nei recuperi, quasi stanca ma comunque capace di ribattere in qualunque modo l’ondata azzurra, incessante per venti minuti abbondanti; Insigne e Callejon sfiorano il pareggio ma no, la palla non ne vuole sapere di entrare. Dopo l’assalto della prima parte del secondo tempo, Matuidi prova il colpaccio decisivo ma Reina compie la parata dell’anno; il francese è incredulo e la squadra di Allegri è costretta a chiudersi ancora di più, dentro Barzagli per De Sciglio. Nel finale il Napoli continua a provarci, malgrado l’infortunio capitato a Insigne, con Ounas molto propositivo, e riesce a mettere tanti palloni in mezzo, mai sfruttati; le occasioni ci sono, i calci d’angolo cominciano ad essere tanti, Koulibaly e Albiol a tratti diventano prima e seconda punta, ma niente di questo basterà; il muro della Juventus resiste e la difesa porta a termine la missione con una prestazione mostruosa che consegna i tre punti ai bianconeri, adesso lontani un solo punto dagli azzurri.

 

La squadra di Sarri, come detto a più riprese dallo stesso allenatore toscano, ha comunque fatto una grande partita, sicuramente non la migliore, ma è stata capace di tenere il pallino del gioco in mano praticamente per 60-65 minuti in totale, poco male se di fronte hai la squadra che vince senza sosta da sei anni in Italia; tuttavia, malgrado il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto, la squadra di Allegri ha dimostrato ancora una volta, per chi l’avesse dimenticato, di essere grande, di continuare ad essere la favorita per la vittoria finale. Al San Paolo la Juve ha mandato un segnale di forza incredibile alle rivali, è riuscita a portare a casa la vittoria grazie soprattuto al reparto più criticato da inizio stagione, la difesa. Il capolavoro di Napoli però, in primis va attribuito ad Allegri, capace di leggere le partite come pochi. Il suo 4-3-2-1 iniziale, il cosidetto modulo ad “albero di Natale“, in fase difensiva si trasforma in un 4-4-1-1, con Matuidi largo a sinistra quando si attacca, stretto al centro quando si difende; questa è stata una delle chiavi della partita, con gli azzurri che hanno sofferto moltissimo i movimenti del centrocampista francese, decisivo a più riprese nel far ripartire il contropiede.

 

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Altra mossa importante da parte di Allegri è stata la scelta su chi mandare in campo dall’inizio e, come spesso gli capita, ha mandato in campo gli uomini giusti al momento giusto: Asamoah, preferito ad Alex Sandro, è stato bravo ad annullare Callejon, concedendogli solo un tiro da fuori; De Sciglio, invece, sembra essere forse nel momento migliore in carriera e, dopo il gol al Crotone, viene infatti schierato in una partita fondamentale e lui risponde presente, dimostrando anche una buona personalità; detto prima di Matuidi, fondamentale nel gioco quanto lui è stato Douglas Costa, decisivo sia in fase offensiva ma soprattutto in fase difensiva, arrivando spesso a dare man forte a De Sciglio. L’esterno brasiliano ha finalmente fatto una partita convincente, risultando fra i migliori in campo; decisivo nel gol di Higuain, è bravo a creare altri contropiedi ma soprattutto riesce a ripiegare spesso sulle incursioni di Mario Rui. Il lavoro di Allegri su di lui comincia a vedersi e non a caso il numero 11 bianconero inizia a scalare le gerarchie, contentendo sempre con più forza la maglia da titolare a Cuadrado.

 

Per il Napoli da capire sarà ciò che verrà dopo questa sconfitta; si attendono già risposte importanti martedì in Champions e il rischio di un contraccolpo psicologico è dietro l’angolo per la squadra di Sarri. Gli azzurri, da questa sconfitta non ne escono ridimensionati, anzi, ma la differenza di ampiezza della rosa rispetto alla Juventus si è vista anche venerdì sera. I bianconeri vincono nonostante l’infortunio di Mandzukic, tengono in panchina Alex Sandro, Marchisio, Barzagli, Cuadrado, gente che sarebbe titolare ovunque. Il Napoli è in ansia per le condizioni di Insigne, dovesse fermarsi lui verrebbe dato spazio a Ounas, sicuramente un buon talento, ma non ancora pronto forse per essere il titolare di una squadra che punta a vincere lo scudetto.

 

La vittoria della Juve stoppa l’imbattibilità in campionato del Napoli, che si ferma a 14 partite. A sorridere per questo risultato può esserci senza dubbio l’Inter che, in caso di vittoria fra qualche ora in casa contro il Chievo, si porterebbe da sola al comando della classifica, aspettando poi proprio la Juve, sabato prossimo all’ Allianz Stadium.

 

–  Marco Cavallaro

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