La cura Spalletti funziona: l'Inter asfalta il Chievo e vola in testa

Nel primo pomeriggio di ieri l’Inter è scesa in campo per la 18esima giornata sul terreno di gioco dello stadio Giuseppe Meazza, per affrontare il Chievo. Una partita che sarebbe dovuta essere una semplice prova, non particolarmente difficile, da superare per la squadra del mister Spalletti, ma che, alla luce della vittoria conseguita dalla Juventus al San Paolo contro Napoli, si è trasformata in un’occasione da non perdere per conquistare la vetta solitaria della classifica.
L’Inter è arrivata alla partita casalinga in emergenza a causa delle squalifiche di Miranda e Gagliardini e dell’indisponibilità di Vecino che il tecnico di Certardo ha cercato di recuperare fino all’ultimo. Così il ruolo di titolare in difesa è stato ricoperto da Ranocchia e la mediana di centrocampo è stata costituita da Brozovic, Joao Mario e dal sempre presente Borja Valero, mentre gli altri ruoli sono stati ricoperti dai soliti titolari.

 

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Nei primi minuti il Chievo riesce, con la sua aggressività, a non permettere all’Inter di sviluppare una manovra fluida, addirittura rendendosi pericoloso con Meggiorini, sul quale si supera il solito Handanovic. Questa resterà l’unica occasione creata dalla squadra veneta per tutti i novanta minuti, perchè da questo momento il carro armato Inter non lascia più campo all’avversario, richiudendolo nella sua metà campo per poi colpirlo. Il primo gol è siglato da Perisic, il mattatore della partita, che sfruttando una respinta corta del portiere del Chievo, Sorrentino, lo infila con un violento destro che piega le mani all’estremo difensore.
Questo gol spacca la partita: i neroazzuri, galvanizzati, riescono a far girare la palla velocemente ed a creare numerose occasioni, mentre gli ospiti soffrono la pressione asfissiante dei padroni di casa commettendo due errori sanguinosi che permettono ad Icardi di raddoppiare, prima, e a Perisic di siglare la sua personale doppietta, poi.
Nel secondo tempo si vede una sola squadra che dopo aver, come detto, trovato il 3-0 con il croato, diverte e fa divertire i tifosi sugli spalti con giocate di grande classe e con triangolazioni, come quella che manda in gol Skriniar, al termine di una bella azione corale. Nei minuti di recupero è ancora una volta Perisic a finire sul tabellino dei marcatori con un tiro di sinistro. Proprio su questo gol si conclude il match.

 

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All’indomani di questa larga vittoria l’Inter si ritrova in testa alla classifica, un primato solitario che le permette di guardare i diretti avversari dall’alto. Ciò che colpisce non è tanto l’aver conquistato la prima posizione, ma come questo traguardo è stato raggiunto. All’inizio del campionato l’Inter non riscontrava molta fiducia tra gli esperti e i giornalisti, a causa, anche, di un mercato ben lontano dai grandi colpi promessi e che aveva portato giocatori attempati, seppur sapienti, come Valero e scommesse come Skriniar e Vecino.
Ciò che in molti hanno sottovalutato è stato il colpo in panchina, perchè il vero top player invocato dalla piazza si siede sempre in panchina per ricoprire il ruolo di mister. Luciano Spalletti è passato come un ripiego dopo i no di Conte e Simeone, ma si è rivelato la mossa più accurata e azzeccata della dirigenza. Il tecnico si è immerso meravigliosamente nell’ambiente interista ed è riuscito a motivare una squadra che veniva da un’annata terribile.
Spalletti ha dato una mentalità alla sua squadra, ricostruendo un gruppo che sembrava sfaldato. Il primo passo è stato quello di convincere Perisic a resistere alle lusinghe provenienti dalla Premier, poi quello di eliminare i comportamenti da “prima donna “ di alcuni giocatori e, per finire, rivalorizzare alcuni giocatori finiti nel dimenticatoio.

 

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L’Inter ha una colonna solida che parte da Handanovic, un portiere sempre impeccabile, che trasmette sicurezza alla squadra e dirige una difesa capeggiata dalla sorpresa Skriniar, il difensore goleador, che si è rivelato un vero e proprio muro invalicabile e che ha sviluppato il vizio del gol. A centrocampo il duo Vecino-Valero da equilibro e geometria, necessari per far rendere al meglio un tridente fenomenale, che ha in Icardi il finalizzatore perfetto.
Ciò che stupisce è il contorno: giocatori che avevano riscosso critiche negli anni passati sembrano esser rinati grazie alla cura Spalletti. Da D’ambrosio, titolare inamovibile, che è tornato ad essere un ottimo terzino, a Gagliardini che aveva subito un’involuzione nell’ultima fase dello scorso campionato e che è tornato ad essere quello ammirato a Bergamo, con un Candreva che ha trovato continuità. Anche i così detti panchinari sembrano avere una marcia in più, vedesi la partita di Santon e Ranocchia, impeccabili nonostante non venissero impiegati da molto.
Queste sono le chiavi di lettura della cavalcata dell’Inter, unica squadra ancora imbattuta in campionato che ha trovato in Spalletti un condottiero che le ha permesso di far rendere al meglio il proprio organico. Un primato che dovrà essere difeso sabato prossimo a Torino contro la Juve, in un derby d’Italia che mette in palio la testa della classifica.

–  Ferdinando Piazza

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