BREXIT – Tusk conferma il semaforo verde per la seconda fase dei negoziati!

Sembra concludersi nel migliore dei modi questo 2017 sul fronte Brexit. Dopo l’ok del Consiglio UE, Bruxelles e Londra possono finalmente dar avvio alla seconda fase dei negoziati per questo difficile divorzio e, successivamente, per il periodo transitorio chiesto dal governo della regina. In questa settimana, i ventisette capi di stato e di governo dei Paesi membri erano infatti chiamati a valutare se fossero stati raggiunti “sufficienti progressi” sui tre punti fondamentali della fase preliminare del recesso. I temi da trattare erano, ricordiamo, i diritti dei cittadini europei in Gran Bretagna, gli obblighi finanziari di Londra verso Bruxelles ed infine la questione del confine fra l’Éire e l’Irlanda del Nord. Il via libera del Consiglio era la condizione necessaria per passare al secondo round del negoziato. Ciò non significa che siano stati comunque risolti tutti i problemi di questo difficile divorzio, in primis la particolarmente spinosa questione irlandese.

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Il Regno di Elisabetta II lascerà ufficialmente l’Unione nel marzo 2019. Dopo l’annuncio dell’avvio della seconda fase negoziale, Theresa May ha spiegato come si sia fatto “un passo importante sulla strada per realizzare una Brexit liscia e ordinata e per forgiare una partnership futura profonda e speciale” tra Gran Bretagna ed UE. Le discussioni tra i due lati della Manica, relativamente sia al periodo transitorio che l’accordo di libero scambio, vengono quindi rinviati dopo l’epifania. Intanto le congratulazione per l’esito di questa transizione sono giunte da più fronti, in primis dal Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, il quale si è complimentato con la premier britannica attraverso il suo account Twitter. Buone anche le parole di Jean-Claude Juncker, Presidente della Commissione europea, il quale ha definito la numero 10 di Downing Street come una “negoziatrice difficile, intelligente, educata ed amichevole”. La May si rivela ancora una volta come l’unico interlocutore possibile, più per motivi di necessità che per virtù. Il tutto malgrado i malumori interni al Paese, fortemente critici all’indirizzo del capo dell’esecutivo.

Il peggio però deve ancora venire. Superato il primo traguardo si guarda adesso al futuro. Nella fase preliminare delle trattative, Londra aveva chiesto due anni di transizione dopo la l’uscita del Regno Unito dall’Unione. Bruxelles, pur precisando limiti e condizioni, si è mostrata sin da subito d’accordo: la Gran Bretagna potrà quindi rimanere partner del mercato unico europeo e dell’unione doganale solo se rispetterà tutte le regole presenti e future (senza comunque poterle scrivere). In altre parole, la Gran Bretagna avrà tutti gli obblighi e i costi di un Paese membro senza tuttavia potersi mai sedere al tavolo delle trattative e delle decisioni importanti, soprattutto nelle materie commerciali e socio-economiche.

A parere dei più rimarrebbero pertanto sostanziali rischi che si giunga nuovamente ad un punto morto, soprattutto adesso che i termini dei nuovi rapporti UE-UK debbono, per forza di cose, entrare nel dettaglio. Dalla vicina Germania la cancelliera uscente Angela Merkel osserva come si siano fatti progressi piuttosto significativi ma ora si aprirà la fase due sul futuro “che è una parte ancora più tosta dei negoziati”. Critico si mostra anche il premier italiano, Paolo Gentiloni, il quale ha affermato che “la seconda parte della Brexit sarà molto complicata”. Di diversa opinione si mostra sempre la premier britannica che rivendica il suo operato. “C’è ancora molto lavoro da fare. – aggiunge la May in conferenza stampa – Abbiamo dimostrato cosa si può ottenere con la perseveranza. I negoziati sui rapporti futuri devono iniziare subito”. Di diverso avviso di mostra Bruxelles: l’Unione vorrebbe prima chiudere il divorzio di buona volontà e poi concentrarsi su tutti gli aspetti di una futura partnership. La complessità delle opinioni dimostra una volta di più quanta strada ci sia ancora da percorrere.

Antonio Giuffrida

 

Credits: Ansa, La Repubblica, Il sole 24ore, SkyTg24, RaiNews

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