STAR WARS: THE LAST JEDI – Non proprio ciò che aspettavamo.

Nulla. È soltanto questo che si percepisce una volta usciti dalla sala avendo visto Star Wars: The Last Jedi, di Rian Johnson. Atteso e bramato, l’ottavo episodio della saga avrebbe dovuto stravolgere le strade dei protagonisti, portandoli verso direzioni impensabili, come spesso commentavano gli attori nelle interviste. E lo fa.

The Last Jedi è il film più coraggioso della saga. Dopo un settimo episodio ancorato al passato, che rimarca, positivamente, quanto visto in Episodio IV, Rian Johnson decide di stravolgere tutto, preoccupandosi poco del caos che ne sarebbe potuto conseguire. Ma, a volte, il coraggio non è da considerarsi nella sua accezione positiva.

Attenzione, proseguendo troverete spoiler.

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Partiamo da uno dei personaggi più misteriosi e discussi in questi ultimi due anni: il leader supremo Snoke. Introdotto in Episodio VII, Snoke ha subito suscitato la curiosità dei fan portandoli a formulare le teorie più impensabili riguardo la sua identità. C’è chi pensava si trattasse del leggendario Darth Plagueis, il Sith che poteva ingannare la morte stessa. Altri candidati si sono contesi l’identità di Snoke, ma non era da escludersi che fosse un personaggio nuovo, mai visto prima. È così, legittimamente, è stato. È accettabile anche la sua morte a metà del film, per mano del suo stesso apprendista. Quello che non è accettabile, però, è che un personaggio così misterioso, così centrale, con così tante e potenzialmente spiegabili cicatrici, venga tagliato in due senza neanche essere approfondito. Di Snoke non sappiamo, e probabilmente mai sapremo, nulla.

Altro aspetto negativo è proprio la protagonista: Rey. La nuova aspirante jedi, partita per trovare l’oramai scomparso Luke Skywalker nella speranza di diventare sua apprendista, se nel precedente film veniva messa molto in risalto, come una protagonista dovrebbe essere, in The Last Jedi è… come potremmo dire? Insipida. Si potrebbe anche dire che Rey non sia più la protagonista, che la sua presenza in questo episodio serva soltanto per mostrare nuovamente Luke e accentuare ancor di più il personaggio di Kylo Ren, da cui viene totalmente eclissata.

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Kylo Ren è il vero protagonista di Episodio VIII. Dilaniato dall’uccisione di suo padre, tormentato da un costante conflitto interiore, il figlio di Han Solo gode di un’eccellente caratterizzazione sotto tutti i punti di vista. Basterebbe lui soltanto a sorreggere l’intero film.

Altrettanto ben caratterizzato è Luke, che torna sugli schermi dopo oltre quarant’anni. Persa la fiducia nei Jedi dopo che il suo apprendista gli si è rivoltato contro, si isola sul loro pianeta natale, in una totale vita eremitica. Scelta plausibile quella di vedere un Luke aspro, colmo di delusione e rabbia. Ma ricordiamoci che stiamo sempre parlando di uno dei jedi più potenti mai esistiti, quindi ci si aspetterebbe che venga trattato come tale, che venga fatto entrare in azione nel modo più spettacolare possibile. Assolutamente condivisibile la scelta di farlo morire, un po’ meno quella di eliminarlo senza neanche ricordare al pubblico la sua forza e le sue potenzialità.

Passando ai personaggi secondari, solo Poe Dameron riscontra un rafforzamento di personalità rispetto ad Episodio VII. Finn, invece, risulta quasi piatto e poco utile, seppur più accettabile della new entry che riesce a farsi odiare anche più di Jar Jar Binks. Inutile ai fini della trama come la storyline al casinò, giustificata forse dalla scena finale nella quale viene mostrato un bambino con addosso un anello che riporta il simbolo della ribellione.

Leia invece riveste un ruolo molto più centrale rispetto al precedente film, mostrando addirittura una parvenza di Forza, ricordandoci come anche lei fosse figlia di Anakin e sorella di Luke.

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È la Forza l’aspetto fondamentale di Star Wars: The Last Jedi. Sembrerebbe quasi scontato, ma non è così. Qui essa viene approfondita, enfatizzata. Risaltata come un’energia che accomuna tutti gli esseri viventi, che tiene insieme tutto l’universo. Questo è uno degli aspetti più belli di Episodio VIII, il più folle e coraggioso della saga. Ma siamo veramente pronti ad accettare questo tipo di cambiamento? Rian Johnson ha pensato di si, ed in parte lo è stato. Ma manca qualcosa. Qualcosa caratteristico in ogni film di Star Wars: l’essenza. Nonostante sia un film ben fatto (eccezion fatta per alcune, anche gravi, lacune) The Last Jedi non riesce a trasmettere l’emozione caratteristica che ci ha sempre pervasi una volta usciti dalla sala. Nulla, è questo che abbiamo percepito. Un vuoto colmabile forse dal prossimo episodio, ma di cui non abbiamo né aspettative, né hype. È il momento, forse, di ritirarci in un’isola deserta e aspettare Episodio IX come un salvatore, come una nuova speranza.

-Giovanni A. Amato

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