Olio di palma – Tutto quello che (non) sappiamo

è di ultima novità la revisione della pericolosità dell’olio di palma. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha da poco rivisto la pericolosità alzando il livello di dose giornaliera tollerabile di uno dei contaminanti che sono contenuti in quest’ultimo.

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L’olio di palma, cos’è e com’è fatto

È il risultato della lavorazione di frutti e semi della palma (quest’ultimi realizzano il palmisto, altro tipo di olio) è stato per anni uno degli ingredienti più usati nell’industria alimentare, per le sue caratteristiche, ovvero un olio che è incolore, con un sapore neutro e un elevata concentrazione di acidi grassi saturi, così come li detengono anche gli altri prodotti alimentari come il burro e che gli consentono di non irrancidire, cioè di non perdere le proprie caratteristiche, inoltre è un prodotto che a livello industriale si ottiene a basso costo, dunque ottimo per mediare tra le materie prime più costose.

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L’olio di palma per diventare neutro viene sottoposto a un processo di raffinazione, infatti il vero colore dell’olio di palma è il rosso, infatti, quest’ultimo risulta essere più sano in quanto lo stato grezzo preserva molte sostanze benefiche come i carotenoidi (responsabili anche della colorazione) e vitamina E.

Il contenuto “dannoso” dell’olio di palma si evince per quelli che sono tre sostanze tossiche e dannose per l’uomo ad elevate concentrazioni quali 3-monocloropropandiolo (3-MCPD), 2-monocloropropandiolo (2- MCPD) e loro esteri degli acidi grassi, e l’estere glicidico degli acidi grassi (GE). Lo stesso problema però, riguarda anche altri oli vegetali e margarine (tutti prodotti soggetti alla raffinazione). Il contenuto di acidi grassi, comunque, è variabile a seconda del tipo di pratiche colturali ed alle condizioni ambientali del luogo di coltivazione.

Una battaglia più sull’ambiente che sulla salute

Così tanto odiato dai consumatori al punto da bandirlo in moltissimi prodotti che fanno parte della grande distribuzione (e sostituito il più delle volte con olio di cocco con un contenuto di grassi saturi quasi il doppio rispetto a quello di palma) in realtà, l’olio di palma, si pone allo stesso livello di tutti gli altri oli, mentre da non sottovalutare, il fenomeno della deforestazione che provoca la conversione di foreste pluviali in impianti agricoli di palme, che possono ledere in modo importante la componente biotica del luogo. In realtà l’olio di palma a parità di superficie agricola utilizzata realizza 3.47 t/ha ben 11 volte in più rispetto alla resa che si ottiene con l’olio di oliva (0,32 t/ha), e se si andasse verso un olio di palma certificato sostenibile, si otterrebbe certamente un prodotto con un impatto ambientale minore.

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Bruxelles ci rassicura e rialza la dose giornaliera tollerabile di 3-MCPD

La sostanza in questione, secondo la capitale dell’Europa, è priva di rischi per la maggior parte dei consumatori per i livelli contenuti negli alimenti, dunque non dannosa attualmente, diversamente invece per il GE, che rimane agli stessi livelli precedenti secondo EFSA.

Olio di palma sì, ma da evitare per i neonati

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 Proprio per il contenuto delle tre sostanze potenzialmente nocive, andrebbe limitato il consumo di olio di palma (e a nostro avviso anche di tutti gli oli sottoposti a processi di raffinazione) per i neonati, ed in particolare – aggiunge EFSA – quelli nutriti esclusivamente con latte artificiale, i quali potrebbero quindi lievemente superare il livello di sicurezza.

Quale scenario futuro e cosa consigliamo

Mentre si attendono nuovi sviluppi della ricerca su possibili effetti benefici o contrastanti, è bene preferire nelle nostre cucine oli sulla base della vicinanza dei prodotti (preferire il km0) ma sempre con dovuta parsimonia, per evitare di apportare al nostro organismo sostanze in quantità eccessive e dunque

infliggerci del male nel medio lungo periodo. Stesso discorso per i prodotti contenenti olio di palma a livello industriale; va bene il consumo, ma senza esagerare.

 

 

 

– Alessandro Todero

Credits:

http://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/cibo_e_salute/2018/01/16/olio-palma-efsa-alza-dose- tollerabile-su-un-contaminante_9eb4cf8b-85e9-4c30-9517-bde5af028483.html

https://www.efsa.europa.eu/it/press/news/160503-0

 

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