L’inizio del 2018 nel Tech!

Il nuovo millennio diventa maggiorenne, per così dire. Il 2018 inizia con tantissime notizie tech, innovazioni tecnologiche utili, eventi importanti e anche qualche presa di posizione. Di seguito una carrellata velocissima degli avvenimenti che hanno destato un po’ più di interesse qui in redazione, sparpagliati senza un ordine preciso ed in un “tweet” (non preoccupatevi, per alcuni vi rimandiamo agli approfondimenti). Cominciamo.

The boring flamethrower

“Scusa, hai da accendere?” è sicuramente una domanda da non fare ad Elon Musk. E no, non perché l’eclettico imprenditore sudafricano che ha ispirato Iron Man tiene alla sua salute e non fuma (anche se beve un po’ troppa Coca-Cola, e come biasimarlo), ma perché potrebbe abbrustolirvi con un lanciafiamme. No, non sono impazzito io a scrivere questo articolo, né sono impazziti Elon e il team di “The Boring Company” (una delle sue aziende, che ha lo scopo di costruire una rete di viabilità sotterranea per ridurre il traffico in superficie). O forse, sì. Boh. Fatto sta che hanno presentato nientepopodimeno che un lanciafiamme portatile, imbracciabile come un fucile e perfettamente legale secondo le leggi statunitensi (‘Murica) dato che le fiamme di questo coso sputafuoco non superano i 3 metri di gittata. Ma che, come si vede in un video in cui lo stesso Musk gioca con l’ultima creazione, incenerisce praticamente qualsiasi cosa gli capiti a tiro. E potete comprarlo, se foste americani, per circa 500$. A dire il vero nei giorni scorsi alcuni politici ed esperti si sono lanciati nel dire che in alcune parti negli USA non è propriamente legale, c’è una disputa ancora in corso in merito, forse anche strumentale (e ben venga) per la lotta all’acquisto libero delle armi. Numerose critiche anche sui social, dato che come alcuni sottolineano, è possibile comprare qualcosa di analogo oppure costruirselo da solo, ad una frazione del costo. Eh, ma come si legge sul sito ufficiale, su questo c’è un adesivo figo di un’azienda figa di un’icona come Musk. Vuoi mettere? L’idea ha funzionato, con 20 milioni di dollari raccolti vendendo in pochi giorni tutte le 20.000 unità prodotte. Ancora una volta ecco una lezione dall’Iron Man della vita reale: a volte un po’ di sano cazzeggio può portare al progresso dell’umanità. Sì, perché questi fondi permetteranno all’azienda di fare qualcosa di concreto e veramente disruptive contro quella che è una delle piaghe più pesanti per la società moderna: il traffico e tutto il tempo che perdiamo a guidare, cercare parcheggio o a leccare le assurde ferite derivanti dagli incidenti.

Il bollettino di Google contro le fake news

Se quella che avete appena letto sopra vi sembra troppo assurda per essere vera, il vostro dubbio è lecito. In realtà è una vera notizia, ma continuano ad essercene ancora troppe, una marea, in circolo. Google ha spiegato la sua posizione per risolvere questo problema. Il nostro Simone Dei Pieri ne ha parlato in questo articolo: Google Bulletin, inizia la crociata contro le fake-news.

Apple rallenta gli iPhone obsoleti ma poi ci ripensa

I più addetti ai lavori associano da anni l’espressione “obsolescenza programmata” alla casa di Cupertino. Ebbene, quella che si appresta a diventare la prima azienda al mondo a valere un triliardo di dollari, anche grazie ad impeccabili pratiche di business, ammette il fattaccio. Per via del naturale deterioramento del rendimento delle batterie dopo alcuni mesi, il software dello smartphone con la mela riduce un po’ le prestazioni del dispositivo al fine di garantire un’autonomia decente (o quantomeno simile a quando l’avete comprato da poco). La buona notizia è che la Apple starebbe lavorando per rendere questo passaggio opzionale, dunque attivabile o meno dalle impostazioni a discrezione dell’utente. La parte buona della notizia è i possessori di versioni vecchiotte del melafonino possono andare negli Apple Store a farsi sostituire la batteria ad un prezzo relativamente conveniente.

Entrare e uscire dal negozio senza mettere mano al portafogli e non venire arrestati

Se fossi un uomo di marketing di Amazon e mi fossi recato a lavoro un po’ brillo, forse avrei descritto così il la nuova innovazione dell’azienda di Bezos. Provo a definirlo altrettanto velocemente, ma meglio: in pratica entri, passi un QR code davanti ad un lettore, fornito direttamente dalla tua app di Amazon. In questo modo, serve a capire che sei entrato in negozio. Successivamente giri libero per gli scaffali, prendi quello che ti pare e lo metti in borsa ed esci. Senza che tu debba fare niente, sensori e telecamere comprendono quali sono i prodotti che hai preso durante il tuo viaggetto in negozio e ti addebitano il dovuto. That’s it.

Cryptocrollo e la rinascita di Kodak

Voglio mantenere lo stesso stile scanzonato con cui ho scritto finora, anche se ci sarebbe poco da ridere per chi aveva ingenti investimenti (in verità è un’ottima opportunità per chi vuole investire di più, ma questo è un altro discorso). Tutti i prezzi delle cryptovalute sono praticamente in negativo da inizio anno. Voci di ban da parte di paesi come Russia e Korea, e anche lo scandalo della stessa Korea che ha visto diversi ministri accusati di manipolare il mercato con false voci riguardo lo stesso ban e severi controlli sugli investitori. C’è da mettere in conto anche la scadenza dei futures, particolari contratti d’investimento che in questo caso portavano profitto a tutti gli investitori (o speculatori?) che avrebbero scommesso al ribasso di Bitcoin, la madre di queste nuove monete digitali.

In questo panorama Kodak, che in passato si è lasciata sfuggire innovazioni propriamente del suo settore come la digitalizzazione della fotografia (continuava a proporre e vendere rullini mentre i concorrenti principali presentavano piccole compatte punta e scatta) prova questa volta a reinventarsi lanciando la sua cryptomoneta, che dovrebbe trovare utilità per quanto riguarda la compravendita e la protezione del diritto d’autore di fotografia e prodotti audio/visivi digitali. Di questo ne ha parlato molto bene la nostra Giulia Carnevale: KodakCoin: ecco come la blockchain può rivoluzionare la gestione dei diritti.

Ford + Domino’s = pizza a domicilio senza conducente

Il nostro Claudio Abramo, nell’articolo I’ll be back… for a pizza! – Ford e Domino’s insieme con una nuova idea!, oltre a farci venire l’acquolina in bocca, ci riporta una notizia che sembra presa direttamente dall’ultima stagione di Black Mirror. In pratica forse vedremo una Ford portarci la nostra calda pizza in maniera totalmente autonoma.

Bene, per questa prima edizione di questo nuovo format è tutto! Una conclusione non mi è venuta in mente, quindi la lascio a voi: fateci sapere nei commenti a questo post se vi è piaciuto e volete che lo riproponiamo!

 

-Daniele Pecoraro

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