“Attendere, infinito del verbo amare”, la nuova opera di Radice e Turconi

Stefano Turconi e Teresa Radice, partner sia nella carriera che nella vita, pubblicano insieme dal 2003.
Lei sceneggiatrice, lui disegnatore, hanno all’attivo diverse storie, tra cui lavori per la Disney e, in particolare, Topolino.
Sono loro i genitori di Pippo Reporter, saga in quindici episodi pubblicata sui numeri della testata Disneyana.
Hanno pubblicato per molte case editrici, specialmente per Tunué e Bao Publishing, storie per ragazzi come Viola Giramondo o più impegnate come Il Porto Proibito, graphic novel capolavoro che ne rimarca la presenza nello scenario fumettistico italiano.
Le loro opere sono state pubblicate in più lingue, a conferma della loro bravura.

(Stefano Turconi e Teresa Radice in versione “Paperosa”)

Non Stancarti di Andare è il loro ultimo successo, pubblicato da Bao Publishing in occasione di Lucca Comics and Games 2017 con due copertine, quella standard e la variant a tiratura limitata (solo 500 copie, andate esaurite al secondo giorno di fiera!), con una sovraccoperta in acetato a rimarcare la distanza tra i due protagonisti.

La storia ruota attorno ad una coppia di innamorati, Iris e Ismail; lei un’illustratrice italiana ma di origini argentine, lui, siriano, un professore di calligrafia. Si conoscono nel 2007 a Damasco, e la graphic novel si apre nel 2013 con il loro trasferimento a Verezzi, paese in provincia di Savona.
Prima di iniziare la loro vita insieme, Ismail decide di tornare a casa per ultimare alcune cose, ma sarà proprio questo l’inizio del suo esodo per tornare in Italia.
Mentre in Italia Iris avrà a che fare con una sorpresa inaspettata e con il passato della madre, di cui non sa praticamente nulla, Ismail resterà bloccato, ostaggio della sua patria e cercherà di scappare insieme ad altri rifugiati.

L’opera da un lato prende in esame le paure, i dubbi e anche le gioie di Iris e della sua gravidanza, dall’altro affronta una tematica sociale e molto attuale dei rifugiati del Medio Oriente, a partire dalle tragedie che colpiscono ogni giorno il territorio siriano, e non solo, arrivando al viaggio nei barconi fino alle nostre coste, un viaggio di vita o di morte, ma soprattutto di speranza.
Vuole sensibilizzare in relazione alla tematica senza rendere troppo pesante la lettura, con una nota delicata e soprattutto una religiosità che più volte è protagonista delle pagine. Non la religione cristiana o quella islamica, ma semplicemente la Fede.
Il tutto è racchiuso in una dolcissima cornice d’amore, su più livelli: per i genitori, per un popolo, per il compagno e per una nuova vita al mondo.

“Attendere, l’infinito del verbo amare”

Giulia Licciardello

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