MACRON- LE PEN: il confronto televisivo tra accuse e offese

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Nella serata di mercoledì 3 maggio è stato trasmesso in diretta televisiva il dibattito tra i due candidati all’Eliseo, Emmanuel Macron, esponente del partito En Marche!, e Marin Le Pen, esponente del partito Front National. I due hanno superato il primo turno elettorale sbaragliando la concorrenza e, in vista dell’ultimo, che si terrà il 7 maggio, si sono dati battaglia nei salotti televisivi . Il confronto sin dai primi minuti si è rivelato un forte scontro tra i due candidati, all’interno del quale non sono mancate accuse e velate offese.  Nelle oltre due ore e mezza di diretta in una lunga serie di botta e risposta i due hanno esposto le linee guida del loro progetto politico, denigrando quello dell’avversario.

 

Le_Pen,_Marine-9586La Le Pen attua un continuo attacco allo sfidante con una tattica aggressiva chiamando Macron “Holland junior“, sghignazzando quando il rivale ha la parola. Le accuse mosse dalla leader del FN sono dirette soprattutto alla politica estera e ai rapporti con l’Europa, in particolare modo con la Germania. Emblematica in questo quadro è l’affermazione della Le Pen che dice “Comunque vada la Francia sarà governata da una donna: o me o Madame Merkel“. La linea seguita da Marin Le Pen è quella di mostrare il suo diretto avversario come un soggetto sottomesso, che con la sua politica porterà ad una sottomissione della stessa nazione. Mentre la candidata del FN si pone come una paladina delle istanze dei francesi dinnanzi l’Europa, affermando come lei si batta per il: “Potere d’acquisto ai francesi, e non per il potere di acquistare la Francia”.

 

TfyS4uXbMacron, dal canto suo, ha un atteggiamento più pacato, più aperto ad un dialogo costruttivo, anche se non rinuncia ad alcune invettive.
Il leader del EM parla a braccio, non si scalda per le numerose interruzioni dell’avversaria. Sembra avere un aplomb più idoneo a ricoprire la carica presidenziale, grazie soprattutto all’esperienza maturata durante l’incarico di ministro dell’economia. Macron ferrato sul tema economico dimostra, tramite molti dati, come le promesse della Le Pen, come ad esempio l’abbassamento dell’età pensionabile a 60 anni, siano fumo negli occhi. La Le Pen replica allo sfidante indicandolo come vicino all’estremismo islamico. A favore di questa forte accusa porta l’esempio di Mohamed Saou, esponente del movimento EM, accusato di avere forti legami con associazioni estremistiche.
Marine Le Pen è ottima a criticare la politica dell’avversario, ma è quando deve esporre il suo progetto politico che emergono le sue difficoltà. Proprio su queste fa leva Macron ridicolizzando il fatto che la sua sfidante faccia ricorso a foglietti predisposti e non essendo capace di ribattere nel caso in cui gli argomenti trattati non siano trascritti nei cartellini. Ciò che non convince del discorso di Macron è il suo continuo utilizzo di slogan, mentre la Le Pen è maggiormente concreta, parlando però alla pancia della gente. L’esponente del FN sembra essere più umana, ma certe volte insicura quando si limita a dei soli sghignazzi come risposta al suo sfidante.

 

depositphotos_124477104-stock-photo-election-in-france-voting-atAl ballottaggio di domenica si prevede il minimo storico di partecipazione: alle urne dovrebbe recarsi il 75% degli aventi diritto, il tasso più basso dal 1969. è previsto che a vincere il secondo turno di elezioni dovrebbe essere il candidato francese centrista Emmanuel Macron con il 62 % dei voti, mentre il candidato di destra Marine Le Pen dovrebbe ricevere il 38%. Mentre la Francia si divide e si verificano contestazioni contro la Le Pen, come quella attuata da Greenpeace sulla Torre Eiffel, i due candidati continuano la loro campagna elettorale. Il risultato sembra essere scontato, ma la parola finale spetta alle urne.

–  FERDINANDO PIAZZA

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