G7: Cooperazione e tensioni nel prossimo summit di Taormina

G7_Taormina_logoIl 26 e 27 maggio si terrà a Taormina il 43° vertice del G7, il forum politico che riunisce i sette leader delle economie più avanzate del pianeta. Il summit funge da foro di comunicazione tra i capi di governo e permette dunque un dialogo diretto sui temi di maggiore rilevanza globale. Ai sette leader dei paesi (Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito e Stati Uniti), si aggiungono il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. Il contesto di cooperazione e responsabilità collettiva promosso storicamente dal Summit è tuttavia accompagnato da uno scenario attuale di dubbia complicità e comprovate tensioni tra i leader degli stati in questione.
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Il quadro della Brexit è sicuramente la causa di tensioni più evidente da questo punto di vista: il primo ministro britannico Theresa May e Jean-Claude Juncker hanno tenuto un incontro alla fine del mese di aprile al n.10 di Downing Street proprio per discutere dei negoziati per l’uscita del Regno Unito dall’UE, dialogo che tuttavia ha portato solo ad ulteriori dubbi da parte del presidente della Commissione europea riguardo il possibile esito positivo di tali negoziati.
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Dall’altra sponda dell’Oceano Atlantico giungerà a Taormina per partecipare al summit il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che in questi primi tre mesi di carica presidenziale ha invitato alla Casa Bianca cinque dei sei leader presenti al summit. Alla lista manca naturalmente il neopresidente francese Macron, che ha ottenuto la carica solo pochi giorni fa. Tuttavia gli incontri, tenuti al fine di discutere privatamente e direttamente dei temi più urgenti, hanno confermato, se non accentuato, alcune forti divergenze tra la visione del presidente americano e quella dei leader mondiali proprio su alcuni dei maggiori temi discussi (immigrazione, commercio).  Se ciò non bastasse, solo due dei leader presenti al vertice di Taormina possono definirsi “veterani” di vertici tra leader internazionali. È infatti particolare la caratteristica di questo summit di avere tra i protagonisti quattro leader alla loro prima partecipazione al G7, ovvero Paolo Gentiloni, Theresa May (UK), Donald Trump (USA) ed Emmanuel Macron (FRA). Tra gli altri leader si distinguono sotto questa prospettiva Shinzō Abe, Primo Ministro giapponese, e Angela Merkel, rispettivamente alla decima e undicesima partecipazione al summit.
g72Il focus della discussione durante l’incontro di Taormina dovrebbe vertere su tre principali macro-tematiche suggerite dai tre documenti congiunti elaborati dal G7 delle Accademie, un’iniziativa promossa ogni anno dall’accademia nazionale delle scienze del Paese organizzatore del G7. Il primo tema da affrontare riguarda la promozione della resilienza dei beni culturali ai disastri naturali. Il documento in particolare invita i governi dei paesi ad accentuare gli sforzi, individuando ed implementando azioni innovative in ambito educativo, scientifico, tecnico ed economico. Il secondo macro-tema è costituito dalla sfida alle malattie neurodegenerative, che sono causa di crescenti preoccupazioni tra gli studiosi data la loro insorgenza in base all’età e l’aumentare costante dell’aspettativa di vita nella popolazione globale. Si prevede infatti un intenso aumento di malattie quali il Parkinson, l’Alzheimer e la SLA nei prossimi decenni, a cui il documento in questione fa riferimento e per il quale raccomanda ai leader internazionali un azione politica globale nell’incentivare la ricerca scientifica di tale ambito. L’ultimo punto fondamentale suggerito dalle Accademie è concernente la nuova crescita economica. In particolare rimanda alle sfide e alle opportunità presentate dalla scienza, dalla tecnologia e dall’innovazione, che possono essere sfruttate attraverso l’investimento in strutture produttive ed infrastrutture con l’obbiettivo di diminuire i divari al livello internazionale ed interno agli stati.
Ciò che rimane certo è la necessaria cooperazione tra i leader del Gruppo dei 7 nell’esercitare il ruolo di guida globale nella promozione di investimenti e politiche innovative, necessarie per tutti i temi in questione, subordinando le diverse prospettive in ambito politico e l’attuale contesto di difficili relazioni tra alcuni dei paesi protagonisti.

–  Marco Monaco

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