Cassazione conferma condanna a Schettino: L'ex comandante si costituisce a Rebibbia

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Ha atteso insieme ai suoi legali la sentenza della Corte di Cassazione, che lo ha condannato a 16 anni di reclusione, nei pressi del carcere di Rebibbia dove si è costituito subito dopo, per evitare di essere incarcerato nelle affollate prigioni napoletane. “Busso al carcere perché credo nella giustizia“, ha detto Schettino ai suoi legali Donato Laino e Saverio Senese appena gli hanno comunicato il verdetto dei supremi giudici. Termina così la vicenda giudiziaria dell’ex comandante del transatlantico che naufragò davanti all’isola del Giglio la sera del 13 gennaio 2012 per colpa della scellerata manovra di avvicinamento effettuata ad alta velocità. A bordo erano in 4.229, tra croceristi ed equipaggio, morirono 32 persone, decine i feriti. Imponenti le operazioni di salvataggio in diretta tv nel mondo. Ottanta milioni di euro di risarcimento per le vittime e i sopravvissuti sono stati finora pagati dalla società armatrice Costa che ha ancora qualche conto in sospeso, in via di definizione con le pubbliche amministrazioni.

 

 

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Aspettiamo le motivazioni della Cassazione ma ritengo che nel processo a Schettino ci siano state una serie di violazioni dei diritti di difesa e faremo ricorso a Strasburgo”, ha annunciato Senese davanti alle telecamere sotto il ‘Palazzaccio. “Schettino si riconosce responsabile ma non colpevole perché sulla Concordia c’era un team di comando, lui non era solo, e la nave presentava molte deficienze“, ha aggiunto Senese che nella sua arringa aveva chiesto l’azzeramento del processo d’appello per irregolarità nella formazione del collegio e aveva cavalcato la tesi del “complotto e sabotaggio” da parte degli ufficiali della Concordia. Sul fatto che le responsabilità del naufragio non sono solo dell’ex comandante e non tutte le colpe sono venute a galla, ha concordato l’avvocato Massimiliano Gabrielli, del comitato ‘Giustizia per la Concordia‘, che ha difeso alcune vittime: “Si è chiuso un capitolo importante di questa tragica vicenda: peccato che sia solo Schettino ad entrare in carcere“. Dal Giglio, il sindaco Sergio Ortelli ha ricordato che per l’isola e i suoi abitanti, che si profusero nei soccorsi e che hanno ospitato il cantiere marittimo per il recupero del relitto fino al 23 luglio 2014, quando è stato trasportato a Genova per la demolizione, “rimane l’amarezza per la strada ancora in salita per il riconoscimento dei danni subiti e delle somme anticipate durante l’emergenza: 568mila euro che Costa non ci vuole riconoscere“. Si attendono intanto le motivazioni della sentenza che Millennials riporterà non appena la Corte le renderà note.

–  Gabriele Azzuppardi

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