SELFIE ESTREMI: morire per un like

I social network sono invasi da foto di giovani che, utilizzando la camera anteriore di cui sono dotati ormai tutti cellulari, scattano foto che li ritraggono, i tanto famosi “selfie”. Da un paio di anni, però, circolano sul web giovani intenti a farsi fotografie su binari ferroviari in attesa di treni che sopraggiungo a tutta velocità, con la possibilità di essere travolti, oppure in bilico su cornicioni situati a parecchi metri d’altezza, con la possibilità di fare un rapido viaggio verso l’asfalto.

In poco tempo, quello dei selfie estremi, è divenuto un fenomeno dilagante, soprattutto in paesi come l’India o la Russia, dove sono decine i giovani e i giovanissimi che rischiano e spesso perdono la vita nel tentativo di catturare un fugace momento di audacia, da condividere sui social nella speranza di catturare l’attenzione.

L’ intento è quello di sfidare la morte, pur di dimostrare al mondo virtuale un coraggio estremo. Ma sempre più spesso a vincere è lei. Così, dal 2014 nel mondo sono più di 150 le persone, quasi sempre giovanissime, morte per immortalare l’attimo in cui arriva un treno in corsa alle loro spalle, ma che non riescono ad evitare in tempo ed altrettanti  sono coloro che stando in bilico su una roccia a strapiombo sul mare o in cima ad un’alta montagna perdono l’equilibrio e precipitano.

A quanto pare, la moda del daredevil selfie (letteralmente: selfie temerario) è stata lanciata da Alexander Remnev, un free climber russo, diventato famoso grazie alle foto che si è scattato in cima ai grattacieli più alti del mondo, in situazioni di estrema pericolosità. Attraverso i social, poi, la tendenza è diventata virale. Ed è proprio in Russia che si registra il numero più alto di incidenti mortali, tanto che il governo di Mosca ha realizzato una guida per il selfie sicuro, indicando tutte le situazioni da evitare.download

Ciò che in molti non sanno è che coloro che hanno lanciato questa moda sono atleti professioni di “parkour”, avvezzi a fare acrobazie, per i quali queste foto costituiscono una forma di allenamento come dimostrano le pose acrobatiche in cui si esibiscono, senza alcuna fatica, anche in situazioni al limite dell’estremo. Questi veri professionisti hanno trovato seguito e fortuna soprattutto su Istagram dove le loro foto ricevono migliaia di like e i loro profili sono seguiti da milioni di followers.

Nel desiderio di emularli, i più giovani sono sempre più invogliati a spingersi oltre la semplice foto, cercando scenari spettacolari che aumentino la loro adrenalina e che stupiscano il più possibile chi guarda le loro foto.

Il daredevil selfie consiste nel farsi fotografie, da soli o in gruppo, in un momento di rischio elevato, scommettendoci sopra anche un po’ di soldi.  Negli ultimi mesi, in particolare, si sono verificati diversi casi di selfie sui binari’ con l’imminente passaggio del convoglio, in cui la vera gara mortale consiste nel resistere più a lungo fermi con il treno alle spalle, rischiando molto spesso la vita.

Questa pratica si è diffusa anche nel nostro paese. È di poco tempo fa la notizia di due ragazzine a Gerenzano (Varese)che sono state viste mentre si scattavano selfie sui binari all’altezza del passaggio a livello. Noncuranti della circostanza che la sbarra si fosse abbassata, hanno continuato a scattarsi fotografie fino a pochi istanti prima dell’arrivo del treno. Inutili i tentativi di convincerle a spostarsi. Le immagini, come spesso accade, sono finite su Facebook e ora le due ragazze rischiano una multa e possibili sanzioni penali.

Questa moda assurda è riuscita a spopolare, a causa della nuova visione dell’uomo che si è affermata in questa società, in cui è importante apparire ed ottenere il maggior numero di “like”, come se la persona si valutasse per il numero di “mi piace” ricevuti. Ciò che in molti non capiscono è che per una foto stupida si corre un rischio tanto elevato quanto inutile che, come sempre più spesso accade, porta alla morte.

 

La redazione di Millennials invita chiunque legga l’articolo a non seguire questa moda e ad invitare chi già è solito fare questi selfie a desistere, perché una foto non vale la vita.

 

Ferdinando Piazza

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