Il futuro sostenibile delle “Smart Cities”

Siamo tutti affascinati dalla futuristica immagine fornita dal concetto di Smart City. Una città intelligente, coordinata ed in costante aggiornamento, che sfrutta al meglio il flusso progressivo dell’intelligenza artificiale e delle più moderne infrastrutture che rendono la vita urbana più semplice, funzionale, veloce. Tuttavia l’immagine descritta, su cui normalmente ci soffermiamo appena, immaginando come le città cambieranno nei prossimi decenni, sfiora soltanto la superficie di ciò che realmente sia una Smart City. Come qualsiasi idea, per essere realmente applicata e tramutata in realtà necessita di una struttura, di un’organizzazione coerente e non di meno di cooperazione da parte dei soggetti che le danno forma.

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Il punto fondamentale da affrontare in primo luogo è la struttura, lo scheletro sul quale l’idea si erge e si mantiene senza mai crollare. Una Smart City impiega una quantità incredibilmente elevata di energia per mantenersi in vita, e per usufruire al meglio delle opportunità che il progresso presenta alla nostra società, oggi e negli anni a venire, è necessaria una fonte di energia affidabile e soprattutto qualitativamente superiore. Attualmente è già in atto un processo “evolutivo” delle zone urbane in tutto il mondo, l’energia elettrica è infatti alimentata in percentuale sempre maggiore da fonti solari, eoliche e idroelettriche. L’aggiornamento delle fonti di energia e l’utilizzo delle tecnologie ad esse correlate, oltre che ridurre l’urgente impatto ambientale, permetterebbe alle attuali zone urbane di incrementare l’utilizzo di energia elettrica per i servizi da fornire ai propri cittadini. Un percorso del genere comporterebbe inoltre un aumento al livello globale della percentuale di individui e famiglie che possono permettersi l’utilizzo di elettricità al livello domestico. Ad oggi infatti 1,3 miliardi di persone nel mondo non hanno accesso all’energia elettrica e, del resto della popolazione mondiale, quasi 2 miliardi di persone dispongono di un accesso molto limitato.

L’impiego delle tecnologie necessarie ad ottenere risultati pienamente soddisfacenti tramite l’utilizzo sempre maggiore di energie rinnovabili richiede però ingenti investimenti e politiche ambientali che indirizzino la società nella direzione desiderata. Qui entra in gioco l’organizzazione sufficientemente coerente da consentire ad una società di intraprendere e completare il progresso verso le società rinnovabili e le Smart Cities. Molti stati hanno già riconosciuto la rilevanza di progetti che pongono obiettivi per l’incremento della produzione di energia ecosostenibile, per l’edificazione di strutture pubbliche e private che riducano a zero le emissioni di CO2 (in modo da ridurre nettamente l’inquinamento) e per moltissimi altri settori quali trasporti urbani, aviazione, infrastrutture e produzione alimentare.

Anche molti governi regionali e cittadini da tutto il mondo stanno mostrando individualmente una forte intraprendenza a questo proposito, attuando politiche ambientali per il miglioramento e l’attuazione di soluzioni ecosostenibili per le infrastrutture attuali e future.

Non esiste però una realtà con una sola Smart City in ogni continente, né con una in ogni paese.

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L’unico percorso plausibile e realmente efficace è quello che preveda un processo coordinato, che sia fondato sulla cooperazione tra enti statali, regionali e organizzazioni non governative. Ogni elemento della società è incluso in un progetto di tale portata, per questo motivo è necessario porre obiettivi comuni, instaurare legami più forti che permettano di incrementare la produttività e la velocità con la quale la nostra società (globale) si avvicina ai traguardi prefissati.

L’Unione Europea costituisce ad oggi uno degli attori principali, insieme al Canada e al Giappone, per ciò che concerne la costruzione di una Smart Society.

È stato infatti elaborato il programma quadro dell’UE per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020, il quale finanzia i progetti per la ricerca in Europa dal 2014 al 2020, in modo da incrementare in particolar modo il progresso inerente alla combinazione tra energia sostenibile e nuove tecnologie. Un esempio è il documento “Smart, green and integrated transport, in cui la Commissione Europea ha evidenziato obiettivi e modalità concernenti temi quali aviazione, mobilità urbana, servizi di trasporto intelligenti e infrastrutture.

Dunque il futuro degli agglomerati urbani potrebbe non essere cosi distante. Se gli obiettivi posti dagli stati e dagli enti specializzati verranno portati avanti attraverso il rispetto un programma ben strutturato, coerente ed il più possibile cooperativo al livello globale, assisteremo nel prossimo futuro all’evoluzione della vita urbana verso il livello funzionale e sostenibile delle Smart Cities.

Marco Monaco

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