Vi battiamo sempre… o quasi!

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Sabato sera la nazionale under 21 italiana ha battuto per 1-0 la rispettiva compagine tedesca, assicurandosi così il passaggio del turno come prima del suo gruppo.
Una vittoria importantissima per gli azzurrini, visti da tutti come una delle nazionali più accreditate alla vittoria finale, che ha emozionato tutti gli amanti del calcio e che ha scritto un altro atto di una delle rivalità più belle ed avvincenti della storia del calcio.
Italia e Germania sono le due nazionali europee che hanno vinto il maggior numero di titoli mondiali, quattro per entrambe, e che da sempre fanno parte dell’élite del calcio, proprio per questo non sono pochi gli scontri che hanno visto fronteggiarsi le due nazionali.

La partita più bella e ricca di emozioni è sicuramente quella disputata nella semifinale del mondiale in Messico nel 70, nominata “la partita del secolo”. Una partita che si infiamma negli ultimi minuti regolamentali, quando l’Italia cerca di difendere l’1-0 segnato da Boninsegna, ma Schnellinger durante il secondo minuto di recupero ristabilisce la parità. Si va ai supplementari, trenta minuti lunghissimi per migliaia di tifosi, densi di emozione,dove si vedranno ben cinque gol. L’apoteosi si raggiunge nel secondo tempo supplementare. L’Italia è in vantaggio per 3-2, la Germania attacca e guadagna un angolo e a difendere il palo si piazza, stranamente, non un difensore, ma Gianni Rivera. Parte il cross la palla viene colpita di testa da Müller verso il palo difeso da Rivera, che non riesce ad allontanare e vede il pallone rotolare in rete. Albertosi, il portiere dell’Italia, si accanisce verbalmente sul colpevole Rivera, che comprende immediatamente l’errore commesso e si rende conto che ora spetta proprio a lui risolvere il problema che ha causato. La palla viene portata al centro per far riprendere la partita. Dal fischio dell’arbitro passato solo sessanta secondi e undici passaggi che porteranno la palla tra i piedi di Rivera che di piatto segna il 4-3, il gol decisivo, il gol necessario a non far pesare l’errore commesso, il coronamento di una fantastica azione corale. L’Italia si qualifica alla finale nel mondiale, poi persa col Brasile, ma in quel mondiale la partita con la Germania è la fotografia che molti hanno portato nel loro cuore.

 

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Il secondo scontro decisivo si verifica a Madrid, al Santiago Bernabeu nel 1982. La posta in gioco questa volta è ancora più alta, ci si gioca la finale mondiale. La partita sembra dirigersi subito bene per l’Italia, poiché dopo pochi minuti dal fischio d’inizio viene fischiato un rigore in area tedesca. Sul dischetto va Cabrini…che sbaglia. Sembrerebbe una mazzata psicologica, ma così non è, e la nazionale risponde in maniere ottima, realizzando una prestazione strepitosa che porterà ai gol di Conti, Tardelli e Altobelli. Solo nel finale arriva il gol delle bandiera per la Germania. Una finale mai in discussione che porterà l’Italia al terzo titolo mondiale e che lascerà nella mente di chi l’ha vista e di chi ne ha sentito parlare, la cosa di Tardelli dopo aver realizzato il raddoppio:una corsa liberatoria ricca di emozione.

 

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Vi è un altro scontro tra le due nazionali che porterà al titolo mondiale per gli azzurri. Stiamo parlando della partita più emozionante per i Millennials, la semifinale del mondiale del 2006 in terra tedesca. Ci si gioca la finale, ci si gioca l’onore. La Germania vuole trionfare nel torneo che disputa in casa, l’Italia vuole confezionare la beffa all’acerrimo nemico. Una partita tesa, giocata al massimo da entrambe le squadre che si decide negli ultimi due minuti del secondo tempo supplementare. Calcio d’angolo per l’Italia, palla lanciata in area, allontanata della difesa tedesca sui piedi di Pirlo. Il regista italiano l’addomestica, alza la testa e serve Grosso, che tira di prima intenzione trovando una parabola strepitosa che si infila in rete. Grosso inizia a correre per esultare (un’immagine incancellabile bei cuori di molti) l’euforia travolge tutti: chi cerca di abbattere un Grosso impazzito, chi, come Materazzi, abbraccia l’arbitro. La partita, però non é ancora finita. Palla al centro e la Germania si riversa in avanti e in questo momento si erge un monumentale Cannavaro, che da solo sventa il pericolo dell’offensiva tedesca e fa partire il contropiede che si conclude con il 2-0 di Del Piero. È l’apoteosi, l’Italia é in finale, la Germania è sconfitta sul campo e nell’animo dei milioni di tifosi stipati sugli spalti. Quel mondiale ci porterà il quarto titolo mondiale.

 

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Le due nazionali si incontrano nuovamente in un’altra semifinale, a Varsavia durante l’europeo del 2012. Questa è la partita di Balotelli che abbatte la nazionale tedesca con una doppietta poderosa. Proprio la forza di questo ragazzo viene evidenziata dal missile che tira siglando il raddoppio e nella successiva esultanza dove mostrerà i muscoli. La partita si conclude sul 2-1 e l’Italia conquista la finale.

 

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L’ultimo scontro si è svolto proprio un anno fa durante l’europeo disputatosi in Francia, durante i quarti di finale. La Germania neo campione mondiale è una corazza, l’Italia per molti è la più scarsa di sempre, ha solo una caratteristica che la rende temibile, il cuore. È proprio grazie alla tenacia e all’attaccamento alla maglia che la nazionale riesce a portare gli avversari ai supplementari e ai successivi rigori. La serie di rigori più brutta mai vista in una fase finale di una competizione internazionale. L’errore decisivo è quello di Darmian a cui segue la realizzazione di Hector per la Germania, ma i tifosi italiani non dimenticheranno gli errori di Zazza e Pellé. Per la prima volta la Germania batte l’Italia in una partita all’interno di una fase finale di una competizione internazionale, ma gli azzurri escono a testa alta.

Sabato gli azzurrini hanno vendicato questa sconfitta, hanno conquistato il passaggio del turno ed allungato la lista di vittorie contro la Germania.
Il calcio è uno sport che appassioni molti e che unisce tutti quando gioca la nazione, specialmente quando si gioca con i rivali tedeschi, che quasi sempre vengono battuti.

–  Ferdinando Piazza

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