Turchia, stop allo studio dell'evoluzionismo (e non solo)

Big Brother? Indottrinamento? Paragoni e termini senza dubbio forti, ma quanto mai azzeccati ad oggi se riferiti alla Turchia: infatti nei licei della penisola Anatolica, un tempo terra ittita, verrà rimossa dai corsi di biologia la teoria dell’evoluzione di Charles Darwin. In base a quanto afferma il quotidiano che ha lanciato la notizia (che, peraltro, ha avuto non poco eco) la teoria secondo cui l’uomo discenderebbe dalla scimmia, sviluppata dal suddetto biologo britannico nella sua opera “L’origine della specie“, sarebbe – a detta del Ministero dell’Educazione turco – “controversa”.

“Abbiamo deciso di escludere argomenti controversi, gli studenti – riporta repubblica.ithanno un’età inadatta a comprendere il contesto scientifico della questione – ha detto Durmus – Lo studio di questa sezione sarà rinviata all’università”, queste le parole di Alpaslan Durmus, responsabile dell’ufficio competete del Dicastero sopra citato. Del resto il Governo firmato Recep Tayyip Erdogan non è la prima volta che rema contro la teoria dell’evoluzione della specie: sia nel 2009 che nel 2013 furono bloccate dall’Esecutivo delle pubblicazioni del Consiglio di ricerca scientifica e tecnologica turco (Tubitak) che citavano a più riprese Darwin e le sue teorie.

E così si è subito scatenata l’opposizione che, coadiuvata dal mondo accademico turco sopravvissuto all’epurazione condotta da Erdogan dopo il fallito Golpe, ha spiegato come soltanto l’Arabia Saudita ha escluso dai suoi libri di testo l’evoluzionismo. Infatti, in terra saudita, l’obiettivo dei programmi didattici è quello di formare una classe giovane inquadrata perfettamente nei dogmi della religione nazionale, l’Islam. Ma siamo sicuri che la Turchia non abbia lo stesso obiettivo? Del resto Erdogan più volte ha spiegato come uno dei suoi obiettivi sia quello di formare una “gioventù religiosa”

OLTRE LA SCUOLA – Parallelamente il Ministero della Gioventù e dello Sport ha diramato una black list riportante una serie di videogiochi ritenuti “islamofobi”: nella lista compaiono nomi del calibro di Call of Duty, Tekken e Guitar Hero. È stato anche aperto un sito ove si invitano gli utenti a segnalare altri videogame avversi alla religione di Allah. Dulcis in fundo, persino PacMan è stato dichiarato anti islam sulla base delle accuse di alcuni funzionari che il gioco trasmette il messaggio subliminale di cacciare “donne musulmane velate” (i fantasmini bianchi che il player deve mangiare al momento opportuno con PacMan ndr).

In poche parole, la repubblica – regime di Erdogan sta prendendo sempre più il largo verso una deriva autoritaria, mirata a creare una futura classe dirigente perfettamente inquadrata nel nome di Recep, Tayyip ed Erdogan. Che il prossimo passo sia abolire lo studio della teoria eliocentrica e tornare a quello geocentrica (o tolemaica?)

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