Bonucci-Juve: una storia senza lietofine

L’incredulità e lo sgomento hanno assalito ogni tifoso juventino d’Italia (e del mondo) non appena sono stati pubblicati i primi post nei social riguardanti il possibile addio del difensore Leonardo Bonucci. Infatti pochissimi tifosi inizialmente hanno creduto a queste voci di mercato, affermando che il loro leader della difesa avrebbe vestito al massimo la maglia di una squadra straniera. Invece pare proprio di no. La trattativa è ormai ai dettagli, il difensore è già a Milanello e il tutto si chiuderà per una cifra sui 40 milioni di euro.

 

Walk around nazionale Italiana alla vigilia di Olanda vs Italia

 

Chi guadagna in questa operazione? Milan? Juventus? Domanda non affatto semplice, ma secondo il nostro parere, entrambe le squadre ne escono avvantaggiate. Il Milan, con l’acquisto di Leo, che senza dubbio riteniamo essere uno dei migliori difensori al mondo, al culmine della carriera, ha costruito una squadra straordinaria. Se si pensa alla formazione titolare dello scorso anno, senza nulla togliere ai giocatori che ne facevano parte, la differenza si vede eccome e i tifosi milanisti hanno tutto il diritto di sognare in grande. La Juventus, d’altro canto, incassa una cifra, non per niente modesta, per un difensore che, si sa, è fortissimo, ma che comunque ha da poco compiuto i 30 anni di età. Se la Juve deciderà, come si dice, di far rientrare dal prestito Caldara, (giovanissimo difensore della nazionale under 21, e rivelazione lo scorso anno con l’Atalanta), essa si ritroverebbe con una coppia difensiva davvero molto promettente per il futuro: Rugani-Caldara.

 

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Ma mettiamo da parte, per adesso, ogni discorso legato a quale sia stata la migliore strategia e quale meno, e concentriamoci sull’assoluto protagonista delle ultime 24 ore: Leonardo Bonucci, detto Bonnie. Un difensore di un’eleganza rara, con un piede da regista, con una mentalità vincente e con una grinta da leone. Un uomo spesso criticato in passato, anche nei primi anni in cui la Juve tornava a vincere con Conte allenatore, diventato nel corso del tempo pilastro indiscusso della difesa, il leader della BBC (nome comunemente utilizzato per indicare la difesa a tre Barzagli-Bonucci-Chiellini). E oggi, senza che nessuno se lo aspettasse, è proprio il più giovane di quella leggendaria difesa a lasciare i colori bianconeri, colui che ha fatto gioire i suoi tifosi con i suoi gol da attaccante aggiunto e fatto impazzire gli avversari con le sue esultanze provocatorie. Ci saremmo potuti aspettare di vederlo con la maglia del Manchester City (Guardiola è un suo grandissimo estimatore) o di qualsiasi altra squadra straniera, ma non quella del Milan di Montella.

 

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Già da tempo giravano diverse voci sulle condizioni mentali di Bonucci: si è passati da semplici “mal di pancia” nel corso della passata stagione a serie discussioni con Allegri e tutta la squadra dopo la finale di Champions persa contro il Real Madrid . Qualunque cosa sia successa, al momento non ci è dato sapere. Se le motivazioni per questo “cambio d’aria” repentino non fossero così serie e legate a discussioni irrisolvibili all’interno dello spogliatoio, allora ci ritroviamo a parlare di un ennesimo caso di “finale senza lietofine”. Pochi napoletani si dimenticheranno facilmente dell’addio di Gonzalo Higuain, passato la scorsa sessione estiva di mercato niente poco di meno che alla Juventus, che adesso si ritrova in una situazione simile, rivivendola però in tutt’altra maniera. Agli interisti brucia ancora l’aver visto il loro fenomeno, Ronaldo, vestire nei suoi ultimi anni in carriera la maglia del Milan. O che dire di Luis Figo, passato nel 2000 dal Barcellona agli odiati rivali del Real?

 

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Insomma, Bonucci è solo l’ultimo di una lunga lista di giocatori che hanno deciso di dare un cambio radicale alla loro carriera dopo aver dichiarato amore eterno alla loro squadra. “Io via dalla Juventus? Piuttosto legatemi ai cancelli dello Juventus Stadium, perché non me andrò mai“. E’ questa la frase che maggiormente i tifosi della Juventus stanno ri-postando, attraverso i social, al loro ormai ex idolo. Leo è stato per anni, quasi alla pari con Buffon, il simbolo della Juve. Così come la Vecchia Signora è passata, dopo gli anni deludenti post serie B, ad essere una delle squadre più forti d’Europa, anche Bonnie ha maturato tantissimo vestendo quella maglia, passando da colui che era l’artefice principale dei fallimenti difensivi della Juve al leader indiscusso della ormai tramontata BBC.

–  Roberto Faraci

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