TI PIACE VINCERE FACILE? Dinamiche della Ferrari in F1

In uno spot pubblicitario che ogni tanto passa in televisione, si vedono due squadre di calcio schierate l’una contro l’altra. Solo che una delle due ha gli undici giocatori regolamentari, l’altra invece ne ha decine e una voce fuori campo esclama: “ti piace vincere facile!!”.
Ecco, vincere facile sul compagno di squadra è quello che normalmente accade ai piloti della Ferrari, perché il cosiddetto primo pilota è predestinato alla vittoria, anche quando ha una vettura meno competitiva del compagno di squadra, oppure ha problemi alla macchina, come è successo domenica al GP d’Ungheria, dove il povero Raikkonen avrebbe potuto vincere alla grande, ma è stato costretto a starsene buono buono dietro Vettel, per lasciare che fosse quest’ultimo ad avere l’onore della vittoria.

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E se il finlandese ha letto i giornali italiani del giorno dopo, ha anche avuto la beffa di leggere che Vettel ha vinto nonostante i problemi allo sterzo. Nessuno che abbia scritto che ha vinto solo perché Raikkonen è stato costretto a rallentare.

Loro lo chiamano “gioco di squadra”, ma è un gioco che con lo sport non ha niente a che vedere.

Anche la Mercedes ha fatto gioco di squadra, dicendo a Bottas di fare passere Hamilton. Ma quando si è visto che il campione del mondo non sarebbe riuscito ad agguantare la seconda posizione, la scuderia anglo-tedesca ha dato ai nostri una lezione di sportività, ristabilendo le posizioni dei suoi piloti, a costo di togliere ad Hamilton punti preziosi per il mondiale.

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Dispiace dirlo, ma le grandi squadre avversarie del Cavallino hanno sempre lasciato liberi i propri piloti di gareggiare – e spesso guerreggiare – fra loro, regalando emozioni a non finire agli appassionati di questo bellissimo sport.
Infatti, nei recenti anni di dominio Mercedes lo spettacolo è stato assicurato dalle battaglie fra Hamilton e Rosberg, così come è accaduto in passato con le epiche contese fra Senna e Prost quando a dominare era la McLaren.

I giovani Millennials non hanno potuto godere in diretta le vere e proprie disfide (non sempre cavalleresche, bisogna riconoscerlo) fra questi due grandi campioni, ma possono ammirarle facendo delle semplici ricerche su Youtube.

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Invece, quando a dominare era la Ferrari, come agli inizi del millennio, non c’è mai stato spettacolo ma un monotono susseguirsi di giri di pista, perché doveva per forza vincere la prima guida, a costo di infliggere pesanti umiliazioni al “secondo”.

Possiamo sperare di vedere, in futuro, vera competizione fra i piloti di Maranello? La speranza è l’ultima a morire, ma il crudo realismo ci dice che sarà difficile.

Turi Azzuppardi Zappalà

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