Rwanda: unico leader da 17 anni, Kagame vince le elezioni per la terza volta

Previsioni poco dubbie per le elezioni tenutesi in Rwanda giorno 4 agosto.

Il leader Paul Kagame, in carica fin dal 2000, ha ottenuto un successo schiacciante sugli avversari, conquistando il 98% dei voti del paese. Gli avversari, l’indipendente Philippe Mpayimana e il verde Frank Habineza, hanno ottenuto rispettivamente solo lo 0.72% e lo 0.45%.

Ci sono tuttavia controversie riguardo la reputazione e il consenso ottenuto da Paul Kagame sugli elettori del Rwanda.

Kagame si presenta al pubblico come un politico di nuova generazione, che conosce i vantaggi e le possibilità offerte dall’utilizzo di social media come strumento di promozione e sviluppo della democrazia. Un elemento di vanto del leader ruandese è infatti quello di essere stato uno dei primi politici del continente africano ad avere una presenza attiva su Twitter, Facebook, Instagram e Flickr.

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Salito al potere con il Fronte Patriottico Rwandese nel 1994 come vicepresidente, Kagame ha contribuito a rovesciare il precedente governo hutu che aveva provocato il genocidio del Rwanda, durato 100 giorni, causa di oltre 800.000 vittime Tutsi, una minoranza etnica a cui lo stesso Kagame appartiene.

Nonostante ciò il leader ruandese è stato ripetutamente accusato di sfruttare una rete di agenti e spie per portare avanti un processo di soppressione dei suoi oppositori e critici del regime.

Reporters Without Borders (una ONG internazionale con l’obiettivo di difendere la libertà di informazione) descrive infatti Kagame come un “predatore” che ostacola la libertà di stampa, prendendo ad esempio il fatto che dal 1996 ad oggi 8 giornalisti sono stati uccisi o sono scomparsi, altri 8 sono stati aggrediti fisicamente, 11 sono stati arrestati e condannati a lunga reclusione e 33 hanno dovuto lasciare forzatamente il paese.

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Nonostante le numerose accuse, che lo identificano come uno dei molti despoti autoritari del continente africano (secondo alcuni anche supportato nel suo regime da una rete di relazioni con gli Stati Uniti), Kagame rimane un leader estremamente apprezzato dalla popolazione ruandese.

Avendo contribuito notevolmente alla rivoluzione che mise fine al genocidio nel 1994, è considerato dai cittadini un ottimo stratega militare e un portavoce distinto della riunificazione etnica del Rwanda.

I dati delle tre elezioni vinte da Kagame rivelano una supremazia sugli avversari incredibilmente netta e costante, abbastanza da supportare le accuse di concorrenza sleale e soppressione delle critiche. Nel 2003 e nel 2010 l’attuale leader ottenne infatti rispettivamente il 95% e il 93% dei voti, margini di vittoria incredibili, nel letterale significato del termine, e tendenzialmente poco comuni in un regime definito come democratico.

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La vittoria delle elezioni di quest’anno arriva inoltre dopo il successo al referendum del 2015 per un emendamento costituzionale che permetterebbe a Paul Kagame di candidarsi per altre tre elezioni, rimanendo potenzialmente in carica fino al 2034.

Dati di questo genere sono tendenzialmente indicativi di un processo democratico non del tutto “sano e produttivo”. Ciò che naturalmente ci auguriamo è che la condizione in cui si trova il Rwanda, cosi come numerosi altri stati africani, possa cambiare rotta, introducendo una competizione reale tra candidati che stimoli la creazione di un programma politico sempre più efficiente e benefico per la crescita economica e politica dello stato.

– Marco Monaco

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