Arabia Saudita, rimosso il divieto di guida per le donne

In Arabia Saudita è stato finalmente rimosso il divieto di guida imposto a tutte le donne. La decisione è stata presa dal re Mohammed bin Salman, trentatreenne, il quale ha rimosso un tabù da sempre esistito.

La religione ufficiale dell’Arabia Saudita è il wahabismo, una corrente estremista dell’Islam, all’interno della quale si trovano forti dislivelli tra gli uomini e le donne, tra cui anche il divieto di guida.

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È stata subito grande festa a Riad, nella capitale, dove appena gli abitanti sono venuti a conoscenza del decreto reale, sono scesi in piazza, uomini e donne, tutti insieme a festeggiare questo enorme passo avanti non solo per il regno ma, di certo, per tutto il mondo.

Il decreto che ha sfidato la religione non è applicabile nell’immediato, in quanto bisogna istruire la popolazione a questo cambiamento radicale. Sarà necessario aprire le scuole guida anche alle donne, concedere la possibilità ai poliziotti uomini di parlare alle donne al volante, cosa non permessa fino a adesso.

Questo decreto rappresenta un grande passo verso l’occidentalizzazione, difatti l’annuncio reale è stato emesso in contemporanea da Riad e da Washington, segno di volontà da parte di un re giovanissimo di voler aprire i confini del proprio regno che possiede una percentuale altissima di giovani che studiano e viaggiano all’estero (circa il 65%) e che cerca pian piano di stare al passo con i tempi.

L’Arabia Saudita era l’unico Paese al mondo ad avere ancora un divieto del genere (ad eccezione della Russia in cui le donne non possono guidare mezzi pesanti) e una notizia del genere non può far altro che tenere alta la speranza di una emancipazione completa per tutte le donne.

Abbiamo bisogno di uguali diritti, di uguali opportunità, di uguali libertà per poterci considerare una società evoluta e soprattutto consapevole del fatto che non è necessario essere un uomo bianco, occidentale ed etero per poter vivere appieno la vita in questo mondo.

B.S.

 

 

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