VALERIAN e il film dai mille problemi

Atteso con tanta ansia e trepidazione, il nuovo film di Luc Besson (regista di Léon, Lucy ed Il Quinto Elemento) arriva finalmente nelle sale. Peccato che “finalmente” sia anche la parola che si esclami alla fine della pellicola. Ma andiamo con ordine.

Il film è tratto dall’omonima serie a fumetti francese degli anni 70 che vedeva come protagonisti, analogamente al film, gli agenti intergalattici Valerian e Laureline. Luc Besson, affascinato da questi racconti sin da ragazzo, ha sempre avuto la pulsione di trasporre cinematograficamente le fantasiose storie di questi due ragazzi e l’animato universo in cui essi si trovano. Dopo il primo materiale diffuso in rete e i vari trailer ci si aspettava quasi un secondo Avatar. Ipotesi che trova più o meno conferma nei primi dieci minuti del film, dove ci viene messo davanti un mondo incontaminato ed una specie di alti alieni vagamente somiglianti agli ormai noti Na’vi. Ecco: questi dieci minuti sono l’unica cosa che potrebbe rimanere impressa al fronte delle restanti due ore e dieci.

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La pellicola, della durata complessiva di oltre due ore, è sostanzialmente un insieme di dialoghi banalissimi, personaggi malamente caratterizzati e paradossi di sceneggiatura talmente evidenti da rendere Sharknado un capolavoro del cinema drammatico. Il film, in fin dei conti, avrebbe potuto concludersi in soli venti minuti.

E allora come mai dura così tanto?” La risposta è tanto semplice quanto imbarazzante: per quasi l’intera durata, la trama non subisce il minimo avanzamento. L’intero film, tolti l’inizio e la fine, si basa sulla continua e reciproca ricerca tra i due personaggi che puntualmente finiscono nei guai nella maniera più assurda possibile. Neanche attori come Cara Delevigne, Dane DeHaan, Clive Owen o persino Rihanna possono salvare qualcosa di così insensato.

Unica nota positiva gli effetti speciali: affatto memorabili ma quantomeno resi in buona qualità. Del resto, se si vuole fare un film che nel titolo include “La città dei mille pianeti”, la parte visiva è sicuramente di rilevante importanza.

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Alla fine del film, non vi sarà rimasto nulla se non un forte risentimento nei confronti di ciò che questa pellicola poteva essere e non è stato. Quando ripenserete a Valerian – la città dei mille pianeti, vi verranno in mente così tante banalità e insensatezze che crederete che il visionario Luc Besson abbia semplicemente messo insieme, nel suo ultimo film, decine e decine di scene inutili e sconnesse, quasi come per allungare un brodo freddo e insapore.

Doveva venir fuori un secondo Avatar, e invece ci è toccato subire il sesto capitolo di  Sharknado.

-Giovanni A. Amato

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