Strage di Las Vegas, ISIS rivendica

LAS VEGAS (NEVADA, USA) − Sparatoria durante un concerto al Route 91 Harvest Festival (una manifestazione di musica country): questa è stata la notizia che stamane ha distratto gli occhi del mondo dalla questione Catalogna e li ha fatti guardare oltre oceano, a Las Vegas. Proprio qui, Stephen Paddock (64) ha aperto il fuoco, usando un fucile mitragliatore automatico, sui 40.000 che assistevano allo spettacolo dal 32° piano dalla sua camera al Mandalay Bay Hotel, hotel in cui alloggiava. L’uomo si è poi suicidato prima dell’arrivo delle Forze dell’Ordine.

Il profilo del killer

Il bilancio è davvero drammatico: a detta dello sceriffo Joe Lombardo si parla 50 morti e ben 406 feriti.  Poche sono ancora le notizie su Paddock: uomo bianco, residente a Mesquite (località del Nevada), convivente di Mary Lou Danley (62) che, a detta della Polizia locale, risulterebbe al momento estranea all’attacco. Il fratello del killer, Eric Paddock come “non c’era alcuna indicazione che potesse fare una cosa del genere“, vero che non si faceva sentire spesso, ma Stephen “Era uno normale“. “Qualcosa deve essere successo, deve aver perso la testa – riporta repubblica.itsiamo scioccati”, conclude.

Intanto nella stanza dell’assassino sono state trovate diverse armi da fuoco, a parte questo le Forze dell’Ordine per saperne di più sul suo conto ha dovuto perquisire la sua abitazione (previa emissione del mandato), distante 130 km da Las Vegas: “Non abbiamo molto su Paddock. Abitava nella nostra città, ma – riporta repubblica.itnon abbiamo avuto alcun contatto con lui, in passato” ha spiegato Quinn Averett, portavoce del dipartimento di Polizia di Mesquite. In una città dal bilancio di un omicidio all’anno, dove la maggior parte dei 20.000 abitanti sono pensionati, Paddock era praticamente passato sempre inosservato.

La rivendicazione dell’ISIS

Una “sparatoria terribile. Le mie più vive condoglianze alle famiglie delle vittime“, ha scritto su Twitter il 45° presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump. Una sparatoria che ricorda la strage del Pulse di Orlando, avvenuta per mano di Omar Mateen, soprattutto se si bada alla notizia dell’ultima ora riporta da corriere.it: l‘ISIS infatti avrebbe rivendicato la paternità dell’attentato, definendo Stephen Paddock, uomo bianco americano, uno dei nuovo soldati del Califfato. Lo stesso, peraltro, si era convertito da poco all’Islam, cambiando il suo nome in Samir Al-Hajib.

Eppure la Polizia di Las Vegas sembra non considerare ancora la sparatoria “un atto di terrorismo“, per loro il movente dell’assassino è ancora da chiarire completamente. A rincarare la dose di scetticismo in merito a tale rivendicazione è stata poi l’amministrazione degli USA, spiegando come “non c’è alcun segnale che – riporta corriere.itindichi un legame del killer di Las Vegas con gruppi del terrorismo internazionale“.

Foto in copertina: Heavy.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *