La leggenda di Jesús Malverde

Ieri sera Roberto Saviano nella seconda puntata della sua trasmissione “King of Crime“, trasmessa sul canale NOVE, ha parlato della storia di Joaquín Guzmán, il massimo esponente del Cartello di Sinaloa: introducendo El Chapo, soprannome con cui fu ribattezzato Guzmán, Saviano nomina un certo Jesús Malverde; ma chi era costui? E perchè è stato citato nell’apertura di una trasmissione dedicata (nel caso specifico) ad uno dei più importanti boss della droga mai esistiti?

Per parlare di Malverde, però, è doveroso fare una premessa: esistono così tanti racconti, così tanti miti sulla sua vita che è praticamente impossibile delineare la cronistoria della nascita del suo mito. Al momento esistono due scuole di pensiero in tema: la prima sostiene che Malverde sia esistito realmente, credendo ad una tradizione secondo cui il suo vero nome era Jesús Juárez Mazo e la sua data di nascita era il 24 dicembre 1870, la seconda afferma che egli sia solo il frutto di una credenza popolare atta a dare giustizia ad un Messico che giustizia non dava, creando fame, nonostante si lavorasse come degli schiavi. [minuto 6.35] «Signore chi tiene terra non la coltiva, e chi la coltiva non tiene terra» così un contadino messicano risponde a Mario (Diego Abatantuono) nel film “Puerto Escondido” di Gabriele Salvatores (1992). 

Insomma il ‘bandito generoso’, come molti lo chiamavano, ha (tutt’oggi) attorno a sé un fitto alone di mistero: curioso come egli si chiamasse, secondo la prima teoria, ‘Gesù’ e fosse nato proprio la vigilia di Natale.  Per le credenze locali, il Robin Hood messicano operava nella città più grande dello stato di Sinaloa, Culiacán: divenuto fuorilegge dopo che il padre era morto di fame, Malverde derubava i potenti latifondisti per donare le loro ricchezze ai poveri, che gli stessi sfruttavano nelle loro terre. Fu per questo suo operato ‘benefico’ che egli si guadagnò persino l’appellativo di santo. E sebbene la chiesa cattolica, ad oggi, non ne riconosce l’effettiva santità, il culto locale lo erge molto più in alto di un semplice mito: tutto parte dalla sua morte.

Si dice infatti che Malverde, a seguito di tutte le sue scorribande, avesse attirato l’attenzione del governatore di Stato dell’epoca, tanto che quest’ultimo gli mise contro l’intero corpo di Polizia locale. Tutte le versioni della sua morte hanno un punto comune: la vittoria del braccio armato della legge alla fine dei conti. Eppure tutte differiscono come modalità di svolgimento: per alcuni fu ucciso in uno scontro a fuoco, per altri venne venduto dai suoi compagni alla Polizia, per altri ancora fu prima catturato e poi giustiziato. Quest’ultima versione però non finisce con la morte di Valverde: il governo, infatti, si racconta che deliberò il divieto di sepoltura dei dei resti del bandito. Questa delibera, da che doveva essere un mero monito, divenne il deus ex machina per rendere il cadavere di Valverde una vera e propria reliquia. Anche qui non è difficile trovare analogie storiche col passato: William Wallace (Scozia, 1270-1305), eroe nazionale scozzese, fu infatti catturato e giustiziato, e i suoi resti vennero esposti per tutto il regno come ammonimento.

La leggenda narra che, per rispondere al divieto del Governo e onorare la memoria di un vero e proprio eroe del popolo, ogni persona che passava vicino alle sue spoglie era solita prendere una pietra e adagiarla nei pressi della salma: del resto nessuno stava tecnicamente ledendo il veto, se non fosse per il fatto che pietra dopo pietra si venne a creare un vero e proprio santuario. Il suo sepolcro, con l’espansione della città, si è poi spostato, ma senza mai perdere la sua forza di attrazioni: fiori, candele, placche commemorative, tutti – ad oggi – passano dal ‘bandito generoso‘ a recitare una preghiera.

E come si collega una storia simile ai Narcos? La storia di Malverde è stata da sempre una fonte di ispirazione per tutti i narcotrafficanti messicani, egli rappresenta sia un modello da seguire che un santo da pregare. Tutti i re del Cartello hanno alle spalle storie di fame e miseria, lo stesso Chapo – spiega Saviano – era così povero che da piccolo prendeva le banconote finte, come quelle del Monopoli, e le contava, per poi darle alle madre dicendole “mettile da parte“. E laddove lo stato messicano non arriva, arriva la leggenda del santo di Culiacán.

Hoy ante tu cruz postrado ¡oh Malverde!, mi señor, te pido misericordia y que alivies mi dolor. Tú que moras en la gloria y estás muy cerca de Dios, escucha los sufrimientos de este humilde pecador. ¡Oh Malverde milagroso! ¡oh señor!, concédeme este favor y llena de gozo mi corazón. Dame salud, señor de mi reposo, dame bienestar y seré dichoso”.¹


¹Preghiera messicana dedicata a Jesús Malverde (fonte: cuartoscuro.com.mx/2010/04/jesus-malverde-ii/)

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