Eminem contro Trump: rime al veleno

Il 6 ottobre scorso il rapper americano Eminem è tornato a far parlare di sé pubblicando un video musicale che ha fatto molto discutere e che nel giro di pochi giorni è diventato virale.


In un video di appena 4 minuti girato in un garage della sua città, Detroit, il cantante si è cimentato in un free-style caratterizzato da una continua invettiva nei confronti del presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump.

Un free-style intitolato “the Storm” (la tempesta), dove, con una scenografia del tutto assente, spunta la figura del rapper, incappucciato, vestito di nero e con la barba incolta che si scaglia contro il suo presidente.

Il testo è molto duro nei confronti di Trump che viene epitetato come “kamikaze che causerà un olocausto nucleare“. Un testo da cui traspare da ogni parola, da ogni rima profondo disprezzo per la persona di Trump e per la sua politica.

Eminem critica l’operato del presidente, focalizzato più ad una politica razzista, per il quale è famoso in tutto il mondo, come ricorda il rapper, che ai problemi che attanagliano lo stato americano. Tra questi menziona la riforma sulle armi in Nevada, l’immigrazione e la crudeltà e la violenza usata dalla polizia. Proprio in merito a questo argomento fa riferimento anche alle proteste dei giocatori del NFL (la lega di football americano) che si inginocchiano per protesta durante l’inno nazionale prima delle partita. Comportamento che non è piaciuto allo stesso Trump e sul quale più volte ha espresso il proprio disappunto su Twitter. Proprio da qui parte una nuova invettiva di Eminem che mette in luce come il presidente si preoccupi più a criticare gli altri o a far nascere battibecchi sui social media, piuttosto che risolvere i problemi degli States.

Il rapper si focalizza anche sull’ipocrisia mostrata da Trump che, dopo aver criticato la sua sfidante alle presidenziali Hilary Clinton, per la sua vita lontana dagli elettori e per i troppi viaggi, spesso a spese dei cittadini, si comporta in maniera identica a ciò che avevo contestato e per i quali aveva diffamato pubblicamente la rivale. Anzi continua dicendo che “mentre tutto salterà in aria lui metterà benzina nel suo aereo e volerà in giro aspettando che il casino finisca e le bombe smettano di cadere”,
Non è la prima volta che il rapper prende di mira il magnate. L’anno scorso, durante la campagna elettorale, fece uscire un brano in cui definiva Trump un “fucking loose cannon” (una fottuta mina vagante).

All’inizio di quest’anno, invece, ha chiamato il Presidente uno “stronzo”.

Il rapper ha anche voluto far presente che chi sostiene Trump non può essere contemporaneamente un suo fan: “Per qualunque mio fan che sia un suo sostenitore, questa è una linea nella sabbia: o con me o con lui”.

 

-Ferdinando Piazza

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