Morta la giornalista maltese Caruana Galizia: stava investigando sui Malta Files

Cronaca di una morte annunciata

Nella giornata di ieri tutto il mondo ha appreso la notizia della morte di Daphne Caruana Galizia (53), nota giornalista investigativa maltese. La donna era a Bidnija, cittadina ubicata nella parte settentrionale dell’isola di Malta, quando è stata uccisa dall’esplosione della sua automobile, una Peugeot 108, causata da un ordigno molto potente. “Il cadavere era irriconoscibile” hanno detto i poliziotti giunti sul luogo. Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa inglese Reuters, non si può certamente parlare di un incidente. 

Chi ha messo quindi una bomba sull’autovettura di Caruana Galizia? La giornalista stava seguendo da tempo una inchiesta internazionale (che poi documentava sul suo blog) sui Malta Files, oggetto dell’inchiesta giornalistica sarebbe proprio l’isola che le ha dato i Natali, tacciata di essere diventata un paradiso fiscale dell’Unione Europea. Eppure – citando il titolo di uno dei romanzi di Gabriel Garcia Marquez – questa notizia potrebbe essere semplicemente la ‘Cronaca di una morte annunciata’: la donna – secondo quanto riporta tpi.it – aveva ricevuto delle minacce di morte circa due settimane fa.

Una vita al servizio dell’informazione

Caruana Galizia, comunque, è stata sempre in prima fila per quanto riguarda le grandi inchieste: dalle prime pagine del Times of Malta (giornale in cui iniziò a scrivere nel 1987) al grande scandalo dei Panama Papers passando per il suo blog Running Commentary (dove parlava della corruzione nel suo Paese). Il Premier maltese, Joseph Muscat, ha definito la morte della giornalista “un barbarico attacco alla libertà di stampa”“Non mi fermerò – riporta tpi.it fino a quando non sarà fatta giustizia. Il nostro paese lo merita”, ha poi affermato il Primo Ministro in questione.

Muscat conosceva bene comunque la giornalista, dato che una delle sue inchieste aveva riguardato anche la moglie del leader dell’Esecutivo maltese, Michelle. La first lady era stata accusata di essere la beneficiaria di Egrant, una società che muoveva grandi quantità di denaro su conti bancari in Azerbaigian e con sede a Panama, rinomato paradiso fiscale. La stessa aveva poi scoperto, analizzando sempre i Panama Papers, l’esistenza di due società off-shore intestate rispettivamente a Konrad Mizzi, ministro dell’energia maltese, e Keith Schembri, capo dello staff di Muscat. Insomma, Caruana Galizia era un profilo così ‘scomodo’ che Politico ha scelto di inserirla nella lista dei 28 personaggi che stanno “modellando e agitando l’Europa”.

La Panama del Mediterraneo

La giornalista poi aveva accusato anche «Adrian Delia, il leader del partito nazionalista maltese, accusandolo di aver fatto l’avvocato – scrive letteralmente ANSA – per una compagnia maltese basata a Londra che era finita nelle maglie di un’inchiesta per corruzione». Insomma, Caruana Galizia non piaceva a nessuno dei potenti americani: basti pensare che la sua inchiesta sui Muscat aveva costretto il Premier ad anticipare le elezioni (poi comunque vinte). Del resto accusare il Governo di avere legami col regime azero di Iham Aliyev non era certo una cosa di poco conto. Il suo non guardare in faccia nessuno, maggioranza o opposizione, l’aveva portata a conoscere storie di corruzione che i maltesi (e non solo) meritavano e meritano di conoscere.

L’ultimo articolo di Caruana Galizia è datato 16 ottobre: uscito alle ore 14.35, aveva ancora parlato di Mizzi e della sua Malta trasformata in una ‘nuova Panama’. La conclusione del breve pezzo è emblematica: «Ci sono dei criminali ovunque si guarda adesso. La situazione è disperata».

Foto immagine in evidenza: Reuters

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