Formula 1: Hamilton allunga, Mercedes campione costruttori

Il GP degli USA di Formula 1 non ha assegnato il titolo iridato a Hamilton, come pure era possibile, ma ha permesso al campione inglese di aumentare il suo vantaggio sul pilota tedesco della Ferrari, Sebastian Vettel, e alla sua scuderia di vincere già il campionato costruttori.
Anche oggi Hamilton, aiutato da una Mercedes in ottima forma, ha confermato la sua maturazione come pilota. Questa affermazione può sembrare strana, se riferita a uno che ha già vinto tre mondiali, ma il campionato 2016 – vinto meritatamente da Rosberg – altrettanto meritatamente è stato perso da Hamilton, a causa degli errori alla partenza di numerosi Gran Premi.
Quest’anno l’inglese è cresciuto, appunto, e non ha mai sbagliato, collocandosi di diritto fra i migliori piloti di tutti i tempi.
Nelle prove libere dell’altro ieri era un piacere vedere le sue traiettorie perfette nelle curve ad S del circuito texano, sembrava un treno sui binari.

 

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L’anno scorso, alla domanda su chi fossero i migliori piloti in attività, uno che se ne intende, Luca Montezemolo, rispose che il migliore era Alonso, seguito da Hamilton e Vettel.
Oggi probabilmente direbbe che l’inglese ha eguagliato lo spagnolo ed è un vero peccato che Fernando non abbia una vettura degna di lui, perché ne vedremmo delle belle.
Vettel oggi ha fatto quello che ha potuto, ma ha dovuto rassegnarsi di fronte alla superiorità della vettura dell’avversario.
Da segnalare ancora una volta le doti di Max Verstappen, destinato a diventare uno dei grandi dei prossimi anni.
Dispiace che l’oriundo siculo-calabro Ricciardo si sia dovuto ritirare per un guasto, perché anche lui meritava di più.
Fra i giovani si segnalano ancora una volta Sainz e Ocon, autori entrambi di un’ottima gara.

–  Salvatore Azzuppardi

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