#SWCatania17 raccontato dai mentors

L’evento più atteso dai giovani aspiranti imprenditori, StartUp Weekend Catania 2017, sta per avere inizio. Si terrà infatti questo fine settimana, dal 27 al 29 Ottobre, in Via Simeto 23, nei pressi di Città della Scienza.


Ogni anno l’obiettivo di questo evento è quello di dare l’opportunità ai giovani di riuscire a realizzare un’idea di impresa valida ed efficace; naturalmente il tema centrale di Start Up Weekend non è mai lo stesso e quest’anno è stato scelto quello delle Smart Cities, con particolare attenzione alle tre verticali: mobilità, energia e rifiuti.

I partecipanti avranno a disposizione solo tre giorni (per la precisione, 54 ore) per sviluppare la loro idea di impresa e saranno guidati da vari coatches e mentors.

Venerdì pomeriggio, dopo l’opening, che si terrà alle ore 14, tutti i partecipanti presenteranno le loro idee; la sera le stesse idee verranno giudicate e le più apprezzate saranno per l’appunto oggetto di sviluppo nei giorni che seguiranno.

L’evento si concluderà domenica pomeriggio, quando verranno ripresentate le idee, ormai perfezionate, e successivamente giudicate da una giuria composta da imprenditori ed investitori di rilievo, che potranno anche decidere di avviare un rapporto di interesse.

Ma abbiamo chiesto a chi, più di noi, sa cosa vuol dire partecipare attivamente a questo evento, vivendolo a 360 gradi.

Abbiamo voluto intervistare in un’insolita intervista a tre Dario Maccarone, Michel Murabito e Bob Liuzzo, che saranno tra i tanti coaches e mentors che prenderanno parte all’evento.

Per ogni evento, SW propone tematiche differenti. Cosa vi ha spinto quest’anno a sceglierne una tanto delicata quanto importante come quella delle “smart cities”?

Michel: Credo che il tema sia molto attuale, le nuove tecnologie possono migliorare il modo di vivere delle persone, che sia a casa, in giro per la città o durante gli spostamenti quotidiani.

Bob: Non sono artefice della scelta della tematica proposta, mi hanno invitato in qualità di “mentor” per poter dare consigli e pareri sulla comunicazione visiva che le nuove aziende partecipanti stanno utilizzando per identificare la loro comunicazione e aiutarli a renderla unica esprimendo i valori principali. In ogni caso sono un grande sostenitore del nuovo concetto di “smart cities” o, per evitare inutili inglesismi, “città interattive“.

La trasformazione da “luogo fisico” a “esperienza multi-sensoriale” e “multi-informativa” ci permetterà di abbattere inutili barriere che abbiamo creato in passato. Comprendere la città non più come asfalto da calpestare o portone da aprire è il primo passo verso quello che molti definiscono una “mente collettiva” che ragiona e scambia informazioni all’unisono e da infinite possibilità di crescita e sviluppo.

Dario: Oggi la modernizzazione delle nostre città, la soluzione di tanti problemi quotidiani e la transizione verso stili di vita più sostenibili passa anche dallo sviluppo tecnologico e dall’implementazione di soluzioni smart. Smart city significa proprio integrare soluzioni tecnologiche e digitali alle nostre città per migliorarne i servizi al cittadino, i trasporti e la mobilità urbana, la gestione dei rifiuti ed il riutilizzo degli scarti, per eseguire un monitoraggio dei fattori inquinanti e poter intervenire tempestivamente, favorire la partecipazione dei cittadini e tanto altro. Catania, nonostante possegga tutti gli elementi necessari per favorire un fiorente ecosistema dell’innovazione, è però lontana dal potersi considerare una smart city. L’aver scelto questo tema per lo startup weekend rappresenta un’ottimo segnale per la nostra città perché da un lato si accendono i riflettori e si fa education sulle enormi potenzialità che applicare al nostro contesto urbano soluzioni in questo ambito possono produrre, dall’altro perché alla fine delle 54 ore della manifestazione di fine ottobre potrebbero nascere dei progetti concreti in grado di trasformare Catania in una smart city.

Per la prima volta l’organizzazione vedrà tra i partner l’Università di Catania. Siete soddisfatti di questa collaborazione? Quale valore aggiunto pensate possa dare all’evento?

Michel: Sono convinto che ogni attore del territorio possa migliorare notevolmente questo genere di iniziative, ovviamente l’università è il luogo ideale dove sviluppare ed evolvere queste idee, un partner così è quasi indispensabile per questo genere di iniziative!

Bob: Per quanto, come ospite, venga anche io da un ambiente accademico (lo IED di Milano) mi trovi abbastanza combattuto nell’esprimere un’opinione sulla presenza dell’Università di Catania tra i partner. Ritengo l’Università un’entità molto accademica che molto spesso rinnega lo sviluppo e la sperimentazione ma sicuramente averla tra i partner è un forte segnale di cambiamento all’interno di questa istituzione. Ritengo però più corretto dire che saranno i partecipanti di SW ad apportare un valore aggiunto all’Università e non il contrario facendo capire che l’insegnamento e la ricerca oggi non passano solo da muri, aule e docenti ma dal confronto con ogni genere di cultura ed esperienza.

Dario: L’Università di Catania ha già dimostrato negli ultimi anni di essere attenta al mondo dell’innovazione digitale e imprenditoriale ed il fatto che sia voluta salire a bordo come partner dello startup weekend ne è ulteriore conferma. L’ateneo metterà a disposizione la location dell’evento ma anche alcune delle sue professionalità e mi auguro che vorrà continuare ad accompagnare i team che si formeranno e a seguirne i progetti supportandoli con know-how, tecnologia e, come già avvenuto in passato, candidarsi come partner per agire come vero e proprio living lab.

 

Cosa ne pensi della struttura organizzativa di quest’anno?

Michel: Credo che l’organizzazione, come sempre sia impeccabile. Inutile dire che seguo il movimento delle startup siciliane e di Catania da anni, e questo ulteriore Startup Weekend è la dimostrazione che le cose possono funzionare ovunque, soprattutto quando gli organizzatori credono fermamente in ciò che fanno!

Bob: Se non ti dispiace risponderò a questa domanda solo a weekend concluso. Non sono un’amante del giudizio prima dell’esperienza, di solito questo modo di fare apre il baratro del pregiudizio e preferisco tenerlo chiuso. Conosco molti degli organizzatori di questo bellissimo evento che per me sono sinonimo di garanzia ma il mio pensiero potrò darlo solo alla fine (e sono convinto che sarà più positivo di quanto immagino).

Dario: Organizzare uno Startup Weekend non è cosa semplice soprattutto quando c’è la voglia di alzare l’asticella più in alto ad ogni edizione. Per Catania rappresenta uno degli eventi centrali in ambito startup e inevitabilmente chi ne prende in carico l’organizzazione sente anche il peso delle aspettative che si vengono a creare. Conosco molto bene le persone che fanno parte del gruppo organizzativo e conosco la grande passione che ci mettono.

Definite lo Startup Weekend Catania in una parola!

Michel: Indispensabile!

Bob: Ci tieni proprio a mettermi in crisi, una parola potrebbe essere “PETALOSO“, si, “PETALOSO” perché ormai è una parola anche se molti di noi non l’accettano. PETALOSO perché cerca di raccogliere esperienza e non accademia, perché comunica sensazioni piuttosto che informazioni!

Dario: A differenza di tanti eventi che si concludono quando avvengono, uno startup weekend quando si conclude rappresenta l’inizio di qualcosa. Quest’anno il tema è molto importante quindi, se mi sono concesse 2 parole, direi “fresh start“. Un nuovo inizio, per le persone che ne prenderanno parte, per i progetti che saranno generati e per la nostra città se sarà in grado di cogliere questo potenziale.

Quale consiglio vorresti dare ai partecipanti prima dell’inizio dei lavori?
Michel: Fate del vostro meglio, impegnatevi ma non prendetevi mai troppo sul serio. Cercate di affrontare i problemi e non aggirarli, siate sognatori ma tenete i piedi per terra e ricordate sempre che con la giusta idea e la giusta motivazione i risultati arriveranno!

Bob: I consigli li lascio ai guru del web, ai MOTIVATORI con il tasto play. Ma se proprio insisti ecco il mio consiglio:

Combattete per essere ciò che di più difficile ci sia al mondo: VOI STESSI!

E siatelo sia prima che dopo l’inizio dei lavori, vi assicuro che il “voi stesso” di prima non è mai il “voi stesso” di dopo.

Dario: Pensare oltre gli schemi, lasciarsi trascinare, conoscere e lavorare con persone nuove, approfittare dei consigli che riceveranno dai mentors, mettersi in gioco, mettercela tutta.

 

PS. Se volete partecipare, siete ancora in tempo!

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Roberto Faraci
Matteo Musmeci

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