THOR: RAGNAROK – è un film Degno?

Caos, distruzione, morte. Nella mitologia norrena è questo il Ragnarok: la battaglia di tutte le battaglie, dove Bene e Male periscono insieme. Nell’immaginario collettivo, quindi, tutto questo è qualcosa che trascende l’epicità, che va ben oltre essa.

Quando venne per la prima volta annunciato il titolo del terzo capitolo cinematografico dedicato al Dio del Tuono, le aspettative divennero ben alte. Dopo un discreto primo film ed un secondo decisamente da dimenticare, la domanda è sorta spontanea: che sia il primo film degno di Thor?

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Le prime perplessità giunsero con la scelta del regista: il neozelandese Taika Waititi. Waititi è noto per il suo sfrenato umorismo e per la sua grande vena comica; non proprio il regista a cui i fan avevano pensato per dirigere un film dal titolo così cupo e drammatico. Difatti, Thor: Ragnarok è tutt’altro che questo.

Sin dall’inizio, il dilagare di battute e momenti irrisori è talmente impressionante che difficilmente riuscirete a prendere seriamente i pochi momenti introspettivi e drammatici presenti nel film. Waititi mette in gioco un lato di Thor mai visto, rendendolo capace di una comicità ancor più esagerata di quella già sperimentata in Guardiani della Galassia. Il che, però, non deve necessariamente essere un male. Certo, talvolta questa comicità può risultare fuori luogo ed eccessiva ma, se non altro, è capace di intrattenere fino alla fine.  Vista la spettacolarità delle scene d’azione, però, tutto il resto è perdonabile. E poi, Thor: Ragnarok ha qualcosa che i capitoli precedenti non avevano: ha un Hulk.

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Il Gigante Verde è uno degli aspetti più attesi della produzione. In seguito agli eventi di Avengers: Age of Ultron, Hulk finisce su Sakaar, un pianeta dominato dalla figura del Gran Maestro (Jeff Goldblum), fondatore di un gioco dove potenti gladiatori si sfidano per intrattenere e soddisfare la sete di sangue del vasto pubblico, diventando facilmente il campione più amato dalla popolazione di Sakaar. Questo arco narrativo dedicato al Golia Verde è tratto dalla famosa saga a fumetti Planet Hulk, dove, però, Thor e ogni altro membro del film sono assenti.

Perché allora inserirlo in un film su Thor?” Potrete chiedervi. La risposta è semplice. Poiché i diritti per un film standalone su Hulk sono in mano alla Universal e poiché non si riesce a giungere ad un accordo come quello raggiunto con Sony per Spiderman: Homecoming, Kevin Feige ha optato per sviluppare, all’interno di altri film, un arco narrativo dedicato ad Hulk, facendo crescere il personaggio donandogli lo spazio che merita. Ragnarok, difatti, è il primo di una “trilogia” su Hulk, che culminerà in Avengers 4.

Come tutti i cinecomic, anche questo, ovviamente ha un villain. Hela, la dea della morte è la minaccia più grande che Asgard si è mai trovata ad affrontare. Interpretata dalla sublime e magistrale Cate Blanchett, Hela, sebbene spinta da motivazioni non proprio originali, si classifica in un posto decisamente alto tra i villain del Marvel Cinematic Universe visti finora.

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Thor: Ragnarok non è tra i migliori film dell’MCU, ma di certo è il primo film del Dio del Tuono a rimanere impresso. Se il titolo non fosse stato “Ragnarok”, tutta la comicità della pellicola non sarebbe apparsa così eccessiva e a tratti fuori luogo. Tuttavia, la spettacolarità presente qui tocca vette altissime, regalando momenti di eccitazione indimenticabili. Thor: Ragnarok è un film che aveva tutte le carte per essere talmente epico da sfiorare proporzioni bibliche, ma preferisce rimanere coi piedi per terra regalando comunque un alto coefficiente di spettacolarità e una non sempre ben accetta comicità. Quest’ultimo film, insomma, non riesce a sollevare il Martello, ma lo smuove. E non è cosa da poco.

Nel cast: Thor (Chris Hemsworth), Hulk (Mark Ruffalo), Hela (Cate Blanchett), Loki (Tom Hiddleston), Valchiria (Tessa Thompson), Gran Maestro (Jeff Goldblum), Heimdallr (Idris Elba), Odino (Anthony Hopkins)

-Giovanni A. Amato

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