Cosa sono i Paradise Papers?

Paradise Papers: è il nome dell’ultimo scandalo correlato ai paradisi fiscali e societari – dopo i Panama Papers – e che ha coinvolto milioni di uomini di spicco del panorama mondiale, da politici a criminali passando per attori e cantanti.

13,4 milioni di documenti su società off-shore

Ancora una volta il giornale tedesco Suddeutsche Zeitung, entrato in possesso di questi documenti, ha scelto di condividerli con l’International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ), aprendo così un’indagine dove sono stati coinvolti – stando ai numeri riportati da L’Epsresso – 380 giornalisti, 67 Paesi e 96 media mondiali tra cui il New York Times, The Guardian, Le Monde e anche l’Espresso. Numeri, forse, ‘irrisori’ se paragonati alla quantità di file rivelati e da analizzare: si parlerebbe infatti di circa 13,4 miliardi di documenti su società off-shore. Ma prima di andare avanti è doveroso spiegare cos’è una società off-shore: essa non è altro che una persona giuridica registrata con le leggi di uno stato estero (spesso una nazione con imposizione fiscale minima, c.d. Paradisi Fiscali) che tuttavia, opera al di fuori della giurisdizione in cui è stata registrata. Tanti anche i nomi legati a questi file: il segretario al commercio di Trump, il tesoriere di Trudeau, ecc.

Appleby e Asiaciti Trust

Così come i Panama Papers provengono dallo studio Mossack Fonseca, anche i Paradise Papers hanno un’origine che – nel caso specifico – porta a due studi gestori di società off-shore: Appleby, fondato alle isole Bermuda, e Asiaciti Trust, fondata a Singapore. La prima, poi, ha nove filiali in altrettanti paradisi fiscali, mentre la seconda solo 7. La più grossa, quindi, è certamente Appleby, ma non tanto per il maggior numero di sedi, quanto per la quantità di file di cui disponeva: 7 milioni contro i 560 mila di Asiaciti Trust. E ancora – secondo quanto riporta L’Espresso – sono saltati fuori circa 19 registri commerciali gestiti dai Governi di buona parte dei paradisi fiscali mondiali – tra cui ormai si può annoverare anche Malta – contenenti ben 6 milioni di dati. Tutto naturalmente a rigor di segretezza, dato che il titolare di società off-shore ha facoltà di restare segreto. Appleby, comunque, non ha mai risposto a nessuna richiesta di spiegazione da parte dell’ICIJ, limitandosi a pubblicare un semplice comunicato su Internet dove si dichiara “soddisfatta che non ci siano prove di qualsiasi irregolarità”. Per loro non c’è nulla di sporco: “Siamo soggetti a frequenti controlli degli enti regolatori e siamo impegnati a raggiungere gli elevati standard da loro imposti” affermano.

 

Politici e non solo

Tra i nomi dei Paradise Paper, comunque, compaiono anche uomini e donne di spicco del panorama artistico mondiale. Ad esempio, Bono, cantante degli U2, il cui vero nome è Paul Hewson, detiene quote di una società registrata a Malta, la quale a sua volta ha investito in un centro commerciale in Lituania; la società è stata poi chiusa nel 2015 e – in base a quanto affermato dal suo portavoce – Bono era un semplice investitore di minoranza. E ancora Paul Allen: il co-fondatore di Microsoft è stato infatti protagonista di investimenti su yacht di lusso e sottomarini realizzati medianti società off-shore.

Legale o illegale?

Questo tipo di persona giuridica è ad oggi legale: per evitare di andare in contro alla legge, infatti, basta semplicemente dichiararle al fisco alle autorità nazionali competenti. Eppure l’elemento della segretezza spiana spesso la strada all’illegalità: politici corrotti, riciclatori di denaro e persino narcos ne approfittano per celare i loro affari. Tutto il mondo parallelo correlato a questo tipo di società “rende il povero più povero” e “aumenta la diseguaglianza”, spiega la professoressa Brooke Harrington, docente della Copenhagen Business-School, a ICIJ. Infatti, spesso e volentieri, queste società non hanno nemmeno un dipendente: sono semplici fantocci atti ad eludere le forti imposizioni fiscali dei Paesi d’appartenenza dei titolari

Fonte immagine in evidenza: ICIJ

Francesco Raguni

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