Zimbabwe, arrestato il Capo dello Stato: Harare occupata dai militari

HARARE − In questa settimana, nel cuore dello Zimbabwe, si sta consumando un vero e proprio colpo di Stato, seppur l’esercito locale non voglia farlo sembrare tale. Inizia tutto martedì 14 novembre: durante la notte – secondo quanto riportato dal The Post Internazionale (d’ora in poi tpi.it) – quattro carri armati si dirigono verso la capitale, ancora non sembrano essersi placate le tensioni dovute al licenziamento di Emmerson Mnangagwa, l’ex vice presidente deposto dal Capo dello Stato Robert Mugabe, su indicazione della moglie Grace. Proprio Mnangagwa era il candidato principale alla prossima presidenza, vista peraltro la venerande età del presidente attuale: 93 anni. La notte successiva, comunque, l’esercito prende il controllo della televisione nazionale (ZBC). Il generale S.B. Moyo afferma in un comunicato ufficiale che è tutto sotto controllo: “Vogliamo chiarire che non si tratta di una presa militare sul governo. Quello che fanno le forze di difesa dello Zimbabwe è pacificare – riporta tpi.it  una situazione politica, sociale ed economica degenerante nel nostro paese, che può comportare un violento conflitto”. Di Mugabe nessuna notizia.

Il 15 novembre 2017 in Zimbabwe

Successivamente sempre più veicoli armati e militari bloccano il centro di Harare, concentrando la loro presenza nei dintorni degli edifici del Governo e vicino la casa dell’attuale Capo dello Stato. Parallelamente Zanu – PF, partito di governo (a cui appartengono sia Mugabe e Mnangagwa), afferma su Twitter che il presidente e la sua famiglia sono stati presi dall’esercito, tuttavia non parla di golpe, ma semplicemente di “transizione di potere – riporta tpi.itsenza spargimento di sangue“, parla di un “arresto di persone corrotte e il fermo di un uomo anziano che veniva sfruttato dalla propria moglie“. “C’è stata la decisione di intervenire perché la nostra costituzione è stata compromessa“: così Zanu – PF giustifica i colpi sentiti sparare in centro, la cui paternità è stato peraltro attribuita ad alcuni ribelli. E vista l’assenza momentanea di Mugabe, Mnagngawa è stato messo a capo del partito: una strana coincidenza.

Conflitti intestini

La nebbia attorno a questa situazione che sta vivendo lo Zimbabwe sembra infittirsi, poi però arriva un’altra notizia che ci aiuta a fare luce sulla questione: alcuni media locali affermano che Ignatius Chombo (Ministro delle Finanze) è stato arrestato. Chombo era uno dei leader di G40, una fazione di Zanu – PF che sostiene Grace Mugabe, moglie del presidente arrestato. Proprio la stessa Grace che si dice avrebbe ordinato la detronizzazione di Mnagngawa. Adesso il puzzle sembra parzialmente completo: c’è una donna che sfrutta il marito anziano (per interessi politici) e saltano fuori dei conflitti intestini di partito. Ora la palla passa all’ex vice presidente, la situazione inoltre è tutt’altro che risolta: il dado ormai è tratto, cosa accadrà nei prossimi giorni nel cuore dell’Africa?

Il nuovo Hitler

1987-2017: dopo praticamente 40 anni di potere, Mugabe è finito agli arresti domiciliari. L’ex capo dello Stato è stato, comunque, da sempre un personaggio molto particolare: “sono ancora l’Hitler di questi tempi. Questo Hitler ha un solo obiettivo: giustizia per la sua gente, indipendenza per la sua gente e la difesa dei loro diritti sopra le ricchezze. Se questo significa essere Hitler, allora io sono dieci volte Hitler”, disse il 27 marzo 2003. Del resto un uomo che affermò a gran voce che gli unici uomini bianchi buoni erano quelli morti, che gli omosessuali erano peggio di cani e maiali, non poteva di certo avere come fonte d’ispirazione Nelson Mandela.

Un potere sporco

Nato nel 1924, cresciuto nello Zimbabwe colonia britannica, studiò presso l’Università di Fort Hare in Sudafrica (in cui studiò anche Madiba), ascese al potere nel 1980 con la conquista della carica di Primo Ministro: 7 anni dopo divenne Capo dello Stato. Mugabe, però, ha non poche ombre alle spalle: fu lui a legittimare il massacro dell’etnia Ndebele nel Matabelend, genocidio dove persero la vita ben 20.000 persone. È riuscito a restare aggrappato al potere grazie alla persecuzione e alle violenze perpetrate nei confronti dei suoi oppositori, oltre che a sospetti brogli elettorali. Tuttavia proprio a Mugabe si deve l’alto tasso di alfabetizzazione della Nazione (il più alto di tutto il continente africano, in base a quanto affermato da tpi.it).

L’autunno di Mugabe

 

Con uno sguardo al passato, «quando il potere non era ancora il pantano senza confini della pienezza dell’autunno ma una torrente di febbre che vedevamo sgorgare davanti ai nostri occhi dalle sue sorgenti primarie¹», Mugabe – che fino a poco tempo aveva persino pensato di ricandidarsi e festeggiare i 100 anni con l’ennesima presidenza della sua patria – probabilmente sarà ai domiciliari aspettando che «il tempo incalcolabile dell’eternit಻ finisca.

Francesco Raguni


¹,² – Citazioni tratte da “L’autunno del Patriarca”, Gabriel Garcia Marquez, 1975.

Immagine in evidenza: JEKESAI NJIKIZANA/AFP/GETTY IMAGES

 

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