Il mistero dei Rotoli del Mar Morto

CISGIORDANIA − Secondo quanto riporta focus.it, l’analisi di 33 scheletri umani rinvenuti in quella zona che un tempo corrispondeva alla cittadina di Qumran, ci sta fornendo nuovi dettagli su una comunità religiosa probabilmente connessa ai Rotoli del Mar Morto, i più antichi testi biblici a noi pervenuti. Il corpus di questo ritrovamento, avvenuto tra il 1947 e il 1956 in 11 grotte intorno al Mar Morto, consta di 981 documenti in lingua aramaica, ebraica e greca. Al loro interno sono compresi anche dei racconti non ritenuti autentici, e quindi apocrifi

Gli Esseni

Tuttavia all’interno di questi rotoli vi è un alone mistero: in questi testi si narra anche di una comunità religiosa ebraica che probabilmente era la stessa in cui sono nati e cresciuti o i loro autori o i loro custodi (o guardiani che dir si voglia). Secondo alcuni studiosi tale comunità sarebbe quella degli Esseni, una pacifica popolazione di poche migliaia di abitanti. La loro vita era molto simile a quella condotta dai monaci medievali – secondo quanto riporta focus.it – dato che, oltre a vivere isolati, trascorrevano le loro giornate pregando e lavorando. Gli Esseni videro, però, la loro fine nel 68 dopo Cristo, quando vennero sterminati per essersi uniti alla resistenza contro l’Impero Romano.

A detta degli antropologi dell’Israel Antiquities Authority i 33 scheletri ritrovati l’anno passato avrebbero non poche analogie con la comunità essena: essi risalgono, infatti, a 2200 anni fa, lo stesso periodo storico attribuito ai Rotoli. In base a quanto emerge dalla loro presentazione al  meeting annuale dell’American Schools of Oriental Research di Boston, la forma dell’ossatura del bacino lascerebbe pensare che si trattasse di uomini tra i 20 e i 50 anni d’età, che probabilmente conducevano una vita ascetica nel deserto. Ad avvalorare questa tesi – ed escludere l’ipotesi che fossero guerrieri – è stata anche l’assenza di ferite nei resti ritrovati. Tra i 33 corpi non vi è stato rinvenuto nemmeno uno scheletro femminile.

Purtroppo, ad oggi, è praticamente impossibile affermare che gli Esseni fossero gli autori di questi documenti. Tuttavia dalla vicinanza temporale tra gli stessi manufatti e la popolazione in questione si può desumere che gli Esseni fossero comunque i loro custodi e ne portassero avanti la memoria e la tradizione.

La dodicesima grotta

Oltre alle 11 grotte, ne è stata poi scoperta una dodicesima che, al contrario delle altre, è stata saccheggiata dai cercatori di tesori. La prova del loro passaggio – secondo quanto riporta focus. it – è stata accertata dal ritrovamento di un piccone durante gli scavi condotti dagli archeologi dell’Hebrew University of Jerusalem’s Institute of Archaeology e della Liberty University della Virginia. L’attrezzo sarebbe servito a sfondare le pareti dove erano nascosti tutti i manufatti.

Gli studiosi, infatti, hanno trovato soltanto alcune giare, oltre che alla presenza di antichi resti. Tra questi, ha lasciato pensare che anche lì vi fossero dei manoscritti, la scoperta di una pergamena rinvenuta dentro una brocca, già trattata e pronta per essere scritta, un laccio in pelle da usare per legare i testi scritti ed un panno per la loro protezione.

Francesco Raguni


Fonte immagine in evidenza: Wikipedia

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