Posto fisso e rendita passiva? Quale futuro ci attende?

Il mercato del lavoro attuale è in crisi e questa non è una novità. Purtroppo la situazione attualmente vissuta da alcuni lavoratori non è delle migliori, soprattutto per le sempre minori tutele a loro accordate. Questo va ad incidere in misura sicuramente notevole al famigerato mito del “posto fisso” .

Infatti, un tempo il lavoro tradizionale portava a guadagnarsi una vita sicuramente abbastanza dignitosa. In che modo? Semplice. Venivi assunto da un’azienda e dopo 40 anni circa di lavoro continuativo arrivava la tanto meritata pensione dove si iniziava a percepire uno “stipendio” mensile  senza andare a lavoro, quindi una rendita automatica.

Oggi è possibile concretizzare tale situazione ?

Non esiste una risposta oggettiva, bisognerebbe sempre osservare ed analizzare tutte le circostanze che stanno attorno al mondo del lavoro ed in uno specifico ambito; bisogna analizzare la preparazione, la bravura e la capacità di essere esperti in un determinato settore o in una determinata arte. copertina_INPSNoi siamo ottimisti e vogliamo provare a far un ragionamento: nel momento in cui, nell’arco di tempo che va dai 25 ai 30 anni, si trovi l’impiego che si stava cercando – dovendo lavorare esattamente 42 anni e 10 mesi – si andrebbe in pensione a ben 67/73 anni (immaginiamo un magazziniere all’età di 70 anni in un centro commerciale?). Inoltre, la pensione ammonta a circa il 45%50 %  dello stipendio che si  percepiva (1.200 euro? Pensione che va dai 600 ai 700 euro,  il tutto dopo aver lavorato per tutta la tua vita).

 

Tuttavia abbiamo specificato poc’anzi che siamo ottimisti. Lo scenario opposto e più drastico, ma non per questo irrealizzabile, prevede infatti il mancato raggiungimento dei requisiti contributivi necessari per poterla avere. E’ necessario anche tener conto del come sia stata possibile questa situazione e per fare ciò dobbiamo ripercorrere alcune tappe storiche, economiche e politiche. In ogni caso, per evitare un discorso estremamente lungo e complicato, faremo riferimento a 3 anni:

  • Nel 2002  viene introdotta la moneta unica in Europa, l’Euro. Tutto molto interessante, l’Europa attua l’unificazione monetaria, citata per tanto tempo, peccato però che non si sia tenuto minimamente conto delle reali condizioni economiche e finanziarie di ogni singolo Stato. E in Italia? Potere d’acquisto in picco ed in contrasto con l’inflazione in aumento. Prima botta!

 

  • Nel 2016 i tassi delle banche scendono ai minimi storici. I tempi vissuti a cavallo tra gli anni ’80 e ’90  ed anche 2000, in cui in un anno si riusciva ad avere anche il 15-20 % sui nostri depositi, non esistono più , anzi addirittura adesso se ad esempio che tu depositi 100 euro, dopo un anno ti ritrovi 98 euro ! Quindi stiamo parlando di TASSI NEGATIVI ! Per la prima volta nella storia !

 

  • Nel 2017 ufficializzazione del “Bail in”. Cos’è ? In pratica se la tua banca avesse dei problemi finanziari legati ad un qualsiasi ambito, si prenderà i tuoi soldi per risolvere tali avverse situazioni! Esempi ? Banca Etruria ti dice qualcosa ? I risparmiatori erano al sicuro e tranquilli ed oggi molti di loro, nonostante le varie manifestazioni e proteste organizzate sono ancora in attesa di recuperare  i loro soldi e la maggior parte si trova in una situazione economico- finanziaria molto difficile.

 

  • Sempre sul finire del 2017, moltissime aziende hanno introdotto e da qui in avanti la maggior parte delle aziende seguirà tale flusso, l’automatizzazione del lavoro. Di cosa si tratta? Semplice.

robotSi ritiene che il lavoro svolto da 10 lavoratori possa essere svolto da un solo robot, ragion per cui si investe del denaro sulla creazione di un sistema automatico o ancor meglio di un robot ed “io”, titolare d’impresa, smetto di pagare per sempre 10 lavoratori, ottenendo la stessa produzione grazie ad un robot.

 

Tutti questi fatti ed antefatti hanno comportato questa situazione, ma è proprio dalle difficoltà che talvolta possono nascere le opportunità. Ragion per cui è necessario, in specie alla luce dei fatti avvenuti, cercare di creare un sistema che ci possa quantomeno consentire di avere un’entrata extra. Creare un sistema non è però una strada semplice o immediata, bisogna documentarsi, approfondire e studiare tutti i vari percorsi che si ha l’occasione di conoscere nella vita.

Bisogna lavorare duramente e costantemente per almeno 2-3 anni , diventare esperto in un determinato settore, ci vuole un certo carattere per farlo e bisogna anche sapere come si fa e soprattutto nella fase successiva bisogna agire e mettere in pratica . Questo comporta senz’altro un’imponente mole di lavoro.

E a meno che non si prenda “un buon partito” o un biglietto vincente alla lotteria, la gestione di tale sistema richiede tempo e lavoro, non è un processo che contiene un unico atto o un’unica cosa da fare, ma bisogna sempre creare le occasioni e opportunità per mandarlo avanti e riuscire nel nostro intento e per attuare tutto ciò bisogna anche imparare ad anticipare i cambiamenti che stanno avvenendo.

Creare una “rendita passiva” è un’occasione nella vita che ci fa crescere da ogni punto di vista, che ci porta a dover alzare tutti i nostri standard di organizzazione, di lavoro e di sforzo mentale e ci permette di sviluppare un forte senso di identità verso noi stessi. Solo col duro lavoro possiamo darci una grossa possibilità per crearci un sistema estremamente efficiente, consentendoci senza ombra di dubbio di avere entrate economiche extra.

Solo se cresceremo personalmente allora sarà possibile iniziare a pensare di generare rendite passive.

Per cui sicuramente è un discorso a cui possiamo pensare e aldilà di quello che otterremo, ne vale sicuramente la pena.

 – Salvatore Sambataro

Un pensiero riguardo “Posto fisso e rendita passiva? Quale futuro ci attende?

  • dicembre 21, 2017 in 12:24 pm
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    Pensare (sognare) una pensione, oggi, per un ragazzo di 20-25 anni che si approccia al mondo del lavoro, è pura utopia…

    Risposta

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