La verità sulla principessa Leila



Recentemente ho letto I diari della principessa (“The princess diarist”), ultimo libro autobiografico di Carrie Fisher, distribuito in Italia da Fabbri Editore e qui pubblicato solo dopo la scomparsa dell’attrice, a differenza dell’uscita statunitense avvenuta cinque settimane prima della sua morte.


In questa autobiografia, Carrie parla del suo rapporto con il personaggio che le ha dato notorietà, la principessa Leila (o Leia, per i puristi) Organa, dalla fortunata saga cinematografica di Star Wars.
 L’attrice descrive tutto il lasso di tempo che va dal provino per il ruolo fino all’uscita nelle sale di Star Wars – Il risveglio della Forza; ma se pensate che fosse tutto rose e fiori, vi dovrete ricredere.


La nostra Carrie parla ironicamente di alcuni episodi del suo passato, svela alcuni segreti legati al rapporto col resto del cast, in particolare con Harrison Ford, e dalle sue memorie emerge chiaramente un senso di rimpianto per la piega che ha preso la sua vita.

I fan, i soldi, la fama, i red carpet sono tutti elementi invidiabili e che, per molti, equivalgono alla felicità, ma d’altro canto c’è sempre un prezzo da pagare. Carrie, per esempio, ha perso se stessa.
 Perennemente associata al suo personaggio, ne diventa l’ombra e difficilmente si riesce a scindere le due identità. Carrie diventa succube della sua seconda personalità, incapace di farsi riconoscere per quella che è, mentre è la sua controparte e icona a prendere il sopravvento.

Leila è diventata presto un’icona per generazioni, un personaggio all’avanguardia, l’unica donna in mezzo ad un cast maschile – almeno, nella saga originale – ma non per questo loro inferiore.
 E’ una donna bellissima, forte, un generale e una combattente, un personaggio che ha rappresentato il sogno erotico di molti uomini ma anche un modello da seguire per bambine, ragazze e donne in una realtà ancora molto maschilista.
              Ha anticipato di decenni un filone di personaggi femminili protagonisti di film, libri, serie tv e videogiochi che caratterizza i nostri giorni, e ad oggi non c’è persona che non ne conosca l’esistenza.


Ironicamente, però, ha danneggiato la persona che le ha dato vita sul grande schermo, portandola quasi a pentirsi di averla interpretata.

Questa lettura è assolutamente consigliata agli amanti di Guerre Stellari, dei pettegolezzi, o di entrambe le cose.
 Lo trovate in libreria e online, mentre l’appuntamento per ammirare l’ultima performance di Carrie Fisher è al cinema con il tanto chiacchierato Star Wars – Gli ultimi jedi.

–  Giulia Licciardello

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