Mi fido della mia generazione

Ho fiducia nella mia generazione. Ok, forse non siamo perfetti, forse ci mancano anni di esperienza, ma
 quello che abbiamo, però, è una differenza sostanziale con le precedenti generazioni: non ce ne frega niente se sei bianco, verde, a strisce o pallini.

Se vieni dal nord, dal sud o da Nettuno. Non ci importa.

Il mio cantante preferito è italo-westafricano e canta di unione e lealtà.

Solo metà dei miei amici viene dall’Italia, l’altra metà è sparsa in giro per il mondo.

Dedico il mio tempo a progetti con mire globali, leggo libri che vengono da diverse culture.

La multiculturalità attiva nutre la mia speranza di un mondo migliore.

Siamo la prima generazione divisa solo da qualche bit, la prima generazione che si sente connessa.

E non mi riferisco ad Internet e ai social network con i soliti cliché, no.

Sto parlando di condivisione di idee ed opinioni tra giovani come me attraverso i cinque continenti.


Noi ci troviamo d’accordo su un sacco di argomenti, e quando non lo siamo è meraviglioso discuterne con attitudine costruttiva.

Siamo la prima generazione che vuole abbattere le distanze anziché erigere muri.

Sì, ci manca l’esperienza, ma quella che vogliamo fare è basata sull’accettazione reciproca e sulla differenza come valore.


Sì, ho fiducia nella mia generazione.

Per la versione in inglese, vai a questo link

–  Daniele Pecoraro

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