La fiducia nordica per il futuro

La Svezia è scolpita nell’immaginario collettivo come un luogo freddo, in cui gli abitanti passano il tempo a montare mobili componibili, ascoltare musica in streaming, guidare auto con coefficienti di sicurezza stratosferici e godersi le tiepide giornate durante i sei mesi di luce ininterrotta. Altra caratteristica svedese è il sistema del welfare che (così come in tutta la Scandinavia) accompagna i cittadini durante la loro vita, preso a modello per l’efficienza e l’alto standard dei servizi offerti. Ma con l’avanzare dell’automazione e la crisi dei mestieri tradizionali, può un sistema così complesso resistere?

Io robot

Una domanda appropriata se si pensa che la maggior parte della popolazione nel mondo riesce a condurre la propria esistenza grazie al reddito prodotto attraverso il lavoro. Perciò le persone che dipendono dalle buste paga vivono con una crescente ansia la potenziale ondata di disoccupazione minacciata dall’automazione. Mentre la tecnologia avanza, il costante pericolo della delocalizzazione porta i lavoratori del Nord del mondo a competere con la mano d’opera “a buon mercato” offerta dai paesi asiatici e sud americani, contribuendo a generare ansie e disoccupazione.

Eppure in Svezia…
… Sembra non importare. Mentre negli Stati Uniti la maggior parte della popolazione dimostra “preoccupazione” riguardo allo sviluppo dell’intelligenza artificiale e della robotica, nel paese degli ABBA secondo una ricerca della Commissione Europea l’80% degli svedesi ha opinioni positive in merito all’automazione.
Ylva Johansson, ministro svedese per l’occupazione e l’integrazione, in un’intervista rilasciata al New York Times ha dichiarato: “In Svezia, se chiedi a un leader sindacale,” Hai paura delle nuove tecnologie?” risponderà: “No, ho paura della vecchia tecnologia. I lavori scompaiono e quindi addestriamo le persone a nuovi posti di lavoro. Non proteggeremo i posti di lavoro. Ma proteggeremo i lavoratori.

Innovazione diffusa

Non sorprende che in un contesto simile nascano e proliferino le società hi-tech. Il caso più eclatante riguarda il colosso della musica on-line Spotify che ha rivoluzionato il mondo discografico.
Ma anche nei settori industriali più tradizionali l’innovazione sembra farsi strada senza molti ostacoli. Una parte dell’economia nordica si basa sulle attività estrattive delle materie prime di cui è ricco il territorio scandinavo. In alcune miniere della società Boliden, specializzata nell’estrazione di metalli come zinco e argento, sono stati introdotti veicoli a pilotaggio remoto, robot e camion a guida autonoma (sviluppati dalla Volvo).
Questo ha permesso un aumento della produttività e della sicurezza nelle miniere senza togliere posti di lavoro. Nel pozzo minerario di Garpenberg negli ultimi trent’anni la produzione è raddoppiata e il numero di minatori è rimasto lo stesso, 200 lavoratori che guadagnano circa cinquanta mila euro annui, hanno diritto a 5 settimane di ferie e 480 giorni di concedo familiare da dividere tra i neo-genitori.

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Il senso di comunità
I sindacati in Svezia sono molto forti e riescono ad influenzare anche determinate scelte politiche in materia di lavoro. I contratti collettivi vengono discussi e stabiliti tramite una contrattazione tra i rappresentanti dei lavoratori e gli imprenditori, ma soprattutto vengono rispettati scrupolosamente. I datori di lavoro sostengono finanziariamente enti, i cosiddetti consigli per la sicurezza del lavoro, che hanno lo scopo di formare e trovare un nuovo lavoro a chi l’ha perso con condizioni salariare uguali se non migliori rispetto al precedente impiego.
Il governo si occupa di vigilare sui contratti e offre servizi pubblici di altissimo livello. Il welfare svedese (così come in tutta la penisola scandinava anche se sotto forme diverse) assiste i cittadini “dalla culla alla tomba” offrendo gratuitamente l’assistenza sanitaria (tra le migliori d’Europa), l’istruzione e la previdenza sociale.
Inoltre le aziende che hanno visto i propri risultati finanziari migliorare, redistribuiscono i profitti tra i lavoratori. Gli stipendi sono in costante aumento, a differenza di ciò che accade ad esempio negli USA e in Gran Bretagna dove i salari sono rimasti stagnanti anche quando i profitti delle imprese sono saliti alle stelle.
Un circolo virtuoso per cui i sindacati guadagnano nuovi iscritti (e potere), le aziende riescono facilmente ad efficientare la produzione e migliorare i bilanci, i governi soddisfano le pretese dei cittadini e mantengono salda la pace sociale. Questo è possibile anche grazie alla fiducia che ogni singolo ha nel sistema e nei suoi attori.

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Una questione di sostenibilità
Tutto ciò ha un costo elevatissimo. Basti pensare la tassazione sui redditi delle persone fisiche può variare dal 44% fino 57%, mentre l’aliquota IVA è al 25% (contro l’italico 22%). Soldi che vengono incanalati nelle casse statali e utilizzati in buona parte per la spesa sociale, basti pensare che la Danimarca destina oltre il 27% del proprio PIL al welfare.
Una specie di esproprio che viene comunque ben visto dalla popolazione, qui ritorna il discorso della fiducia, ma che non può essere applicato al resto del pianeta, per ragioni socio-economiche e culturali.
Da qualche anno sono in corso riflessioni sulla sostenibilità stessa del sistema alla luce dei fenomeni migratori e dell’invecchiamento della popolazione.
Altro ostacolo all’esportazione dell’esperienza scandiva è rappresentato dalla portata del pericolo dell’introduzione dei robot. Secondo una ricerca della Oxford University nei prossimi due decenni la metà dei posti di lavoro in americani potrebbe essere sostituita dai robot o altre forme di automazione.

In questo clima di incertezza una cosa e sicura: in Svezia l’automazione è vista come qualcosa di buono che non porta via posti di lavoro e permette di fare di più con meno fatica. Un luogo in cui uomini e macchine possono collaborare in armonia e fiducia reciproca e chissà magari un giorno R2-D2 verserà i contributi.

  •    Claudio Abramo

Fonti:

  1. https://www.nytimes.com/2017/12/27/business/the-robots-are-coming-and-sweden-is-fine.html?hp&action=click&pgtype=Homepage&clickSource=story-heading&module=photo-spot-region&region=top-news&WT.nav=top-news
  2. http://amato.blogautore.repubblica.it/2017/02/24/altro-che-evasione-gli-svedesi-pagano-4-miliardi-di-tasse-in-piu/
  3. https://europa.eu/youreurope/business/vat-customs/buy-sell/vat-rates/index_it.htm
  4. https://it.wikipedia.org/wiki/Modello_svedese
  5. http://www.veicolidalavoro.it/boliden-volvo-fmx-guida-autonoma/

 

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