Serie A: Il bilancio del VAR dopo le prime 19 giornate

Finita la diciannovesima giornata di Serie A, è tempo di fare un bilancio sul Video Assistant Referee, noto come VAR, ovvero la moviola che è stata introdotta dalla FIFA per ridurre al minimo gli errori del direttore di gara durante una partita.

Il VAR può intervenire nei casi di:

  • Gol /non gol (aggiuntiva al supporto della Goal Line Technology);
  • Rigori (verifica della corretta o meno assegnazione di un calcio di rigore);
  • Espulsioni dirette (decise o omesse);
  • Scambi di persona (in caso di estrazione di cartellino al calciatore innocente);
  • Eventuale caso di gol in fuorigioco;

A decidere con la moviola in campo è sempre in primis il direttore di gara, supportato però dagli assistenti al controllo del VAR. L’arbitro ha infatti il potere decisionale su un eventuale episodio, ma il potere di richiedere un controllo appartiene, oltre che all’arbitro stesso, in alcuni casi anche al VAR. Nel primo caso è l’arbitro che, non convinto della propria decisione chiede il supporto VAR per la verifica dell’episodio, mentre nel secondo caso è proprio chi sta a comando della moviola a comunicare all’arbitro la probabile svista, che a sua discrezione potrà valutare o meno l’episodio incriminato.

Il VAR è la più grande novità di questa stagione, c’era molta curiosità nel vedere la moviola in campo. Passata la prima parte del campionato, è tempo di fare un bilancio sull’utilizzo di questa nuova tecnologia. In generale il VAR, che ricordiamo è in una prima fase di prova, ha dato effetti benevoli al nostro campionato, risultando spesso abbastanza determinante per le partite. Il compito di questa tecnologia è quello di ridurre l’errore da parte dell’arbitro e, in questo senso, questo è un obiettivo già raggiunto.

L’introduzione del VAR ha portato anche ad alzare la media rigori in Serie A, risultando spesso fastidioso per gli allenatori, in molti ancora scettici su questo strumento. Nonostante la media rigori si sia alzata, in campo si vedono un po’ meno lamentele da parte dei giocatori, a testimonianza del fatto che la moviola spesso è una sentenza che mette d’accordo quasi tutti, parlando ad alta voce grazie a delle immagini spesso chiare.

Quello che non piace del VAR è però il tempo impiegato, troppo in alcuni episodi, ma come detto ancora è in una fase di prova, quindi questo è un aspetto che già dal prossimo Mondiale potrà sicuramente essere migliorato. Nonostante i mille occhi su una partita, a volte, senza capirne un senso, il VAR non è intervenuto. Il caso simbolico è quello della 17° giornata, Sampdoria-Sassuolo, quando il centrocampista dei blucerchiati Torreira compie una grande parata su un tiro dei neroverdi, per l’arbitro nulla, non interviene neanche il VAR, negando dunque un rigore solare al Sassuolo, che poi la partita la vincerà 0-1 nel finale. Questo episodio, così come un rigore evidente non dato alla Roma o come l’incredibile partita fra Torino e Verona, sono tra i casi più simbolici dove il VAR ha lasciato un po’ a desiderare.

In generale il VAR si sta rilevando utile e importante, gli aspetti positivi sono più dei negativi ma, proprio per questo, c’è bisogno di una maggiore attenzione da parte di chi sta dentro il box, per evitare gaffe come quella di Genova.

–  Marco Cavallaro

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