Zaino in spalla, si sale

Guardare la montagna è uno dei miei riti quotidiani. Mi sveglio, mi alzo e mentre mi dirigo in cucina a fare colazione, guardo l’Etna dalla finestrella in cima alle scale.

Non è semplice spiegare l’amore che si prova per questo vulcano, bisogna essere nati su questa terra e vederlo come parte integrante della propria identità culturale. Quando all’estero mi chiedono da dove venga è sempre complicato spiegargli di quel paesino sperduto in provincia di Catania, ma quello che mi fa sorridere è vederli basiti quando dico loro di abitare ai piedi di un vulcano attivo.

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“Ma sei pazzo?”

“Are you crazy?”, “Seems dangerous!”, “A Volcano? Like Pompei?”. E da lì a spiegargli che no, non c’entra nulla con il Vesuvio, a parlargli della Valle del Bove, di Torre del filosofo, dell’Altomontana e di tutti i sentieri, i luoghi e gli itinerari meravigliosi propri di questo meraviglioso mondo che è l’Etna. Un vicino mite che ogni tanto fuma, si copre di bianco in inverno e ci entusiasma con il suo meraviglioso spettacolo di lapilli e lava.

Meta di moltissimi appassionati, avventori e turisti, è comunque un vicino da rispettare e quando lo si va a trovare bisogna prendere le giuste precauzioni e arrivare preparati.

  1. L’acqua. Sull’Etna, particolarmente in alcuni sentieri, capita spesso di soffrire la sete, particolarmente in estate. Non ci sono sorgenti di acqua potabile, quindi bisogna sempre considerare almeno due litri d’acqua a testa. Meglio fare una pausa in più o dividere il carico che morire di sete. Il tè caldo, in un thermos, è sempre un piacevole alleato.
  2. Le scarpe. Un paio di scarpette da ginnastica con la suola alta vanno più che bene, ma l’ideale sarebbero degli scarponcini da trekking. Costano abbastanza, ma è un investimento e i vostri piedi e le vostre ginocchia vi ringrazieranno in futuro. Importante anche i calzini, meglio spessi e alti. Proteggono in parte dai morsi di serpente e evitano freddo al piede o che scivoli all’interno della scarpa, evitando così le vesciche. numero 3
    La sicurezza prima di tutto!
  3. Un kit di primo soccorso. Nulla di troppo complicato, solo garze, acqua ossigenata, forbicine, cerotti. Questa è la base, poi ognuno lo personalizzi in base alle proprie esigenze.
  4. Cibo. In montagna, si mangia. In continuazione. Se avete in mente di abbuffarvi, avete sbagliato posto, lasciate perdere la parmigiana e preparate dei panini. I nostri nonni, che ne sapevano più di noi, facevano il panino con salumi e formaggi: in un colpo solo hai i carboidrati del pane, le proteine della carne e i grassi del formaggio. Portate con voi anche frutta secca come mandorle, noci e quant’altro: si possono mangiare camminando, sono piene di energia e vi faranno venire sete, così
    vi ricorderete di bere.
  5. Un bastone. Può sempre essere utile, distribuisce meglio il peso e vi può aiutare a spostare le foglie per trovare un fungo o una pietra nascosta o un serpente o quant’altro. spiaggia
  6. Il vestiario adeguato, che non significa necessariamente vestiti tecnici, vanno benissimo anche jeans e maglietta, ma dev’essere adeguato alla temperatura che troverete. Vestitevi a cipolla e, se fa caldo, portate una maglietta di ricambio.
  7. La testa. Un vecchio proverbio recita “esperto stai attento perché la montagna non sa che sei esperto”. In qualunque caso, ricordate i vostri limiti. Rambo esiste solo nei film, quindi non fate gli spacconi, risparmiate il fiato e usate il coltello solo per tagliare grosse fette di pane e formaggio o per spalmare la marmellata. Di ciliegie, per favore.

funivia

  • Dino Greco 
Dino Greco

Dino Greco

Studente di ingegneria, la mia passione per la scienza e la tecnica si fonde con quella per i viaggi e la letteratura. Il sogno nel cassetto? Fare divulgazione scientifica.

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