Cambiamenti climatici: quanto ci resta, prima che tutto cambi per sempre?

Da qualche anno a questa parte, è diventato sempre più evidente il capovolgimento dell’ordine naturale delle cose. Alluvioni, siccità – ma anche ghiacciate incontenibili (New York in questi giorni, ad esempio, con picchi fino a -30°) e nevicate dove non avrebbe mai dovuto farlo. L’effetto in alcuni casi è senza dubbio spettacolare: si prendano ad esempio le Cascate del Niagara totalmente ghiacciate, immobili e cristallizzate, chi può goderne ne resta naturalmente sbalordito. Ma c’è un prezzo, che tutto il mondo sta inesorabilmente pagando, ora per ora.

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Siamo tutti abituati a sentir parlare di effetto serra, scioglimento dei ghiacciai, buco dell’ozono – concetti che vengono ribaditi sin dalla tenera età scolastica, ma che nessuno ha capito mai. All’uomo medio basta sapere le stime – il mondo finirà tra pochi miliardi di anni, inghiottito dal Sole o comunque troppo caldo per via della morte della nostra stella? Bene, possiamo passare oltre, fare ciò che vogliamo, tanto siamo già condannati. Ciò di cui non ci si rende conto, è che l’umanità non coincide con la vita della Terra. Come tutte le specie prima di noi e quelle che ci seguiranno, tra cinque miliardi di anni l’essere umano sarà estinto da tempo, distrutto probabilmente da sé stesso.

Allo stesso modo, se poco tempo rimane agli uomini per vivere, ancor meno ne rimane per moltissime specie non solo animali, altresì vegetali. E allora, si dirà. E allora, per citare uno degli alimenti amati da veramente tutti, presto potremmo non avere più il cacao. Infatti, esso viene coltivato a delle condizioni specifiche, con una umidità costante che può essere trovata solamente nelle zone pluviali ed equatoriali. Coi cambiamenti climatici, sta diventando sempre più difficoltoso trovare aree dov’è possibile far crescere le piante di cacao – ed è altrettanto difficoltoso spostare le coltivazioni poco più in alto.

Ovviamente, si cercano delle soluzioni. Per il problema sopracitato, ad esempio, si stanno effettuando degli studi sul DNA stesso della pianta, per arrivare ad una coltivazione alternativa, resistente a delle nuove condizioni. Allo stesso tempo, si fanno dei calcoli. Più si va avanti, più tutto cambia attorno a noi, ed è ormai questione di poco, veramente poco. Già dal 2020, il mondo non sarà più come prima, a causa dello scioglimento sempre più vasto dei ghiacciai antartici. Non si tratta quindi di decenni, ma solo un paio d’anni. Siamo davvero pronti?

Cosa ci aspetta, dunque? Sicuramente, non il meglio. E’ una via senza ritorno, ne stiamo già pagando le conseguenze, che si stanno facendo via via più pesanti. Uragani, alluvioni, gelate e siccità al punto da dichiarare lo stato d’emergenza (ricordiamo Roma, quest’estate), saranno fin troppo presto all’ordine del giorno. Sarebbe bastato fare così poco, per non arrivarci. Ma sapremo senza dubbio abituarci, sopravvivere e continuare ad andare avanti. Del resto, non è sempre stata la caratteristica principale dell’umanità, l’adattamento ad ogni condizione avversa?

Cristina Maya Rao

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