Scheletri nell’armadio – The Cabinet Files

Il network televisivo ABC ha reso pubblici centinaia di documenti top secret appartenuti a vari governi federali australiani, generando una gigantesca falla nella sicurezza nazionale. I file erano contenuti in alcuni schedari che un ufficio pubblico avrebbe venduto ad un negozio di mobili usati.

Rinnovo locali

Cambiare l’arredamento in casa può essere un momento stressante anche se molto simbolico, si deve far spazio al nuovo selezionando le cose più importanti da non dare via, magari durante i classici mercatini dell’usato la domenica. Anche gli uffici pubblici cambiano gli arredi e spesso parte di questi mobili vengono rivenduti a privati cittadini. Una pratica in uso anche in Australia, dove un ufficio federale ha venduto alcuni vecchi armadietti ad un rigattiere durante una vendita governativa a Canberra, la capitale del paese (sì, la capitale dell’Australia non è Sydney). Il commerciante avrebbe ottenuto i mobili ad un prezzo scontato perché erano considerati “danneggiati”, cioè erano chiusi e non si trovavano le chiavi. Stranamente a nessuno era venuto in mente di forzare la serratura e svuotare gli archivi, che sono stati ceduti ancora pieni di carte classificate come “riservate”. Una volta venduti qualcuno si è accorto che potevano contenere qualcosa, ha aperto i mobili e portato tutti gli incartamenti alla stampa “senza passare dal via”.

DASDASDA

I registri del Gabinetto

All’interno dei mobili c’erano documenti che coprono quasi un decennio e riguardano 5 governi, tra cui quello del attuale primo ministro Malcom Turnbull che ha avviato un’indagine per far luce sull’accaduto. Nella patria dei canguri questi atti sarebbero comunque stati resi pubblici dalle stesse autorità.  Per ragioni di trasparenza, la legge prevede che ogni registro del Gabinetto di Governo venga “desegretato” non appena trascorsi vent’anni dalla sua redazione.

Si tratta di incartamenti di vario tipo che riguardano aspetti della vita governativa e del funzionamento delle istituzioni. In buona parte sono carteggi tra uffici ed agenzie, proposte di legge mai approvate, ma non mancano storie imbarazzanti con indiscrezioni scottanti. Ad esempio si è scoperto che la polizia federale ha perso nel corso di 5 anni, tra il 2008 e il 2013, quasi 400 documenti provenienti dal comitato per la sicurezza nazionale, l’organo governativo che controlla l’ordine del giorno in materia di sicurezza, intelligence e difesa. Sembra quasi un’abitudine quella dei dipendenti pubblici australiani che ha potenzialmente permesso a chiunque di venire a conoscenza di dati segreti, strategie militari o informative dei servizi. Gli agenti federali hanno immediatamente smentito la notizia, affermando che il 90% di quei documenti siano stati successivamente ritrovati. Ma questo non riduce le polemiche, anche perché tra gli stessi “Cabient Files” (questo è anche il nome dato allo scandalo) c’è scritto che i funzionari, viste le continue e inutili ricerche delle carte latitanti, avrebbero riscritto completamente i file mancanti sostituendoli agli originali. Una “dimenticanza” che potrebbe mettere a rischio anche la politica estera australiana. C’è chi fa notare, come il laburista Chris Bowen, che gli alleati dell’Australia potrebbero aver perso fiducia nell’intelligence locale e questo porterebbe ad una riduzione della cooperazione tra agenzie. Nel 2013, quando il partito del Labour perse le elezioni, l’allora ministro in cariaca, Penny Wong, lascio nel suo vecchio ufficio quasi 200 pagine criptate in cui si parlava di operazioni anti-terrorismo, piani militari per proteggere di Emirati Arabi Uniti dall’Iran e della guerra in Afghanistan.

  Poi c’è anche la storia dell’ex-ministro all’immigrazione Scott Morrison, che nel 2013 ha agito per diminuire il numero dei richiedenti asilo. Ha ritardato i controlli di sicurezza in modo che le persone vicine alla protezione permanente perdessero la scadenza, una mossa che avrebbe evitato l’accoglimento di 30 richiedenti asilo ogni settimana.

E non è finita qui

Queste sono solo alcune delle prime storie raccontare da queste carte. Infatti la ABC ha pubblicato solo una parte delle migliaia di pagine di cui è entrata in possesso, anche per proteggere la privacy di molte persone i cui dati figurano tra i Cabinet Files. Non sono da escludere sviluppi futuri della vicenda e nuove rivelazioni. Un suggerimento, la prossima vota che date via un armadio usato ricordatevi prima di togliere gli scheletri.

-Claudio Abramo

 

 

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