Carbonara mon amour

Viaggiare apre la mente. Vedere nuove culture, conoscere nuovi popoli e le loro usanze ti porta a vedere le cose in maniera diversa. Ti permette di ampliare la tua visione del mondo e di sentirti parte di esso.

La globalizzazione sta distruggendo il vecchio modo di viaggiare e sta uniformando sempre più le culture, un pericolo reale con cui bisogna fare i conti; ma la cultura di ogni popolo rimane in un luogo sacro dove ogni giorno si compie un miracolo: la cucina.

Questa stanza fatta di fornelli, pregna di odori, di cibi deliziosi e sfrigolanti rappresenta uno dei momenti più belli e speciali da sempre. Ritrovarsi, mangiare insieme è un rituale antico come il mondo e per conoscere davvero qualcuno bisogna cucinare e mangiare insieme.

La cucina mondiale

In questo modo potrete immergervi completamente nella cultura di quel popolo: assaporando le spezie, i sapori.
Ogni popolo ha i suoi cavalli di battaglia e lì la birra belga, accanto uno stinco di maiale tedesco, zuppe polacche, pesce norvegese, pane arabo.

Noi italiani vantiamo una delle migliori cucine al mondo, o almeno così dicono. Ci riempie di orgoglio vedere la parola pizza rimanere immutata in tutte le lingue, ci entusiasma il suono della macchina per il caffè e quel profumo che si spande nell’aria.

La cucina italiana

Sicuri della bontà della nostra cucina, ci indigniamo quando questa viene insultata: è il caso dell’ananas sulla pizza, del cappuccino a pranzo, del formaggio sulla pasta con il pesce ed è giusto così, perché la cucina è parte della nostra identità culturale e accompagnare una fiorentina con una tazza di latte è come presentarsi in bermuda a San Pietro.

Un viaggio in Italia è un viaggio attraverso un mondo a sé. Un luogo fatto di mare e di sole, ma allo stesso tempo di neve e freddo. Queste contraddizioni lo rendono un paese unico e straordinario e danno origine a una cucina incredibilmente variegata in cui ogni piatto ha una sua storia alle spalle.

Andare in un ristorante in Italia e chiedere un piatto di spaghetti “all’Alfredo” lascerà il cameriere perplesso (a meno che il cuoco non si chiami Alfredo, nel caso potrebbe apprezzare), così come chiedere le polpette di carne sulla pasta. Apprezzare la cucina italiana significa anche e soprattutto apprezzarla nelle sue mille sfaccettature: assaggiare i tortellini a Bologna e gli arancini a Catania, il pane carasau a Cagliari e la bagna cauda a Torino.

 

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Questo apprezzamento, questa ode alla nostra cucina, porta con sé anche la consapevolezza del rispetto che dobbiamo alle tradizioni culinarie delle altre culture. Andare in un paese straniero e mangiare solo ed esclusivamente nelle catene di fast food è indice di pochezza mentale. Il viaggio è compromesso, sperimentazione, avventura. Potrete mangiare un hamburger ovunque, ma davvero lo preferireste a una fetta di Sachertorte seduti in un bar viennese?

In definitiva, quando andiamo all’estero cerchiamo di portare con noi il nostro rispetto innato per il buon cibo, apprezzando e assaggiando i piatti locali e non rifugiandoci in trappole per turisti che ci danno tiepide imitazioni.
Ricordate che la carbonara è tanto più buona se mangiata a casa vostra. All’estero, provate altro.

E ora a tavola, il pranzo è servito.

                                                                                                                                           –  Dino Greco

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