Portale Oriente: Il mito di creazione, parte II

Bentornati ad un nuovo appuntamento con la cultura orientale, in particolare vedremo il continuo della creazione della divinità giapponesi (se vuoi ripassare la prima parte, trovi l’articolo qui).

Dopo la sua discesa negli inferi, Izanagi era rimasto il solo a dare vita a nuove divinità.
Dovendo lavarsi dalla sporcizia demoniaca che lo aveva ricoperto, eseguì un rito di purificazione.
Pulendosi il naso originò la divinità Susanoo, lavandosi l’occhio destro diede vita a Tsukuyomi e con l’occhio sinistro a Amaterasu, le divinità cardine del pantheon nipponico.

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Amaterasu è la più importante dei tre, dea del Sole e antenata diretta della famiglia imperiale, a lei è legata la vita.
Infatti, quando un giorno si chiuse in una grotta a causa delle malefatte del fratello, portò con sé la luce e la vita, lasciando oscurità e distruzione nel mondo.
A lei è associato, come oggetto, lo Specchio Sacro, dove Amaterasu si specchia e rimane talmente stupita dal suo riflesso che decide di uscire dalla grotta.

Susanoo è la divinità delle tempeste e degli uragani, ed inizialmente ha un carattere insolente e bellicoso, tanto  da fare dispetti ai fratelli. Venne esiliato a causa del suo comportamento e proprio da quel momento   diventa difensore dell’umanità, un eroe che combatte il male, a cui venne donata la Spada Kusanagi, suo  oggetto emblema.

Infine Tsukuyomi è la divinità della Luna, che vive nel paradiso celeste ma nella parte opposta rispetto alla sorella Amaterasu: per questo giorno e notte non sono mai insieme.
Il suo oggetto è la gemma Yasakani no Magatama.

I tre oggetti legati a queste divinità rappresentano le insegne imperiali del Giappone, tre tesori sacri che rappresentano saggezza, valore e benevolenza, e vengono utilizzati durante la cerimonia d’insediamento sul trono imperiale, presentandoli all’imperatore e solo a lui, infatti la loro visione non è consentita ad altri cittadini.

Inoltre, questi tre oggetti sacri sono stati utilizzati anche in alcuni manga, come in Sailor Moon, diventando le armi di Sailor Uranus (la spada), Sailor Neptune (lo specchio) e Sailor Pluto (la gemma in cima al suo bastone); armi che, combinate, danno vita ad un immenso potere.

divinità, sailor moon, sailor venus, sailor uranus, combattente che veste alla marinara

Ovviamente non si tratta dell’unico riferimento in opere moderne; per esempio nel manga Naruto esistono delle tecniche potentissime del Clan Uchiha legate proprio alle tre divinità.
In ambito videoludico, i personaggi giocabili del videogioco Smite appartengono alla mitologia di varie religioni, inclusa quella giapponese.

Giulia Licciardello

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