Tech e innovazione: le proposte dei partiti per solcare l’onda del progresso

Come è ben noto, il 4 marzo si andrà alle urne per eleggere i membri del Parlamento della XVIII Legislatura. Un argomento a margine della campagna elettorale, caratterizzata da costanti e violenti botta e risposta, è il rapporto con l’innovazione dei partiti. Questa epoca attraversa una vera e propria rivoluzione industriale, che tocca capillarmente il mercato del lavoro e i mezzi di produzione: le promesse elettorali sull’aumento dei posti di lavoro sono false in partenza se non vengono accompagnate da serie pianificazioni su come l’Italia si relazionerà nei prossimi cinque anni con le nuove tecnologie.  Ai fini di un voto informato, qui di seguito sono elencate in maniera sintetica le proposte su questo tema contenute all’interno dei programmi di PD, M5S e coalizione di Centro-destra (FI, Lega, Fratelli d’Italia).

Tech e Innovazione: ecco le proposte!

Partito Democratico

 Industria 4.0 strutturale: “Rafforzare il Piano Impresa 4.0”; “rendere stabile e strutturale il credito di imposta alla ricerca e sviluppo, prevedendo una riduzione graduale dell’iper ammortamento”; “un’accelerazione della deducibilità fiscale degli investimenti produttivi (chi investe sul futuro deve poter dedurre più velocemente i costi)”.

Piano cultura 4.0: “Piano cultura 4.0 per supportare le imprese culturali e creative che investono in innovazione tecnologica”; “”Istituire un fondo unico che raccolga tutti i finanziamenti già esistenti per completare la digitalizzazione e catalogazione del patrimonio culturale italiano”; “incentivare la formazione digitale obbligatoria, permanente e strutturale degli operatori”; “ installare la banda larga in tutti i musei, archivi, biblioteche e altri luoghi della cultura pubblici entro il 2023”. 

Banda ultralarga e 5G: “Accelerare il piano Banda ultralarga sulle cosiddette aree bianche e grigie, dove ancora il 70% delle imprese non trova un’adeguata copertura di rete ad alta velocità”; sviluppo del “5G e delle reti di connettività a 1 gigabit per secondo nelle aree metropolitane”.

Smart Cities: “Regolamentare e incentivare piattaforme per bike sharing, car sharing e scooter sharing”; “realizzare sistemi integrati e digitali dei sistemi di trasporto pubblico” (cioè per comprare i biglietti e gestire il proprio viaggio online); “incentivare la realizzazione di smart grid, per ottimizzare il consumo di energia in base alla domanda”. 

Pir e Venture capital: “Incentivare canali alternativi al finanziamento bancario: l’accesso alla borsa, il ricorso ai mini bond, le piattaforme di crowdfunding e peer-to-peer lending”; “aprire anche ad altre piccole aziende operanti in settori ad alto valore tecnologico o ambientale i Piani individuali di risparmio”.

Digitalizzazione della pubblica amministrazione: “Implementare l’Anagrafe nazionale della popolazione residente, lo Spid (il Sistema pubblico di identità digitale), carta d’identità elettronica, PagoPa (il sistema di pagamento per la pubblica amministrazione), Open data”.

Turismo digitale: “Quasi il 90% dei turisti stranieri utilizza il web per pianificare l’itinerario e decidere dove alloggiare (…) L’intera filiera deve sviluppare competenze e sistemi che permettano la promozione digitale dei propri prodotti”.

Movimento 5 Stelle

 Industria 4.0 “Rivoluzionare il tessuto industriale, favorendo l’introduzione di nuovi strumenti e servizi ad alto valore tecnologico”; “nuovi modelli di welfare per attutire l’impatto sociale della rivoluzione industriale”. Mancano tuttavia indicazioni precise.

Banda larga e 5G: “Il M5S vuole gestione e infrastruttura di rete pubbliche. Per farlo punta a rendere Open Fiber (società che realizza e gestisce la rete in fibra ottica) a maggioranza pubblica, creando le condizioni per unire i maggiori soggetti in un’unica infrastruttura”; “per quanto riguarda le reti 5G, la priorità è liberare le frequenze a 700 Mhz per fare spazio alla nuove connessioni senza fili.

Startup: “Favorire la nascita e la crescita di nuove imprese”; ” sburocratizzazione” e di “riduzione degli oneri fiscali”; “abolire, nei primi anni di attività, il contributo minimale Inps che impone il pagamento di 3600 euro l’anno per ogni socio amministratore o dipendente di Srl, anche se fattura zero”; “promozione delle competenze tecnico-scientifiche e matematiche (le cosiddette Stem) sin dai più inferiori livelli di istruzione”; “incontro degli innovatori tramite eventi o grazie all’istituzione di nuovi spazi di coworking nei locali pubblici inutilizzati”.

Fintech: “Una regolamentazione, anche minima, del Fintech”, con norme “amiche dell’innovazione ma che sappiano tutelare i consumatori”. Al momento però, non ci sono all’orizzonte misure concrete.

Open Data: “Il Movimento punta a realizzare un portale informatico costantemente aggiornato, liberamente, gratuitamente e facilmente fruibile, anche avvalendosi del patrimonio informativo dell’Agenzia del demanio, in cui siano indicati dettagliatamente i beni immobili di proprietà delle amministrazioni pubbliche”. 

Accesso alla rete: “Completare il catasto delle reti elettroniche, previsto da un emendamento firmato dal M5S nel 2014. La mappatura dovrebbe permettere di velocizzare lo sviluppo della banda ultralarga e risparmiare sui costi di posa della fibra”.

Net Neutrality: “Il traffico Internet deve essere trattato in condizioni di uguaglianza, senza discriminazione, restrizione o interferenza, indipendentemente dal mittente, dal destinatario, dal contenuto, dall’applicazione, dal servizio o dal dispositivo”. Questa è la net neutrality secondo il Movimento, che intende “continuare a seguire” le linee guida europee. 

Cybersicurezza: “Disciplinare le forme di cooperazione tra pubblico e privato nello scambio di dati; stanziare risorse pubbliche nell’ambito della cyber security e incentivare misure di defiscalizzazione per le aziende che investono sulla sicurezza”. 

Centro-destra (Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia)

 Digitalizzazione della pubblica amministrazione: “Più tecnologie innovative applicate all’efficientamento energetico”. Tra gli obiettivi fissati dal centrodestra c’è poi la “piena diffusione delle infrastrutture immateriali”. Cioè piattaforme, banche dati e reti. Si punta quindi a “digitalizzare la Pubblica amministrazione, a varare un piano di ristrutturazione delle tecnostrutture e a migliorare l’utilizzo delle risorse per le nuove tecnologie per tutto il sistema delle imprese, con particolare riferimento alle piccole e medie”.

Sostegno alle startup: “Sostegno alle startup innovative”; “la semplificazione del crowdfunding”.

E voi? Cosa ne pensate? Siete convinti che l’innovazione tecnologia sia un punto forte su cui concentrarsi per non perdere la lotta politica?

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