Il passepartout dell’inverno 2018/2019: la tuta

È stata sicuramente una protagonista della scorsa fashion week a Milano e continua a presentarsi in più varianti anche alla settimana della moda parigina. Di che parliamo? Ma della tuta ovviamente!  Un capo essenziale per la prossima stagione fredda, da indossare dal mattino fino alla sera. 

Bisogna risalire agli inizi del ‘900  (nella fattispecie l’anno 1919) e ringraziare l’inventiva futurista per averci donato oggi una delle creazioni più “comfy” del secolo scorso: la tuta. È al genio di Thayaht, designer dell’epoca, che si deve infatti tutto. Come ben sappiamo, gli anni del futurismo erano densi di sperimentazioni e rivoluzioni su tutti i settori; Thayaht, oltre che un illustre pubblicitario, era conosciuto anche per i suoi incantevoli schizzi per i couturier. Egli era anche un gran studioso, un amante della perfezione che cercava con gran dovizia. E la trovò, per confezionare la sua creazione passata alla storia, nella forma della T. Così  la tuta, che inizialmente era stata pensata per la classe operaia, si inserisce nell’armadio prima dell’uomo dandy, poi anche in quello femminile, segnando un primo grande passo verso una versatilità totale della moda. 

L'”abito universale”, in tal modo poi denominata dal suo creatore, oggi più che mai ritorna in auge. La tuta infatti è stata stra-vista sulle passerelle della scorsa fashion week milanese e sta imperversando su quelle parigine. Una vera e propria uniforme, da inserire come must-have per gli abbinamenti dell’autunno inverno 2018/2019. Tante le sue declinazioni: c’è la versione più simile alla sua primogenita ovvero quella militare e operaia, ma anche quella che ricorda lo spirito sessantottino e i ruggenti anni ’70, la versione più sportiva e quella glam, da gran soirée.

Sulla passerella di Lacoste, ad esempio, è stata vista con la zip, la cintura e tasche super confortevoli. Se la si vuole in jeans, eccovi serviti  con le proposte di Philosphy di Lorenzo Serafini. Le più sportive sono le tute mostrate da Philipp Plein, Temperley London (in tela di cotone, effetto army) ed Emporio Armani, con i suoi colori sgargianti. Ma anche la super tuta catarifrangente di Calvin Klein 205W39NYC è da considerare come una valida alternativa.

In quella di Genny invece, si ritrova una ispirazione che pesca dall’universo maschile dei completi. Con Erika Cavallini tra dettagli a contrasto, giacche a doppiopetto, riferimenti agli smoking, la jumpsuit diventa davvero un capo salvavita per le occasioni più formali. Come non considerare poi, le splendide proposte di Salvatore Ferragamo Emilia Wickstead? L’eleganza discreta si concretizza in nuance calde che ricordano le sfumature del miele, ma anche della senape e del rosso mattone.  Vi sentite aggressive? per voi, la proposta firmata Roberto Cavalli, con un animalier decisamente sexy.

Chiara Grasso

 

 

 

Chiara Grasso

Chiara Grasso

Catanese trapiantata a Bologna, sono una specializzanda in letteratura russa e inglese. Amo viaggiare, leggere, scoprire e, naturalmente, scrivere: di cultura, di moda e di tutto ciò che fa tendenza.

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