Higuan-Dybala, la Juventus passa a Wembley

Uno spettacolo. Tottenham-Juventus è stato un manifesto del calcio, il confronto fra due filosofie e modo di pensare il calcio in maniera opposta: il bel gioco contro la concretezza, Kane contro Higuain, il talento di Dybala, il genio di Eriksen, tutto questo nel magnifico Wembley, tempio del calcio, totalmente sold out con 90mila spettatori. In uno spettacolo del genere è stato grande anche il minuto di silenzio dedicato a Davide Astori, tra la visibile commozione dei giocatori della Juventus in particolare e l’applauso di 90mila persone dalle tribune. Sicuramente il gesto, per quanto irrilevante in casi simili, è comunque stato un bel contributo ad un bravo ragazzo, prima che ottimo difensore.

La partita 

La favorita era la squadra di Pochettino, forte del 2-2 di Torino, ma la Juventus ha già dimostrato tante volte che nulla è scontato quando la si trova contro, e così è stato.                                                                                                                    Tottenham che parte fortissimo: Son ingestibile, Harry Kane in agguato come sempre, mezz’ora di dominio puro, fino a quando i londinesi passano meritatamente in vantaggio al 39′, con gol del sudcoreano Son, per distacco il migliore in campo. La Juventus non c’è, è spenta, pochi spunti li offre il solito Douglas Costa ma, tra proteste per presunti rigori non dati e occasioni che mancano, finisce il primo tempo, Tottenham avanti 1-0, in questo momento gli Spurs sono ai quarti. Nel secondo tempo si aspetta subito una reazione bianconera, ma non c’è, i padroni di casa partono come avevano finito la prima parte: attaccando. Poi però, quando sembrava che gli uomini di Mauricio Pochettino avessero totalmente il controllo  della partita, Allegri mischia le carte: fuori Benatia e Matuidi, dentro Asamoah e Lichtsteiner; cambiato l’assetto, cambia la Juve, e subito, al 65′, zampata di Higuian su sponda di Khedira , 1-1 a Wembley, i giochi sono più che mai aperti.                                                                                                                                    Da qui a poco verrà fuori l’esperienza bianconera, la squadra di Allegri tiene bene il campo e manda poco dopo k.o. gli Spurs con un diagonale di Dybala, pescato alla perfezione dal Pipita; siamo al minuto 67, è 1-2. La reazione di Kane e compagni però è debole, molto possesso, molte palle messe in mezzo, ma la difesa della Juve è brava prima a reggere e fortunata nel finale quando, proprio il 10 inglese, stacca altissimo su Chiellini e inquandra lo specchio della porta, ma è solo palo ed è il novantesimo, ultimo brivido di una partita tosta, intensa, dalla quale a vincere è stata la squadra più forte.

 

In Inghilterra questa era una partita molto temuta, si attendeva una prova di maturità da questa squadra; maturità dunque fallita per il Tottenham: la fase difensiva è ancora troppo debole per essere capaci di arrivare ai piani altissimi, ed è forse solo questo l’ultimo step da fare per Pochettino e squadra per poter non solo giocare alla grande, ma anche vincere e quindi passare il turno.                                                            La Juventus invece conferma la grande efficacia che la contraddistingue da quando Allegri siede in panchina, una squadra tremendamente concreta, forte in difesa e con del talento in avanti: sono bastati due tiri in porta per passare il turno, ma quando hai Higuain, Dybala, Douglas Costa ecc non può non essere così. La Juventus ancora una volta è fra le migliori otto d’Europa dunque; per adesso i bianconeri si godono il passaggio del turno, così come il ManCity, il Real e il Liverpool, la prossima settimana le altre quattro, poi il sorteggio, dove i bianconeri conosceranno il prossimo ostacolo verso l’obiettivo Kiev: difficile, ma la Juve è sempre sul pezzo.

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                   -Marco Cavallaro

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