Il Bel Paese – Firenze

Gli artisti di strada. Sembra strano, ma quando penso a Firenze la prima cosa a cui penso non è Santa Maria del Fiore con la cupola del Brunelleschi o gli Uffizi. Non è neanche il pane senza sale tipico della Toscana né il loro modo di parlare, con la “c” aspirata.
No, quando penso a Firenze io penso agli artisti di strada.

Tutte le città ne hanno. Dalla semplice statua, al mimo, al clown, passando per i disegnatori e i giocolieri, ma sopra tutti io ho apprezzato questi che dipingevano per strada, in speciali punti segnati, con gessi colorati. E in un angolo vedi così la Venere del Botticelli, in un altro ecco che sta nascendo un pezzo della Cappella Sistina.

Tutto qui spira grandezza, gusto, umanità, purezza, e bellezza, nel più alto grado. Credo che sarei più felice qui con voi, che in qualsiasi altro luogo. Ciò è il massimo elogio che io possa fare a questa città. Non so se voi amiate pitture, statue, bronzi, marmi antichi di tutte le qualità. Lo credo, perché lo desidero.

(Klemens von Metternich)

Stili, colori ed epoche storiche si fondono e si inseguono nel giro di qualche centinaio di metri.
La magia di Firenze, la città per eccellenza dell’arte italiana.
A consacrarla i suoi abitanti, nativi o adottati.

Sono con la scuola. Gita del terzo anno a Firenze. È la prima volta che la vedo.
Il primo giorno, appena scesi dal treno e dopo una notte praticamente insonne, andiamo agli Uffizi. La fila è chilometrica, fa impressione. Il fatto di essere un gruppo organizzato sembra non darci alcun vantaggio. Il benvenuto di Firenze non è entusiasmante. Entriamo.

Gli Uffizi…

Noto con tristezza che nei biglietti è indicato un tempo massimo: 15 minuti. Entro in crisi.
Quindici minuti in un luogo in cui il tempo si ferma, cristallizzato sulla tela.
Entro in agitazione. Sono alle prime esperienze e faccio un giro, senza lasciarmi rapire da questo o quel dipinto.
Guardo l’orologio. Sono passati pochi minuti, ho corso inutilmente.
Non ho un ricordo netto degli Uffizi. Dovrò tornarci, con i miei tempi. Magari anche con qualche ora di sonno in più e senza avere sedici anni.

Il nostro albergo, pessimo com’è giusto che sia, è in una posizione incredibile: proprio di fronte piazza della Repubblica.
C’è un carosello, in piazza. È fermo e piuttosto male in arnese, ma ha comunque un suo fascino incredibile.

E poi il centro. Ponte Vecchio con le sue botteghe orafe, vanto di Firenze. Palazzo Pitti, dimora dei Medici, signori della città. La Basilica di Santa Croce, dove risiedono gli uomini illustri: Ugo Foscolo, Nicolò Machiavelli

Night in Florence

In piazza della Signoria si nota il grande assente. La statua del David sorgeva lì, ora ne rimane solo una copia. Il vero David è stato spostato per salvarlo dalle intemperie. L’hanno portato nella Galleria dell’Accademia.
È immenso. Alto più di cinque metri, largo quasi due è una delle opere più famose di Michelangelo, simbolo dell’Italia e di Firenze all’estero.

Firenze, città d’arte, come ogni luogo della nostra penisola si contraddistingue anche per la cucina ed è il caso di citare la fiorentina. La bistecca per eccellenza.
Se a Bologna sono obbligatori i tortellini, sarebbe folle lasciare Firenze senza aver mangiato il ragù di cinghiale. Animale che trovate anche sottoforma di fontana bronzea. Fermatevi, metteteglieli una monetina in bocca e strofinategli il naso. Dicono porti fortuna, di sicuro aiuterà i bisognosi a cui vengono destinati, tramite l’Opera della Divina Provvidenza Madonnina del Grappa, queste monetine.

E con questo concludiamo anche questo appuntamento, ci vedremo settimana prossima con un articolo dedicato a Catania.

Catania

 

(Crediti Foto: Selenia Morgillo, https://www.flickr.com/photos/seleniamorgillo/16761478870/)

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                               –  Dino Greco

Dino Greco

Dino Greco

Studente di ingegneria, la mia passione per la scienza e la tecnica si fonde con quella per i viaggi e la letteratura. Il sogno nel cassetto? Fare divulgazione scientifica.

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