Stop al “Politically correct”

Da Different from the others fino a Sense8, passando per Philadelphia, Brokeback Mountain e The imitation game, vediamo che il tema dell’omosessualità viene trattato quasi sempre allo stesso modo. Il timore di essere scoperti e i pregiudizi da parte della società sono clichè fin troppo comuni. Ma quello che notiamo di più è il numero di simili produzioni che, nel corso dell’ultimo decennio, è aumentato smisuratamente. Il motivo? Alla gente piacciono ed é disposta ad accettarli adesso. Oggigiorno parlare di omosessualità, significa assecondare il politically correct e il presunto pensiero rivoluzionario della società. Ed è per questo che registi e produttori fanno a gara tra di loro per realizzare più pellicole possibili.

Due facce a confronto: Chiamami col tuo nome

chiamami col tuo nome, call me by your name

 

Un caso di questi é l’ultimo film di Luca Guadagnino, Chiamami col tuo nome. La storia ci racconta di Elio Perlman (Timothée Chalamet), un comune diciassettenne Italo-americano degli anni 80, che trascorre le sue estati in un paesino del nord Italia. Qui conosce Oliver (Armie Hammer), studente americano, ospitato dalla famiglia Perlman a conclusione del suo dottorato.

 

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Lentamente, assistiamo alla nascita di questa piccola simpatia tra i due ragazzi. Elio, ragazzo timido e introverso ma già maturo, si sentirà attratto dalla personalità carismatica ed estroversa di Oliver. I due si ritroveranno insieme, uniti da quella passione che arde loro dentro, infiammando gli animi, facendoli sentire vivi. Chiamami col tuo nome é anche la storia di come Elio, a contatto con le sue prime esperienze, scopre se stesso. Fa fatica ad accettare ciò che é ma, incoraggiato dalle parole del padre, decide di non sopprimere le profonde emozioni vissute.

 

…e Everything sucks!

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E la figura del padre comprensivo ritorna anche in Everything Sucks!, l’ultima mini serie TV prodotta da Netflix. Il contesto resta sempre lo stesso, ma la protagonista é una ragazza. Kate (Peyton Kennedy), durante il suo secondo anno al liceo, si accorge di provare attrazione fisica per le donne, in particolare per la sua compagna Emaline (Sydney Sweeney). Le due ragazze, inizialmente, sono restie ad instaurare un rapporto, in quanto appartengono a due club scolastici nemici: Kate é nel club A/V mentre Emaline é una brillante attrice teatrale. Ma una gita scolastica sarà proprio ciò che le farà avvicinare e confidare a vicenda. Durante i dieci episodi, assistiamo alla crescita psicologica di Kate. Da ragazza timida e presa di mira dai compagni si trasforma in una ragazza sicura e consapevole, pronta a rischiare e a mostrarsi agli altri.

Come in ogni cosa, c’è un lato positivo…

Messi a confronto attraverso queste breve analisi, abbiamo visto quanto Chiamami col tuo nome e Everything sucks! siano molto simili nei loro contenuti, nonostante trame ed epoche diverse. Ma non sono gli unici! Oggi più che mai, film trattanti tale tema vengono prodotti, al fine di aiutare ragazzi e ragazze come Elio e Kate, ad accettarsi e a dire al mondo chi sono senza avere paura delle reazioni della gente.

…e un lato negativo

Certo, é ovvio che libri e film sull’omosessualità fanno a comodo anche alle comunità LGBT, ma alimentano soprattutto le idee di chi pensa che gli omosessuali rientrino tra le categorie “protette” dal politically correct. A titolo informativo, essere politically correct significa avere un atteggiamento di rispetto nei riguardi dei diritti delle minoranze e dei gruppi socialmente più deboli. In tal maniera, si limita il diritto alla libertà di espressione, dichiarando scorretta qualsiasi citazione specifica contro di essi. Dunque, ciò non fa altro che evidenziare maggiormente la distinzione di queste categorie all’interno della società, peggiorando solamente la loro situazione. É arrivata l’ora di cominciare a vedere le persone per ciò che sono principalmente, ovvero esseri umani.

politicamente corretto

– Michela Calanna

Michela Calanna

Studentessa al Liceo Linguistico Archimede di Acireale (CT). Appassionata di cinema, serie tv e libri, ma costantemente alla ricerca di curiosità interessanti.

2 pensieri riguardo “Stop al “Politically correct”

  • Novembre 6, 2019 in 1:26 pm
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    Oltre al politically correct, molte serie tv per ragazzini mi sembrano proprio politicizzate.
    Intendiamoci.. l’autore è libero di rappresentare le proprie idee, ma se quasi tutte le serie vanno da una parte, di quale libertà parliamo?
    Ho fatto l’abbonamento per vedere film e serie Tv interessanti.
    Non pensavo di trovare una propaganda continua..
    Sinceramente l’apice è stato raggiunto con “noi siamo l’onda”, vedere un poliziotto umiliato in quel modo da dei ragazzini(de sinistra o anarchici) che gli fanno anche provare i vestiti e gli fanno le foto…. ma ve lo immaginate un poliziotto tedesco che non reagisce come se fosse un bambino indifeso, di fronte a ragazzini viziati?.. (premetto che ho guardato solo le prime puntate dopo si dice che la situazione cambi, in ogni caso certe scene si potrebbero risparmiare, per non prendere per sempliciotti gli utenti.
    Quella scena così irreale, non ho potuto tollerarla. Poi i riferimenti politici durante tutte le prime due puntate che ho visto.. erano quasi sempre gli stessi.
    Io sono molto aperto.. ho sempre guardato autori sia di destra che di sinistra, Anzi.. ho sempre pensato che parlare con chi la pensa diversamente possa arricchire. Ma questo politically correct, mi sembra tutto uguale..
    Vedo spesso anche un clichè:
    I bulli da una parte(ovviamente destra) e “i buoni” quelli di sinistra che ovviamente stanno con l’arabo(Come se gli arabi fossero tutti progressisti.. magari pro LGBT… ..vorrei vedere questi progressisti “della domenica” che facce farebbero se gli stessi importassero alcune leggi vigenti in molti paesi del medio oriente, dure.. e per niente liberiste).
    Premesso che”arabo” non significa niente, spesso si tratta di nazionalità diverse, ho usato i termini che si sentono nella serie stessa, se io avessi le loro origini, mi sentirei offeso ad essere strumentalizzato in questo modo.
    Raramente vedo mettere un bullo di sinistra (ne ho conosciuti tantissimi) magari nero, perchè quasi sempre i cattivi sono bianchi, e maschi.
    Cosa vorrebbero dimostrare?
    Tornando a “noi siamo l’onda”:
    Fanno vedere il buttafuori che non vuole fare entrare l’arabo e (indirettamente) vorrebbero dare la colpa a AFD? a un presunto razzismo portato dalle destre populiste? ahahahahaha. Scherziamo??
    Io ci ho vissuto in Germania e posso dire che questa è pura ipocrisia.. è da almeno 20 anni che i locali possono decidere chi fare entrare e chi no.. (anche basandosi sulla nazionalità), anche migliaia di italiani sono rimasti fuori e governava la Merkel e le , altri di sinistra.. socialisti.. nessuno si era mai lamentato. Gli europeisti.. allora dicevano che la Germania era il paradiso terrestre.. e davano sempre ragione ai locali, dicendo che era giusto selezionare(anche sulla base della nazionalità) perchè alcuni italiani non si comportavano bene. Insomma.. 2 pesi e 2 misure sempre… Le autorità hanno sempre risposto che essendo club potevano selezionare la clientela.
    Afd non ha invece mai governato! ma già viene incolpato di cose che nemmeno ha fatto!
    Per non parlare di tutte quelle scene gay inserite dappertutto.. . molto spesso in modo forzato e fuori luogo. Non solo stancano(io porto avanti col telecomando anche quando vedo certe scene etero se non sono necessarie, per la trama) ma non servono a niente secondo me.
    Scusate per la parentesi “politica”, non volevo dare tale impronta al mio commento, solo che alcune forme di Politically correct più o meno forzato, le vedo collegate a partiti, lobbies o simili.

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  • Novembre 6, 2019 in 5:12 pm
    Permalink

    P.s: anche se il nome che è stato messo è leggermente diverso, ovvero NFD(per ovvi motivi), tutti i dettagli il colore, lo sfondo, la grafica, persino lo stile dei cartelloni è talmente simile, che mi sembra estremamente chiaro a quale partito si siano ispirati(quello di cui parlavo sopra), per descriverlo come “quello dei cattivi”.
    Mi sembrava giusto specificare questo, visto che me ne ero scordato nel messaggio precedente.

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